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Testo delle trasmissioni di Rossella

      Breve studio di Ettore e Rossella                   

 Presentazione

1. Amore di Dio
2. Educazione secondo Dio
3. Ruolo dei genitori  e ruolo dei figli
4. Atmosfera familiare
5. Tirare fuori dall’ambiente e mettere le priorità di Dio
6.  Diversità
7. Preparare I figli a che cosa
8. Il mondo dice, la Bibbia dice

  Presentazione

….. desiderio di condividere qualche breve riflessione – che richiederebbe molto tempo e che ci vede disponibili, 
in pubblico o in privato, per qualunque ulteriore spiegazione – e che ci ha coinvolti per molti anni ed ancora ci coinvolge.
 
Testimoni imperfetti della fedeltà del Signore, malgrado I nostri ripetuti errori, vogliamo incoraggiare e stimolare genitori, nonni, educatori, figli.. a seguire pienamente ciò che dice il Signore nella sua Parola su istruzione ed educazione dei figli, 
sapendo che tutto ciò che Dio fa e dice e perfetto.

Un bell’esempio della responsabilità dei genitori di far conoscere il Signore e la sua opera ai figli, affinché amino il Signore, è contenuto nel Salmo 78:3-7

 Quel che abbiamo udito e conosciuto, e che i nostri padri ci hanno raccontato, non lo nasconderemo ai loro figli; diremo alla generazione futura le lodi del SIGNORE, la sua potenza e le meraviglie che egli ha operate.
Egli stabilì una testimonianza in Giacobbe, istituì una legge in Israele e ordinò ai nostri padri di farle conoscere ai loro figli, perché fossero note alla generazione futura, ai figli che sarebbero nati. 
Questi le avrebbero così raccontate ai loro figli, perché ponessero in Dio la loro speranze  non dimenticassero le opere di Dio, ma osservassero i suoi comandamenti.

 1. L’amore di Dio 

Il comportamento di Dio come Padre verso il figlio  Osea 11:1-9

 Un Padre che ama disperatamente il figlio
Quando Israele era fanciullo io lo amai
Chiamai mio figlio fuori dalla schiavitù dell’Egitto
Gli ho insegnato a camminare reggendolo per le braccia
L’ho attirato con corde umane, con legami d’amore
Lo sollevavo per dargli da mangiare
Lo invitavo a guardare in alto al Signore
Io non lo voglio abbandonare quando lui mi abbandona
Io non lo voglio punire ancora
Il mio cuore si commuove tutto dentro di me
Tutte le mie compassioni si accendono per lui
Io non sfogherò la mia ira su di lui, perché sono Dio non un uomo
Io non verrò da te nel mio furore, perché sono il Santo in mezzo a te

Un Padre con un figlio difficile

Io l’ho chiamato a me ma lui si è allontanato  
Io ero suo padre ma lui cercava altri riferimenti (idoli)  
Cercavo di aiutarlo a camminare bene, ma lui non l’ha riconosciuto
Io ho cercato di educarlo, ma lui persiste a sviarsi da me

Io ho cercato di correggerlo, ma lui si rivolta  
Io l’ho punito ma………………  

Le promesse del Padre ad un figlio lontano        Osea 14:1-8

Oh figlio torna da me tuo padre, sei caduto per la tua disubbidienza ma io ti risolleverò
Prendi con te delle parole e vieni da me a dirmi:  
                        perdona il mio peccato perché sonno stato disubbidiente e ribelle. 
                        voglio offrirti ora la lode delle mie labbra
                        non mi rivolgerò più agli idoli.
                        non cercherò più l’aiuto di altri.
                        perché solo in te trovo misericordia.  
                        Io perdonerò i tuoi peccati
                        Io ti amerò con tutto il cuore.  
                        io sarò per te come la rugiada.  
                        Io ti innalzerò e ti estenderò
                        Io ti farò fiorire e sarai famoso.  
                        Io ti esaudirò e veglierò si di te.

