In
questa rubrica saranno segnalate pubblicazioni (evangeliche e
non) ritenute di interesse
generale. A fondo pagina seguirà un breve
elenco di libri: Titolo - Autore e Casa editrice,
utili guide all'educazione dei propri figli. La segnalazione dei
testi, non implica
l'accettazione completa delle idee e pensieri dell'autore in tutte
le sue opere.
Libri/Biliografie
risultati
della ricerca nel campo dell'istruzione familiare
BAMBINI
DOTATI
risultati
della ricerca nel campo dell'istruzione familiare
Estratto dal libro del prof. Roland Meighan ( Direttore dei
programmi scolastici inglesi) :
"Home-based education effectiveness research", tradotto:"Ricerca
sull'efficienza dell'istruzione familiare",
Educational Review - Vol.47, No3, 1995; e da una pubblicazione dell'Associazione
inglese
Education Otherwise).
Un numero sempre maggiore di famiglie sceglie
l'istruzione familiare preferendola alla frequenza scolastica. Le famiglie
mostrano una considerevole diversità in motivi, metodi e scopi. Generalmente
essi hanno molto successo nel raggiungimento degli obiettivi scelti. Gli
educatori familiari spesso si stupiscono di scoprire non solo che l'istruzione
familiare funziona, ma che funziona molto bene. La vecchia domanda se i
fanciulli istruiti in casa perdono qualcosa è attualmente sostituita da
un'altra domanda, ora che si è dimostrata l'evidenza:
"perché
hanno tanto successo?".
La ricerca sull'efficienza dell'istruzione familiare dimostra che questi
fanciulli sono generalmente superiori ai loro coetanei scolari per quanto
riguarda le abilità sociali, la maturità sociale, la stabilità emotiva, il
conseguimento degli studi, la fiducia in sé stessi, le abilità comunicative ed
altri aspetti.
Questi risultati della ricerca sono molto incoraggianti e
rassicuranti per le famiglie che iniziano l'istruzione familiare. È
stato fatto osservare che un così alto elogio al successo
dell'istruzione familiare può sembrare eccessivo... ma non è così, basta
ricordare che il successo dei fanciulli istruiti in casa non è il risultato di
un ambiente fortemente domestico con un'intensa pressione per riuscire, ma
piuttosto la valida conseguenza dei benefici che l'istruzione familiare può
offrire, quali la flessibilità del curriculum, la determinazione dei tempi e
dei luoghi, l'abilità di adattare all'individuo lo stile di apprendimento e gli
interessi così come l'attenzione individuale che può essere offerta in un
siffatto ambiente.
E' con cura e deliberazione che si usa la frase "hanno
molto successo nel raggiungimento degli obiettivi scelti", in quanto è
importante ricordare che il progresso e le prestazioni di ogni fanciullo sono
giudicate meglio in termini di obiettivi specifici della famiglia e abilità
uniche e individuali del fanciullo, interessi e ambizioni, piuttosto che il
giudizio arbitrario su esercitazioni culturali, risultati di esami, test
d'intelligenza
etc.\ anche se la ricerca dimostra che molti riescono molto
bene anche in quest'area.
I risultati della ricerca offrono anche un'ulteriore varietà
di ragioni sul perché l'istruzione familiare può avere così tanto successo.
È stato suggerito che le scuole stesse potrebbero avere molto da imparare
sul perché e come l'istruzione familiare funziona così bene, e potrebbero
trarre beneficio dall'incorporare la flessibilità e molti altri aspetti
dell'istruzione familiare come via per sviluppare in futuro un sistema educativo
più efficiente.
Sviluppo Sociale
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Riguardo alle abilità sociali, uno studio di Thomas Smedley
giunge alla conclusione che i fanciulli istruiti in casa sono più maturi e
socializzano meglio di coloro che frequentano la scuola.
Alcune possibili ragioni di ciò emergono da questo studio:
1. La classe rappresenta prevalentemente una
comunicazione unilaterale di un fanciullo messo a tacere e si evidenziano
pochi scambi significativi. Nell'istruzione familiare si evidenzia il contrario.