2.  Il metodo educativo di Dio

Dio come Padre:   

Il suo metodo Ebrei 12:4-6

Il Signore ti disciplina                                  non disprezzarla  
Il Signore ti riprende                        non ti scoraggiare
Il Signore ti corregge                                   non ti rattristare
Il Signore ti punisce                         non ti abbattere

La disciplina             aiuta ad affrontare le difficoltà della vita
La riprensione          per non andare fuori strada, per non assumere comportamenti sbagliati
La correzione            fa rientrare nella carreggiata: modifica comportamenti sbagliati

La punizione come la correzione quando la deviazione persiste.

Le sue motivazioni Ebrei 12:6-11

Perché ti ama   
perché sei suo figlio
perché tu abbia la vita eterna
per il tuo bene
per farti partecipe della sua santità
per farti camminare nella pace e nella giustizia

La Parola formatrice di Dio

Il suo metodo  2 Timoteo 3:16

·        Insegnare: le verità più profonde dottrinali e morali

·        Riprendere: per evitare il male, l’uomo  è messo davanti allo specchio della propria natura e della santità di Dio. Il  peccato è denunciato in modo chiaro e visto in tutta la sua portata.

·        Correggere: raddrizzare idee, principi, atti  per uniformarli alla volontà di Dio

·        Educare: può anche essere tradotta “addestrare” o “formare”  e parla di una “disciplina  continua prolungata”, attraverso precetti,  esempi, esortazioni.

Il suo scopo  2 Timoteo 3:17

·        Renderti un uomo di Dio: un uomo che conosce Dio e conosce se stesso, che ascolta Dio attraverso la  Bibbia 
  e cerca la sua volontà perché gli vuol piacere (2 Tim 2:4)

·         Renderti completo:  completo vuol dire “finito”, pronto per essere usato allo scopo per cui è stato preparato:
  
servire Dio e servire a Dio

·         Renderti pronto all’opera di Dio: pronto significa “ben equipaggiato”  oppure “ben addestrato”.  
   termine marinaresco indica una nave pronta alla partenza di un importante viaggio.  
   termine militare indica un soldato pronto ad andare in guerra ed in grado di vincere.

3.  Il ruolo del genitore e del figlio nella famiglia  

Il ruolo del genitore  (Efesini 6:4; Colossesi 3:21)

anche se la frase si indirizza ai padri pensiamo che riguardi la coppia, tuttavia il padre è responsabile sulla moglie e sui figli e rappresenta la famiglia.

Ø      non irritare (esasperare) i figli: ministero di incoraggiamento

·        l’irritazione deriva da un trattamento duro in modo irragionevole, troppo autoritario

·        oppure da mancanza di autorità, non si sentono sicuri, non trovano confini

·        ma anche da comportamenti dettati da parzialità e favoritismo (tra fratelli per esempio)

·        il figlio irritato si perde d’animo perché vede un’ingiustizia

·        l’obbedire ai genitori diventa un conflitto interiore di difficile soluzione

  Ø      allevateli nella disciplina del Signore: ministero della educazione

·        il Signore vuole che il bambino sia educato alla vita secondo i principi del Signore indicati nella sua Parola

·        il bambino deve essere ammaestrato e disciplinato nei vari aspetti della vita sapendo quali sono le esigenze del Signore

·        il bambino deve essere formato nei vari stadi della crescita, imparando a conoscere sempre meglio il Signore

Ø      allevateli nell’ammonimento del Signore: ministero della formazione spirituale

·        il termine greco indica “istruzione formale” o anche “impiantare nella mente” che nell’ebraico corrisponde ad “inculcare” (Deu 6:7)

·        fornire tutto quello che serve a comprendere i benefici di conoscere ed amare il Signore ed i rischi di non ascoltarlo e disprezzarlo.

L’espressione “del Signore” si potrebbe intendere:

·        disciplina e ammonimento che vengono dal Signore

·        che riguardano le cose del Signore  

·        che il Signore stesso ispira  

Il ruolo del figlio   (Efesini 6:1-3: Colossesi 3:20)

 

Ø      obbedire ai genitori in ogni cosa nel Signore

    a. obbedire

·        è una legge di natura per la crescita sana ed equilibrata del bambino che diventerà uomo  

·        è ordinato dalla Parola di Dio. Questa espressione è utilizzata per tutti i ruoli subordinati: L’uomo a Cristo, la donna all’uomo, il servo al padrone. Con l’obbedienza prendi una posizione sottomessa all’autorità che il Signore ha stabilito per il ruolo di figlio.

·        è realizzato da Gesù stesso durante la sua vita terrena (Luca 2:51)

    b. in ogni cosa

·        significa che non c’è un ambito o un età particolare per l’obbedienza, fintanto che il figlio vive coi genitori è sotto la loro responsabilità ed autorità

·        significa sottomissione alle regole della famiglia, ai bisogni della famiglia 

c. come al Signore

·        per capirne i non confini dell’obbedienza basta pensare a quella verso il Signore

·        l’obbedienza al Signore deve essere pronta ed immediata, senza discussioni

  

Ø      onora padre e madre per il tuo bene

 

·        la promessa del 5° comandamento è per la vita presente: felicità e prospera vecchiaia. Quello che hai fatto tu ai tuoi genitori lo riceverai a tua volta dai tuoi figli

·        ma anche per la vita futura: una vita eterna. Chi mette in pratica la legge di Dio ama Dio ed è amato da lui (1 Giovanni 5:3)

·        il comandamento abbraccia sia il ruolo paterno che quello materno, non ci devono essere distinzioni nel livello di onore, anche se nel ruolo di coppia esiste un’autorità differente

    

4. L’atmosfera familiare

   

Questi sono i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che il SIGNORE, il vostro Dio, ha ordinato di insegnarvi, perché li mettiate in pratica nel paese nel quale vi preparate a entrare per prenderne possesso, così che tu tema il tuo Dio, il SIGNORE, osservando, tutti i giorni della tua vita, tu, tuo figlio e il figlio di tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandamenti che io ti do, affinché i tuoi giorni siano prolungati.

Ascoltali dunque, Israele, e abbi cura di metterli in pratica, affinché venga a te del bene e vi moltiplichiate grandemente nel paese dove scorrono il latte e il miele, come il SIGNORE, il Dio dei tuoi padri, ti ha detto.

Ascolta, Israele: Il SIGNORE, il nostro Dio, è l'unico SIGNORE.

Tu amerai dunque il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima tua e con tutte le tue forze.

Questi comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore; li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.

Te li legherai alla mano come un segno, te li metterai sulla fronte in mezzo agli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle porte della tua città.

Farai ciò che è giusto e buono agli occhi del SIGNORE, affinché venga a te del bene ed entri in possesso del buon paese che il SIGNORE giurò ai tuoi padri di darti.

Quando in avvenire tuo figlio ti domanderà: «Che significano queste istruzioni, queste leggi e queste prescrizioni che il SIGNORE, il nostro Dio, vi ha date?»

Tu risponderai a tuo figlio: «Eravamo schiavi del faraone in Egitto e il SIGNORE ci fece uscire dall'Egitto con mano potente.

Il SIGNORE operò sotto i nostri occhi miracoli e prodigi grandi e disastrosi contro l'Egitto, contro il faraone e contro tutta la sua casa,  e ci fece uscire di là per condurci nel paese che aveva giurato ai nostri padri di darci.

Il SIGNORE ci ordinò di mettere in pratica tutte queste leggi e di temere il SIGNORE, il nostro Dio, affinché venisse a noi del bene sempre ed egli ci conservasse in vita, come ha fatto finora.

Questa sarà la nostra giustizia: l'aver cura di mettere in pratica tutti questi comandamenti davanti al SIGNORE nostro Dio, come egli ci ha ordinato»”. (Deuteronomio 6:1-25)

I diritti del fanciullo

La carta dei “ diritti del fanciullo”, non è una conquista recente, ma un insegnamento del Signore, che però vede i “diritti” in un altro modo…e, non tra parentesi, parla anche di doveri, per i genitori e per i figli.