2. Le scuole sono il prodotto dell'era industriale
con infornate di prodotti uniformi che scorrono su trasportatore a cinghia in
passaggi obbligati verso un diploma standardizzato. Perciò la
socializzazione avviene con questo tipo di mentalità. L'istruzione familiare,
al contrario, lavora per il raggiungimento di risultati educativi più
personalizzati.
3. Un aspetto innaturale della scuola è la
segregazione per età. Imparare a stare solo coi coetanei non prepara gli
studenti all'interazione variegata nella vita con persone più anziane e più
giovani. L'istruzione familiare evita questa trappola: s'incontrano persone di
varie età in un modo che rispecchia più accuratamente la
varietà della società.
4. L'enfasi dell'istruzione familiare
sull'autodisciplina e l'apprendimento autogestito e la fiducia in sé stessi che
ne deriva, crea giovani capaci di adattarsi alle nuove situazioni e a nuove
persone.
Uno studio su 53 adulti con esperienza d'istruzione familiare è stato condotto
da J. Gary Knowles dell'Università del Michigan. Costui ha scoperto che più
dei tre quarti, ha provato che l'istruzione familiare li ha veramente aiutati
a interagire con la gente di differenti livelli nella società.
Quando fu loro chiesto se avessero voluto essere istruiti in casa se
avessero potuto tornare indietro, il 96% rispose "SI ". Risposte
tipiche erano che " quando mi sposerò e avrò figli certamente li istruirò
in casa".
Fattori che comunemente erano esaltati dagli adulti
osservati erano il curriculum autogestito, l'andamento del lavoro
individualizzato e la flessibilità del programma dell'istruzione familiare.
Nessuno dei campioni era disoccupato o assistito dallo Stato e due terzi erano
sposati - la norma per quel gruppo d'età.
Knowles concludeva dicendo che l'idea che ci siano svantaggi sociali
nell'istruzione familiare non era sostenuta dall'evidenza, la quale piuttosto
dimostrava il contrario.
La ricerca di Julie Webb concernente lo sviluppo futuro e la carriera dei
giovani adulti precedentemente istruiti in casa è anche interessante da
leggere, mostrando come la loro educazione abbia facilitato il loro futuro
impiego, ed entra nei dettagli di molti altri aspetti dell'istruzione familiare.
Il suo studio PhD
fu pubblicato in un libro intitolato "Ragazzi istruiti in casa".
Il progresso negli studi.
L'eccellenza nello studio dei fanciulli istruiti in casa è
stata ripetutamente dimostrata dalla ricerca. Studi riportati da Brian Ray
pongono i fanciulli istruiti in casa almeno due anni avanti nello sviluppo
intellettuale rispetto ai coetanei scolari e talvolta 10 anni avanti.
(Di nuovo bisogna specificare che l'”eccellenza" nello studio non
è necessariamente una priorità e neanche un obiettivo specifico
dell'istruzione familiare: molti altri aspetti quali l'ampiezza e la profondità
dell' apprendimento, lo sviluppo bilanciato e olistico del fanciullo e il
conseguimento di individui secondo i loro unici interessi e abilità, tutto
contribuisce al successo dell'istruzione familiare).
Metodi di apprendimento
Per quanto riguarda le Scienze, Hornick studiò un gruppo di 7 famiglie con
figli adolescenti nel Massachusetts per scoprire in che modo si imparino le
Scienze nell'istruzione familiare. Egli scoprì che i genitori campioni non
insegnavano Scienze ai loro teenagers: i teenagers insegnavano a loro stessi.
Il risultato era "un'indagine scientifica di altissima qualità".
Gli studenti si comportavano come veri scienziati
nell'esplorare fenomeni, formulando ipotesi, progettando e realizzando
esperimenti e analizzando e valutando i risultati. La memorizzazione dei testi e
le esercitazioni scritte non costituivano il lavoro principale ma i libri di
testo venivano usati come fonte di idee e riferimento. Le famiglie vedevano le
Scienze come un'attività pratica. Programmi televisivi scientifici erano
ampiamente seguiti e gite ai Musei di Scienze, fattorie, centri naturali e
parchi naturali costituivano l'elemento principale del curriculum di
Scienze. I genitori, con una modesta cultura scientifica, imparavano con i
figli piuttosto che dare l'istruzione....