In questo brano molto noto, ho ritrovato molti spunti interessanti, utili per una riflessione sul rapporto genitori figli. Ne elenco alcuni, non in ordine di importanza

 

a)     Importanza di far conoscere le proprie esperienze ai figli ed ai nipoti…. Le esperienze e gli insegnamenti spirituali della famiglia, lasciano un segno benefico, una benedizione sui discendenti    (Timoteo   in 2 Tim. 1:5)

b)     I figli non sono assenti dalla vita della famiglia, anzi sono molto presenti e vicini…e ricevono testimonianza sulle grandi cose che Dio ha fatto per il suo popolo, per la sua famiglia, per lui stesso.

c)      Circondare i figli dell’atmosfera spirituale, nella quale pensieri ed azioni risentono della presenza di Dio

d)     Importanza di obbedire a Dio ed insegnare ad obbedire

e)     Al bambino, al ragazzo si comunicano valori importanti… in un mondo privo di valori, come quello di oggi, è molto  importante trovare i punti di riferimento, precisi.. e sperimentati e validi,  soprattutto.

f)        La trasmissione del ricordo, della testimonianza, è anche importante per mantenere il legame con le radici storiche e spirituali che in un popolo come Israele, erano legate ai continui interventi di Dio…Passato presente e futuro, legati dalla continua e sollecita presenza di Dio…” Quando in avvenire. Il tuo figliolo ti domanderà.. che significa questo…..tu risponderai.. eravamo schiavi di Faraone…e l’Eterno ci trasse dall’Egitto CON MANO POTENTE. ( Deut.6: 20-21 Giosue 4:5-7)

g)     Imparare a dare gloria e riconoscenza a Dio, autore della vita e di ogni cosa

h)      Essere felici ( Deut. 5:29;33; 6: 3,18;24) come conseguenza dell’ubbidienza e non come ricerca a sé stante, spesso disordinata,  di un cuore confuso e ribelle 

i)        Importante per i genitori imparare a comunicare esperienze spirituali ai figli: spesso  tra genitori e figli, ci sono problemi  nella comunicazione, a volte non si parla per niente; altre volte si parla ma di cose futili o legate solo agli interessi  quotidiani, o venali… questo brano e molti altri, ci insegnano a  trasmettere ai nostri figli i valori spirituali, a parlare con loro di Dio e con Dio di loro (Giobbe 1:5; Col 1:9).

j)        Sperimentare quotidianamente insieme gli interventi di un Dio attento ed amorevole, unisce ed edifica

k)      Aiuta a mettere la propria fiducia in Dio, che come ha agito in passato ancora agirà

l)        Non si “parla” di Dio in chiesa, dalle 10 alle 11 della domenica..ma in ogni occasione, in ogni  momento, entrando, uscendo, lavorando o riposando, in casa o fuori,  parlando… tacendo … lavorando o pregando…cantando o piangendo.

m)   Mettere in pratica gli insegnamenti del Signore,  procura benedizioni per il presente e  per il futuro     (fino alla millesima generazione ( Esodo 20:6; e Deut. 7 : 8-9; 4:40 ; Sal. 25:12 –13; 112: 1-2; Pr.8:21; Is 61:9..)

n)      Essere sottomessi a Dio ed insegnare ad essere sottomessi ed ubbidienti, procura gioia  e permette di rendere più pienamente servizio  per il Signore( Prov. 19: 15 e 17,  1 Tim. 3:4 ; Ef 6:1-3; Prov. 1:8; 4:1; 6:20-23; 13:1)

o)     Essere genitori  vuole dire anche insegnare, trasmettere, comunicare, amare, passare del tempo con i figli, giocare e lavorare con loro, incoraggiare e correggere…(Deut. 6:4; 12:28;  Sal 78:3-7; Prov.  13:24;  19: 18; 20: 30; 22:6; 22:15; 23:13-14; 29:15; Col 3:20-21;

5. Tirare fuori dall’ambiente e mettere le priorità di Dio

L’influenza dell’ambiente

Siamo immersi in un mondo malvagio ( tutto il mondo giace nel maligno: 1 Giov 5:19) che manifesta ogni giorno di più la sua malvagità. Come fare?

Possiamo illuderci di riuscire a restare “neutri”, possiamo illudere che i nostri figli possano restare neutri , quando quotidianamente ci vengono riversate addosso tonnellate di spazzatura?

Molti luoghi comuni e pensieri del mondo si sono fatti strada nella Chiesa cioè nella mente, nel cuore e nelle azioni di noi credenti.

Vedasi  articolo di Paolo Moretti su Il Cristiano del 1/1/87 “no ad una vita facile senza pensieri”.

La presenza educativa del genitore

Noi pensiamo che il signore domandi alle famiglie cristiane, più impegno nel campo dell’ educazione e dell’istruzione dei figli, perché malgrado esempi contemporanei e biblici, di  ragazzi cresciuti bene anche con una educazione sbagliata o assente, questo non ci esime dal fare tutto il possibile per cercare di mettere in pratica ciò che Dio ci comanda.Abbiamo tutti la tendenza a delegare un po’ tutto, ed anche l’educazione e l’istruzione dei figli, sono delegati ad altri.

Vorrei citare un brano tolto da un libro “superlaico”: che parla di bambini superdotati: la presenza costante dei genitori ebraici ed il loro insegnamento, fanno sì che venga riconosciuto come uno dei motivi principali di sviluppo dell’intelligenza nei bambini ebrei.

COME LE FAMIGLIE INFLUENZANO I BAMBINI

L’influenza dei genitori                                                                                                                       

In generale, i genitori possono influire sulle probabilità che i loro figli primeggino nei compiti più ardui soprattutto in due modi.In primo luogo, possono aiutare i bambini ad acquisire una.conoscenza delle abilità e delle strategie mentali fondamentali. 

                  Non deve sorprendere che il progresso compiuto dai bambini nei loro primi anni di vita sia influenzato dalla capacità dei genitori di assumere il ruolo di insegnanti. Per esempio, come abbiamo visto nel capitolo precedente una.madre che incoraggi la figlia a leggere molto presto può contribuire a una crescita esplosiva delle capacità della bimba. Ciò perché imparare a leggere e a scrivere dischiude molte nuove opportunità a un bambino.

In secondo luogo, i membri della famiglia trasmettono a un bambino i loro valori e i loro atteggiamenti verso quelle realizzazioni che dipendono dall’apprendimento e dalla pratica. Le esperienze precoci di un bambino a cui venga offerta l'opportunità di essere testimone di modi di vivere in cui lo studio è apprezzato e rispettato, e dei successi degli sforzi compiuti per acquisire nuove capacità, porteranno vantaggi che sono negati alla maggior parte dei bambini.

L’ambiente ebraico

Lazlo Polgar, il padre di tre giocatrici di scacchi che hanno compiuto la notevole impresa di diventare "Grandmaster" da adolescenti, afferma: "La religione ebraica prescrive ai genitori di istruire i loro figli fin dalla più tenera età. Il Talmud stabilisce che i genitori ebrei debbano essere i primi insegnanti” (Lennon, 1989).

Gli effetti prodotti dall’ambIente familiare sono stati individuati con estrema chiarezza nei risultati conseguiti dai bambini di famiglie ebraiche. In Europa e in America gli ebrei hanno dato contributi straordinari rispetto il loro numero.Prima della seconda guerra mondiale, almeno il venti per cento degli scienziati e dei matematici tedeschi erano ebrei così come lo era la metà dei matematici italiani, benché gli ebrei rappresentassero meno del due per cento delle popolazioni di quei paesi. Anche in Gran Bretagna e in Unione Sovietica un'alta percentuale della popolazione ebraica era costituita da scienziati e professionisti. La presenza di studiosi, artisti e professionisti ebrei è altrettanto cospicua negli Stati Uniti. La percentuale di bambini ebrei rilevata nel campione di giovani californiani dotati esaminato da Lewis Terman era doppia di quanto ci si sarebbe aspettato in considerazione della loro presenza nella popolazione scolastica. Il fatto che g!i ebrei, che costituiscono menodel tre per cento della popolazione, abbiamo vinto il ventisette per cento dei premi Nobel assegnati, è indicativo degli alti livelli di rendimento da loro raggiunti in diversi campi

(Hayes, 1981).

Quali fattori  entrano in gioco.

Sono molti i fattori che hanno contribuito a questa situazione.

1. Uno è il rispetto per lo studio, insieme a una profonda consapevolezza dell'importanza rivestita dall’istruzione. Non c’è nulla di nuovo in questo apprezzamento della conoscenza: in un elenco di importanti studiosi europei compilato prima del 1400, la percentuale di ebrei era tre volte quella della loro percentuale sulla popolazione. Gli ebrei devoti hanno sempre tenuto gli studiosi del Talmud in grande considerazione. Anche nel giorno di riposo, quando molte attività devono essere evitate o ridotte, lo studio non è mai stato ostacolato.