Essi lavoravano con un senso di "momenti d'insegnamento
possibile" quando era sveglio l'interesse e la curiosità dei loro
teenagers. Ogni famiglia concordava sul fatto che individuare risorse adatte
era la chiave per l'insegnamento scientifico e ciò era la giustificazione
per l'uso esteso di televisione e gite.
Conclusioni personali del prof. Meighan.
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1. La diversità nell'educazione è salutare:
perché gli individui sono differenti e le famiglie sono differenti;
perché le circostanze sono diverse; perché l'educazione di successo può
prendere molte forme (perciò sospettate sempre di "risposte"
reggimentali quali la "risposta" del Programma Ministeriale o "la
salvezza attraverso gli esami").
2. Le ferite guariscono e i fanciulli possono
riprendersi dopo cattive esperienze di studio, specialmente nell'ambiente di
sostegno di una famiglia interessata. Ho assistito a ciò troppe volte per
pensare che ciò sia un evento insolito.
3. E' attualmente difficile per una scuola
normalmente organizzata competere con una famiglia pronta, organizzata ed
energica. Solo poche scuole ci si avvicinano appena, come fui capace di
osservare quando andai dalle famiglie che istruiscono in casa alla supervisione
di studenti nelle scuole e viceversa per più di dieci anni.
4. Lo studio flessibile (e come risultato la
produzione di gente flessibile) attualmente può essere trovato più
verosimilmente nell'istruzione familiare.
5. Lo studio programmato dallo studente (educazione
autonoma) si ritrova attualmente più frequentemente nell'istruzione
familiare: le scuole tendono a concentrarsi su "come essere
istruiti", mentre le case tendono a insegnare "come
imparare". Le scuole perciò tendono ad insegnare ad attaccarsi alle
lacune del sapere,
le case insegnano come colmarle.
6.
La crescita della fiducia attualmente può trovarsi più verosimilmente
nelle case.
7. L'educazione non sessista può essere raggiunta più
facilmente a casa piuttosto che con i presenti modelli di fare scuola.
8. L'abitudine alla dipendenza dai pari e la
"tirannia del gruppo dei pari" prodotta dalla scuola che attua il
modello approvato correntemente ufficialmente possono essere contrastati
dall'istruzione
familiare.
9.
La rotazione e l'alternanza di varietà di tipi di curriculum è un luogo
comune a casa, ma di solito molto più raro a scuola.
10. Le scuole al momento tendono a focalizzare
un'educazione unidimensionale, le case più di frequente sviluppano un'educazione
multidimensionale.
11. Forme di educazione cooperative e
democratiche si riscontrano più verosimilmente in ambienti familiari, a
causa della dominanza del modello autoritario di amministrazione della scuola,
come ritratto da Davis (1994).
12.
La cosiddetta "scuola-fobia" è attualmente più verosimilmente un
segno di sanità mentale, mentre la dipendenza dalla scuola è un problema
mentale ampiamente non riconosciuto.
13. Le case più delle scuole ottengono "il
bambino all'inseguimento del sapere e non il sapere
all'inseguimento del bambino" (George Bernard Shaw).
14. Poche
famiglie hanno un figlio a scuola ed un altro fuori, con la possibilità di
cambiare in ambedue le direzioni basandosi sull'esperienza e i bisogni. Essi
sono pionieri di una forma educativa più flessibile. Una via positiva in avanti
per il sistema scolastico è raccogliere l'idea derivata dagli educatori
familiari di tempo flessibile e scuola flessibile.
***************
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"BAMBINI
DOTATI"
Le radici psicologiche del talento.” Di Michael J.A. Howe
Raffaello Cortina Editore (ed.1993 ristampa del 1997)
Tra i vari libri che riguardano l’educazione dei ragazzi, sotto diversi
aspetti e proponendo teorie ed
esperienze molto diverse tra loro,
ci sembra interessante segnalare un testo serio
ed originale al tempo stesso , frutto di ricerche approfondite svolte in un
lungo periodo di tempo.
In
“ Bambini dotati” l’autore Michael Howe dimostra come molti bambini, che
compiono progressi eccezionali nei primi anni di vita, sono stati
particolarmente seguiti e stimolati, da una famiglia attenta e motivata.