2. Un altro fattore è l’importanza  tradizionalmente attribuita ai bambini, all’interno della famiglia. Paragonate alle famiglie con altre origini culturali, le famiglie ebraiche sono tendenzialmente piccole e solide, con un relativamente basso di divorzi: pertanto, la maggior parte dei bambini hanno tratto beneficio dalla presenza di entrambi i genitori.

3. Altro fattore  è l’importanza data al rendimento scolastico come testimonianza dell’appartenenza alla famiglia ebrea. Molte famiglie ebraiche nordamericane sono vissute in ambienti urbani o suburbani relativamente floridi, dove le scuole forniscono buone opportunità culturali e hanno aspettative elevate. I bambini ebrei sono  stati fortemente incoraggiati a dirigere le loro energie verso le attività intese a migliorare il rendimento scolastico. È possibile che altri svaghi graditi ai bambini, come lo sport, ricevano meno incoraggiamento dai genitori ebrei che da quelli non ebrei. Negli Stati Uniti, in parte come conseguenza dell’importanza tradizionale attribuita all’istruzione nelle famiglie ebraiche, la percentuale di ebrei che va al college, rispetto ai non ebrei, è molto più alta. Al college,il loro rendimento scolastico è in media molto superiore.

Liberamente tratto da:       "BAMBINI DOTATI"

Le radici psicologiche del talento.” Di Michael J.A. Howe Raffaello Cortina Editore (ed.1993 ristampa del 1997)  

6.  Diversità  

La Scrittura ci insegna che l'insegnamento delle verità bibliche ai bambini ed ai ragazzi è affidato esclusivamente ai genitori (De 6:6-9; Ef 6:4).  

Il costo della diversità

Il seguire e servire il Signore comporta pensare ed agire DIFFERENTEMENTE dagli altri.

Questo comporta alcune conseguenze:

1.      difficoltà: spesso fatichiamo a trovare o ritrovare la “via di Dio” immersi come siamo in un mondo che “giace nel maligno”

2.      incomprensioni: sia dentro che fuori la chiesa

3.      travisamenti: diversità non è ricerca dell’eccentricità ma ricerca della pia e quieta messa in pratica, con timore e tremore, della volontà di Dio

4.      scoraggiamenti:  ma ricordiamoci le parole di Pietro “resiste stando fermi nella fede sapendo che le stesse sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi nel mondo” (1 Pi 5:9) 

I 3 brani che seguono sono tratti da un articolo di Samuele Negri  su “Il Cristiano” del gennaio 87.

la paura dell’emarginazione

Quante volte è stato ripetuto nelle assemblee scolastiche -democraticamente- pilotate, che

non "bisogna emarginare i ragazzi" e che non dobbiamo creare in loro "il complesso delle minoranze"

Ed è proprio di fronte a questi argomenti, ben studiati, che molti genitori credenti sono caduti. Difatti ci turba profondamente il sapere che, rinunciando ai loro doveri di genitori cristiani, diversi abbiano finito per concedere che i loro figli frequentino l'ora di religione. Questa non è solo incoerenza, ma vera e propria disubbidienza!  

Il linguaggio straniero

Non dimentichiamo che la Parola di Dio dice: i nostri figli, nella loro gioventù, siano come piante novelle che crescono  (SL 144:12). Questo significa che essi hanno bisogno di cure e di un preciso indirizzo. Ma che cosa possiamo aspettarci se a casa diamo un insegnamento e poi permettiamo che a scuola ne ascoltino un altro? Un simile atteggiamento non ha nulla di serio, crea semplicemente le premesse per una grande confusione.

Succederà quello che già accadde ai tempi di Nehemia quando i giudei si ammogliarono con donne straniere, così che "La metà dei loro figli parlava l'asdodeo, ma non sapeva parlare la lingua dei Giudei; conosceva soltanto la lingua di questo o quest'altro popolo" (Ne 13:23-24). Dobbiamo proprio permettere che i nostri figli imparino la "lingua dell'errore"?

 

Insegnare ad essere pellegrini

L'argomento della cosiddetta «emarginazione» oltre che ad essere tutto da provare, non deve coglierci impreparati. La Scrittura insegna che il nostro statuto è quello di "pellegrini" (Eb 11:13, 1 Pi 2:11); noi siamo "cittadini dei cielo" (Fi 3:20).

Perciò l'essere emarginati fa parte della nostra vocazione cristiana di cui non dobbiamo vergognarci, ma anzi sentirci onorati. Di conseguenza non ne soffriranno nemmeno i nostri figli, se avremo cura di trasmettere loro, con amore e con unzione spirituale il privilegio di "conoscere il Signore". Non lasciamoci perciò influenzare da falsi problemi creati ad arte per indebolire la nostra fede. Come ci ricorda la Parola di Dio: "Il Signore sa liberare i pii dalla prova" (2 Pi 2:9), ma per esperimentare questo intervento è necessario che restiamo fedeli, anche per quanto riguarda la formazione dei nostri figli.

7. Preparare i figli a che cosa

tratto da un articolo di Paolo Moretti su “Il Cristiano” di gennaio 87

Preservarli dallo scoraggiamento

Sento spesso parlare di giovani che sono in crisi, scoraggiati, preoccupati, delusi, pessimisti, e... tutto questo nonostante che essi abbiano confessato Gesù come loro personale Salvatore e Signore.

C'è infatti un equivoco: quello di considerare la vita cristiana come una sorta di oasi felice della spensieratezza.

Quasi sempre infatti si entra in crisi, si è scoraggiati e delusi semplicemente perché non abbiamo ottenuto da Dio quello che ci attendevamo in base alle nostre aspettative e perché, di conseguenza, non abbiamo compreso che un  cristiano è gioioso e felice quando nella sua vita si realizzano le aspettative ed i programmi di Dio.

 

Ricordare l’influenza del mondo

Non dobbiamo inoltre trascurare che stiamo oggi subendo una sempre più marcata influenza dei mondo sui nostri modi di pensare e di agire.

Ci sono due aspetti nei quali la società ci ha ormai ammaliato con le sue arti seduttrici:

1) Nella società attuale si è perso di vista il valore dell'impegno, della lotta, della fatica, del sacrificio: tutti si è ormai abituati (dovrei dire: educati... o piuttosto maleducati!) ad ottenere tutto ciò che si vuole troppo facilmente, senza sforzo e senza alcun sacrificio.

L'impegno, la fatica, il sacrificio diventano così valori quasi preistorici,anzi non sono più addirittura dei valori ma stanno diventando dei vizi, condizionati come siamo dal consumismo-materialismo e dalla religione del “tutto e subito”.

2) Tutto questo avviene perché la nostra società esalta ormai soltanto i furbi: coloro cioè che riescono ad ottenere il massimo con il minimo sforzo. Nella scuola e nel lavoro è questa la triste realtà di cui siamo spesso costretti a prendere atto.

Ricordare cosa siamo in Cristo

Il giovane cristiano, per evitare di cadere vittima di quel deprecabile tipo religioso di ozio, e di furbizia derivanti dalla convinzione che una volta accettato Gesù come Salvatore e tutto sia a posto, deve tenere presenti e ripuntualizzare a se stesso tre fondamentali affermazioni della Parola di Dio:

1) Il cristiano è tale in quanto che, per sua scelta personale di fede e di campo, egli è diventato, in Cristo, figlio di Dio, cessando di essere figlio del diavolo. La scelta che lo ha portato ad essere, per la grazia di Dio, cristiano, non è stata soltanto una scelta per, ma è stata anche e soprattutto una scelta contro.

2) il cristiano vive quindi in un mondo che, avendo per "dio", l Avversario di Dio, si fonda su ideologie diverse, su costumi di vita diversi, su speranze diverse, su metodi di vita diversi.

La vita cristiana è perciò esposta ogni giorno a problemi costituiti da    scelte, decisioni ed espressioni antitetiche e antagoniste.

Oserei quasi dire che ogni volta in cui il cristiano apre la bocca per parlare o in cui compie delle scelte si pone come antagonista del sistema nel quale vive, per cui egli non dovrà mai attendersi dei riconoscimenti da parte del mondo per quello che dice e per quello che fa. Non dimentichiamo che il mondo ha saputo dare un solo tipo di riconoscimento al Figlio di Dio: lo ha crocifisso!!