Soprattutto
questo aspetto abbiamo evidenziato nelle note che seguono, tratte pari pari dal
testo e dalla prefazione all’edizione italiana di Anna Oliverio Ferraris,
riportata quasi per intero.
Ricordiamo
che le sottolineature sono nostre, così come i titoli in corsivo, e che abbiamo
riportato circa 5 pagine, sulle oltre 260 che costituiscono il testo
interessante, avvincente e molto ben documentato, ma mai noioso. Ringraziamo la
“Raffaello Cortina Editore” per la gentile autorizzazione alla pubblicazione
e vi invitiamo alla lettura di “BAMBINI DOTATI.Le radici psicologiche del
talento.”
Michael
Howe ha insegnato per
molti anni alla Tufts University ed all’Università di Alberta. Attualmente è
professore di psicologia all’Università di Exeter. Tra
le sue numerose pubblicazioni, ricordiamo:The Psychology of human Learning
(1980)A Teacher’s Guide to thePsychology of Learning (1984) e Fragments of
Genius:The strange Feats of Idiots Savants (1989)
PREFAZIONE
ALL’EDIZIONE ITALIANA (di
Anna Oliverio Ferraris)
In
questo volume Michael Howe affronta uno dei settori più controversi della
psicologia, quello delle origini dell'intelligenza e del talento.
Per
decenni innatisti e ambientalisti si sono scontrati su questa questione,
adducendo, sia da una parte che dall'altra, delle "prove" a sostegno
della propria tesi che però, dal punto di vista scientifico, presentavano delle
vistose lacune.
Un
punto centrale nel saggio di Howe, simile nella sostanza a quanto sostenuto da
David Feldman (nel volume Nature's Gambit), è che le abilità eccezionali non
siano tout court il frutto della cosiddetta intelligenza (un tratto che i test
mentali hanno la pretesa di misurare in toto ma che in realtà, trattandosi di
una caratteristica tutt'altro che unitaria e monolitica, è ben difficile
quantificare e definire globalmente); tali abilità emergerebbero invece da un
convergere di fattori tra cui i più importanti sono:
Ø
il
temperamento e la motivazione ad apprendere del bambino,
Ø
il
livello culturale e la preparazione degli adulti che si prendono cura del
bambino,
Pur
non negando l'esistenza di fattori genetici, Howe dà però a essi un ruolo
marginale rispetto al ruolo che svolgerebbero i fattori educativi e culturali.
Secondo la sua impostazione behavioristica, infatti, la macchina-bambino
viene sostanzialmente "armata" dall'esterno e le varie abilità
intellettive sono apprese per esercizio e per immersione in un clima
emotivamente caldo e motivante. Anche gli sforzi che l'individuo
fa
per risolvere attivamente i problemi e le difficoltà che via via si presentano
hanno, ovviamente, un ruolo importante
Un'altra
tesi di Howe, collegata alla precedente, è che per possedere delle abilità
eccezionali o doti specifiche non siano necessarie una dote innata o
l'appartenenza a una famiglia di persone eccezionali nel campo della scienza o
dell'arte: è sufficiente essere dei bambini e degli adulti "normali".
Nell'acquisizione
di abilità spiccate o fuori del comune, infatti, hanno un ruolo fondamentale
l'età, l'esercizio, la motivazione, il temperamento del bambino, nonché la
disponibilità, la pazienza, l'energia, l'attivismo e il metodo (giocoso e
affettuoso) dell'adulto che insegna. E’ insomma l'adulto che con i suoi
interventi può massimizzare oppure no le potenzialità del bambino.
Howe
insiste sul fatto che l'opera di genio (anche in campo artistico), così come le
abilità eccezionali, non nasce dal nulla, "dal solo cervello", e
sostiene che dietro di essa, anche quando non appare, c'è sempre una lunga
preparazione sostenuta dall'opera di uno o più "maestri".
Questa
preparazione è indispensabile anche se, a seconda dei casi e delle diverse
situazioni, può variare nella forma. A volte essa è meticolosamente
programmata, mentre altre volte avviene in maniera informare
(o implicita) e non
è frutto di una programmazione; in questi casi si tratta piuttosto di uno stile
di vita della famiglia, costante nel tempo, che induce il bambino a prestare
attenzione e a riflettere su ciò di cui fa esperienza e a sviluppare
precocemente delle preferenze, dei gusti, delle motivazioni e, soprattutto, a
imitare i comportamenti e le azioni degli adulti con cui è in stretta empatia.
I
genitori
ed il bambino.
La
conseguenza di questi assunti è che per Howe i migliori maestri, cioè gli
adulti che meglio di ogni altro possono potenziare, sostenere e sviluppare le
abilità a le attitudini della mente infantile nei primi anni di vita, sono i
genitori, che non soltanto sono motivati da un attaccamento affettivo ma
conoscono e seguono il proprio figlio fin dalla nascita. Osservandolo e
interagendo con lui quotidianamente, i genitori possono prevederne le reazioni e
le idiosincrasie e, meglio di qualsiasi altro, possono calibrare i propri
interventi, suscitare la partecipazione, stabilire i tempi degli esercizi
necessari ai vari apprendimento e così via.
I
bambini con doti eccezionali - dal piccolo Mozart, al matematico Norbert Wiener,
fondatore della cibernetica, all'attuale campionessa di scacchi Olga Polgar, così
come, in altro campo, ai vari number one del tennis - hanno sempre avuto, nota
Howe, un genitore o un fratello o una sorella maggiore particolarmente motivato
al loro successo: una "persona grande" capace di capire a fondo quel
particolare bambino, di far fronte alle sue esigenze e di individuare il metodo
di apprendimento più efficace per lui; una persona di grande pazienza ed
energia, preparata nello specifico settore di apprendimento e dotata di una
notevole disponibilità di tempo per seguire, interrogare, distogliere da
occupazioni passive (come la TV), organizzare giochi e attività stimolanti e,
non ultimo in ordine di importanza, per fornire tutte quelle ricompense o premi
senza i quali i bambini non si sentirebbero rinforzati e smetterebbero di
impegnarsi.
La
trattazione di Howe ha dei pregi. Non soltanto egli riporta un vasto numero di
dati aggiornati e interessanti, ma induce anche il lettore a porsi degli
interrogativi sulla natura dell'intelligenza e del talento. Sottolinea il ruolo
del clima emotivo atto a favorire e sostenere la motivazione ad apprendere e a
intraprendere e fa riferimento a "verità" pedagogiche importanti
(come, per esempio, al fatto che il bambino si impegna e impara più in fretta
quando si sente amato e apprezzato). Induce gli educatori a prestare maggiore
attenzione al bambino e alle sue risorse.
Il
ruolo centrale dei genitori.
Howe
non dà però molto peso al ruolo attivo delle caratteristiche biologiche del
bambino e attribuisce invece un ruolo centrale agli interventi precoci dei
genitori. Questa sua impostazione, da un lato, rientra in
uno stile del "fai da te" sempre più diffuso negli Stati Uniti (ma
anche in Gran Bretagna e in Canada), in ragione dell'isolamento e della tendenza
all' "autarchia" delle famiglie della middle-class postindustriale
americana, e, dall'altro, è in perfetta consonanza con quella costante ricerca
del successo che rappresenta uno dei valori tipici della società statunitense.
Ogni genitore della middle-class "WASP" sogna infatti segretamente che
un giorno il proprio figlio possa insediarsi alla Casa Bianca (come Kennedy e
come Clinton) o comunque possa diventare un uomo di successo, il number one in
qualche ambito significativo.
Ma
la figura di supergenitore che delinea Howe ha in realtà delle caratteristiche
che non sono molto frequenti, soprattutto in Italia. Si
tratta infatti di un genitore che ha molto tempo da dedicare ai figli, che è
fortemente motivato al suo successo e possiede un ricco bagaglio di competenze
culturali e psicopedagogiche, indubbiamente superiori alla media. Non soltanto
questo genitore deve dedicare molto del suo tempo e delle sue energie al figlio
di cui vuole potenziare le capacità, ma deve anche riuscire in un compito non
facile: pur dedicandosi e seguendo passo passo il proprio figlio fin dai primi
mesi di vita, deve infatti far si che egli non si spaventi o non si inibisca a
causa delle sue richieste di prestazioni e di efficienza; deve anche essere
molto attento a non fare una sorta di scimmietta addestrata; e, infine, pur
seguendolo, deve riuscire a mantenere dei confini tra sé e il piccolo, senza
sovrapporsi e senza vivere attraverso di lui, onde evitare di renderlo così
dipendente da non consentirgli poi di crescere sul piano affettivo e di
diventare una persona autonoma: una persona cioè che sa che cosa vuole, al di là
dei progetti che per lui può aver fatto il suo accorto e dedito genitore.