3) Il cristiano vive per servire il suo Salvatore e Signore, vive per piacere al suo Signore, per onorarlo, per parlare agli altri di Lui, per conoscerlo sempre meglio attraverso la sua rivelazione, la Bibbia.


8.  Il mondo e la Bibbia

Vogliamo mettere a confronto alcuni “principi” del mondo ed i principi biblici per scoprire quanto essi siano opposti, incompatibili. Tutta la Bibbia è piena di consigli ed ammaestramenti, a figli e genitori: per brevità sono qui di seguito elencati solo alcuni versetti presi dal libro dei Proverbi di Salomone.

 

Filosofia del MONDO

Proverbi

28

Indicazioni di Dio

Hai fatto degli errori, ma tutti sbagliano, perciò non ti preoccupare

:13

Chi copre le sue colpe non prospererà

Chi le confessa e le abbandona avrà misericordia

Il mondo è fatto per uomini duri

:14

Beato chi è sempre timoroso di Dio

L’onestà ha parametri personali, non esiste al 100%

:16

Chi è onesto prolunga la sua vita

Compromessi e furbizia sono armi vincenti

:18

L’uomo integro sarà salvato

Guadagna tanto col minimo della fatica

:19

Lavora sodo ed avrai pane in abbondanza

Cerca di arricchire in fretta, prendendo a chi ne ha

:20

L’uomo fedele sarà pieno di benedizioni

Fai dei favori ai potenti, ti torneranno utili

:21

Avere riguardi personali non è bene

Cerca di guadagnare più che puoi, non importa come

:25

Chi confida nel Signore sarà saziato

Va dove ti porta il cuore

:26

Non seguire il tuo cuore

Contano solo i tuoi bisogni

:27

L’uomo che aiuta il bisognoso non sarà mai nel bisogno

L’importante è avere successo

:28

L’umiltà precede la gloria

Nessuno dà niente per niente

Gio 3:16

Dio ha dato suo figlio perché ha amato l’uomo e vuole salvarlo

Non esiste il peccato

Ro 3:9-10

Eze 18:23

 

Tutti hanno peccato, nessuno è giusto

Io non ho piacere se il peccatore muore per il suo peccato ma voglio che  si converta e viva

Due metodi a  confronto

 

METODO dell’amore

Secondo il MONDO

Proverbi

METODO dell’AMORE

secondo DIO

Tutti i bambini sono buoni di natura

22:15

La follia è legata al cuore del bambino, solo la correzione può allontanarla

I bambini vanno lasciati liberi

29:15

Il bambino lasciato a se stesso fa vergogna a sua madre, ma riprensione e correzione gli daranno saggezza

Ai bambini non devi dire fai questo, fai quello

22:6

Inculca al bambino la condotta che dovrà tenere, anche quando sarà vecchio continuerà su questa strada

I bambini non si devono mai sgridare

29:17

Sgrida tuo figlio, ti darà conforto e gioia al cuore

È’ un delitto picchiare i bambini

22:13-14

Non risparmiare la correzione al fanciullo se vuoi liberare la sua anima dall’inferno

 

19:18

Castiga tuo figlio mentre c’è ancora speranza ma non ti lasciare andare all’eccesso

I genitori che picchiano i bambini non li amano

27:6

Chi ama ferisce ma resta fedele, chi odia dà abbondanza di baci

 

13:24

Chi risparmia la correzione a suo figlio lo odia, chi lo ama lo corregge per tempo

I bambini devono divertirsi

Ecc 12:1

Rallegrati e gioisci nella tua giovinezza, cammina pure seguendo il tuo cuore ed i tuoi occhi, ma sappi che per queste cose Dio ti giudicherà

 

Lam 3:27

Per l’uomo  è bene portare il giogo fin dalla sua giovinezza

Nell’AT  Dio ama Israele, un figlio difficile, ribelle che si è allontanato dal Padre  

Dio ama profondamente il figlio Israele

L’ho attirato con legami d’amore

Il mio cuore si commuove tutto

Tutte le mie compassioni si accendono

Non voglio