Genitori
ed insegnanti.
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Anche
se i genitori non sono ancora pronti a svolgere queste ruolo o non ne hanno il
tempo materiale, possono comunque trarre vantaggio dalla lettura del volume di
Howe che aumenta le loro conoscenze della psiche infantile e le loro competenze
di educatori.
Sebbene
Howe concentri la sua attenzione sui genitori, anche gli insegnanti possono
trarre vantaggio da questa lettura. Il loro ruolo continua a essere importante..
La figura del maestro - con le sue cognizioni e col suo muoversi in uno spazio
al di fuori della casa - è .. un punto di riferimento.
Dal
capitolo 4 : L' AMBIENTE FAMILIARE
Nei
….molti casi di acquisizione di
abilità eccezionali,…mai questa è avvenuta nel vuoto. Invariabilmente, le
condizioni ambientali hanno fornito le opportunità per apprendere e gli stimoli
per progredire.
Nella
maggior parte dei casi di apprendimento precoce eccezionale, l'ambiente e la
famiglia del bambino sono stati la necessaria fonte di esperienze e di
opportunità. L' ambiente familiare è
all'origine di molti eventi importanti che influiscono sul progresso del bambino.
Le famiglie intervengono in un modo o nell’altro in tutti gli elementi che
concorrono a costituire l’eccellenza umana.
Le
famiglie differiscono enormemente per il grado di apprezzamento e di
incoraggiamento delle attività intellettuali, e anche per il grado di priorità
attribuita alle occupazioni che hanno una funzione generalmente educativa sulle
altre attività. Ma differiscono anche per i tipi di modelli di ruolo che
forniscono, e per l'offerta di opportunità intese a stimolare l'identificazione
del bambino con individui di successo. Questo capitolo inizia presentando i
risultati di alcune ricerche che dimostrano proprio come l'ambiente familiare
possa essere importante.
QUANTO
È IMPORTANTE L' AMBIENTE FAMILIARE?
Le
famiglie dei vincitori dei premi
Nobel
In
riconoscimento della loro eccellenza, ad alcune persone eccezionali viene
assegnato il premio Nobel. Solo i contributi più straordinari sono fatti
oggetto di tanto onore. ... Sarebbe interessante sapere qualcosa dei loro
ambienti culturali e familiari. Per esempio, i primi anni di vita familiare dei
diversi individui sono stati sotto qualche aspetto simili?
Alcune
utili informazioni di questo tipo sono state ottenute mediante una serie di
indagini condotte da Colin Berry (1981, 1990), che ha preso in esame il passato
culturale di oltre trecentonovanta scienziati vincitori di premi Nobel.
Influenza
della religione della famiglia.
Individuare
l'impatto dei diversi ambienti familiari non è stato un compito particolarmente
difficile.
Berry
ha scoperto che le famiglie degli scienziati premiati con il Nobel sono più
spesso protestanti che cattoliche e che i nati in comunità ebraiche hanno
ricevuto il premio molto più spesso sia dei protestanti sia dei cattolici. Le
differenze nazionali in quanto tali sono relativamente poco importanti rispetto
agli elementi che compongono le tradizioni religiose interne ai singoli paesi
(Berry, 1990).
La
residenza.
Inoltre,
un'altissima percentuale di premiati proviene da grandi metropoli. Negli Stati
Uniti, per esempio, circa il sessanta per cento è cresciuto a New York City o
in uno degli stati del Midwest. analogamente, più della metà dei campioni di
scacchi statunitensi provengono dalle aree metropolitane di New York, San
Francisco e Los Angeles (Gardner, 1982). In Germania, i nati ad Amburgo, Monaco
o Stoccarda sono stati premiati dieci volte più spesso dei nati in zone rurali.
L’ambiente
familiare
Indipendentemente
dai loro paesi d'origine, la maggior parte dei Nobel per la Scienza proviene da
famiglie di professionisti e di uomini d’affari, e alcuni gruppi professionali
hanno contribuito più degli altri a produrre futuri premi Nobel. Per esempio, i
padri di circa il quaranta per cento degli scienziati premiati provenienti da un
ambiente di professionisti hanno insegnato all'università o sono stati medici.
Vi
sono profonde differenze tra gli ambienti famigliari dei premiati nel campo
delle scienze e quelli dei premiati in altri campi. Se i figli degli
“accademici” (coloro che sono impegnati nell'istruzione, nella ricerca o
nello studio) hanno dato il maggior contributo ai Nobel per la Scienza, sono
pochissimi i vincitori di altri premi Nobel provenienti da ambienti familiari di
questo tipo. Gli individui che non provengono da famiglie di accademici vincono
più o meno lo stesso numero di premi Nobel per la Pace e la Letteratura e premi
Nobel per la Scienza.
Esperienze
familiari tragiche
Un'altra
differenza consiste nelle diverse
percentuali di scienziati e non scienziati, premiati colpiti da tragedie
familiari. Per esempio, oltre il trenta per cento dei "Vincitori di premi
Nobel per la Letteratura hanno perduto uno dei genitori nell' infanzia o
nell’adolescenza, o hanno vissuto il fallimento o l’impoverimento della
famiglia, mentre nei primi anni di
vita dei Nobel per la Scienza simili tragedie familiari sono state meno
frequenti. In generale le famiglie dei Nobel per la Scienza appaiono più solide
di quelle dei Nobel per la Letteratura.
Berry
(1990) sostiene che, contrariamente all'immagine popolare del "grande
scienziato" come uno che è riuscito nonostante la scarsa istruzione (come
Faraday) o l'istruzione discontinua (come Einstein), l'infanzia e l'inizio di
carriera di gran parte degli scienziati eminenti non sono stati disturbati da
eventi traumatici. Per quanto interessanti, inevitabilmente questi risultati non
provano nulla per ciò che riguarda le cause effettive. Sono più gli
interrogativi che suscitano che quelli a cui rispondono. In che misura la
relazione tra successo e ambiente familiare potrebbe riflettere influenze
generiche piuttosto che culturali? Le risorse finanziarie della famiglia sono
importanti? Certe scuole "d'elite" presenti nelle grandi città hanno
un'importanza speciale? Un ambiente familiare colto può offrire modelli di
ruoli efficaci, accesso alla lettura, incoraggiamento, una buona istruzione e
aspettative elevate, ma tutti questi elementi sono ugualmente vantaggiosi?
COME
LE FAMIGLIE INFLUENZANO I BAMBINI
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pagina
In
generale, i genitori possono influire sulle probabilità che i loro figli
primeggino nei compiti più ardui soprattutto in due modi.In primo luogo,
possono aiutare i bambini ad acquisire una.conoscenza delle abilità e delle
strategie mentali fondamentali. Lazlo Polgar, il padre di tre giocatrici di
scacchi che hanno compiuto la notevole impresa di diventare "Grandmaster"
da adolescenti, afferma: "La religione ebraica prescrive ai genitori di
istruire i loro figli fin dalla più tenera età. Il Talmud stabilisce che i
genitori ebrei debbano essere i primi insegnanti” (Lennon, 1989)
Non
deve sorprendere che il progresso compiuto dai bambini nei loro primi anni di
vita sia influenzato dalla capacità dei genitori di assumere il ruolo di
insegnanti.
Per
esempio …..una madre che incoraggi la figlia a leggere molto presto può
contribuire a una crescita esplosiva delle capacità della bimba. Ciò perché
imparare a leggere e a scrivere dischiude molte nuove opportunità a un bambino.
In
secondo luogo, i membri della famiglia trasmettono a un bambino i loro valori e
i loro atteggiamenti verso quelle realizzazioni che dipendono
dall’apprendimento e dalla pratica. Le esperienze precoci di un bambino a cui
venga offerta l'opportunità di essere testimone di modi di vivere in cui lo
studio è apprezzato e rispettato, e dei successi degli sforzi compiuti per
acquisire nuove capacità, porteranno vantaggi che sono negati alla maggior
parte dei bambini.
Le
famiglie ebraiche
Gli
effetti prodotti dall’ambIente familiare sono stati individuati con estrema
chiarezza nei risultati conseguiti dai bambini di famiglie ebraiche. In
Europa e in America gli ebrei hanno dato contributi straordinari rispetto il
loro numero.Prima della seconda guerra mondiale, almeno il venti per cento
degli scienziati e dei matematici tedeschi erano ebrei così come lo era la
metà dei matematici italiani, benché gli ebrei rappresentassero meno del
due per cento delle popolazioni di quei paesi. Anche in Gran Bretagna e in
Unione Sovietica un'alta percentuale della popolazione ebraica era costituita da
scienziati e professionisti. La presenza di studiosi, artisti e professionisti
ebrei è altrettanto cospicua negli Stati Uniti. La percentuale di bambini ebrei
rilevata nel campione di giovani californiani dotati esaminato da Lewis Terman
era doppia di quanto ci si sarebbe aspettato in considerazione della loro
presenza nella popolazione scolastica.
Il
fatto che g!i ebrei, che costituiscono meno del tre per cento della popolazione,
abbiamo vinto il ventisette per cento dei premi Nobel assegnati, è indicativo
degli alti livelli di rendimento da loro raggiunti in diversi campi
(Hayes, 1981).
Sono
molti i fattori che hanno contribuito a questa situazione. Uno è il rispetto
per lo studio, insieme a una profonda consapevolezza dell'importanza rivestita
dall’istruzione. Non c’è nulla di nuovo in questo apprezzamento della
conoscenza: in un elenco di importanti studiosi europei compilato prima del
1400, la percentuale di ebrei era tre volte quella della loro percentuale sulla
popolazione. Gli ebrei devoti hanno sempre tenuto gli studiosi del Talmud in
grande considerazione.
Anche
nel giorno di riposo, quando molte attività devono essere evitate o ridotte, lo
studio non è mai stato ostacolato. Un altro fattore è l’importanza
tradizionalmente attribuita ai bambini, all’interno della famiglia.
Paragonate alle famiglie con altre origini culturali, le famiglie ebraiche sono
tendenzialmente piccole e solide, con un relativamente basso di divorzi:
pertanto, la maggior parte dei bambini hanno tratto beneficio dalla presenza di
entrambi i genitori. Molte famiglie ebraiche nordamericane sono vissute in
ambienti urbani o suburbani relativamente floridi, dove le scuole forniscono
buone opportunità culturali e hanno aspettative elevate. I bambini ebrei sono
stati fortemente incoraggiati a dirigere le loro energie verso le attività
intese a migliorare il rendimento scolastico.
È
possibile che altri svaghi graditi ai bambini, come lo sport, ricevano meno
incoraggiamento dai genitori ebrei che da quelli non ebrei. Negli Stati Uniti,
in parte come conseguenza dell’importanza tradizionale attribuita
all’istruzione nelle famiglie ebraiche, la percentuale di ebrei che va al
college, rispetto ai non ebrei, è molto più alta. Al college,il loro
rendimento scolastico è in media molto superiore.
Esperienze
orientali
Le
aspettative dei genitori.
Gli
effetti combinati delle aspettative e dell'incoraggiamento dei genitori, della
presenza di modelli parentali colti, e dello zelo dei genitori nell’assicurare
che il bambino non solo abbia la possibilità di imparare ma dedichi anche molto
tempo allo studio, possono creare un'atmosfera emotiva e intellettuale in cui
sembra difficile non riuscire. Talvolta si ricava l’impressione che i genitori
si siano convinti prima ancora della nascita deI figlio (ma raramente della
figlia) che il bambino diventerà un genio. Sembra che Leo Wiener, il padre del
grande matematico Norbert abbia nutrito una simile speranza, che si realizzò
pienamente , 1953). Lo stesso hanno fatto i genitori di Yehudi Menuhin. Il padre
rinunciò al posto d’insegnante per concentrarsi nella carriera del figlio.
Entrambi i genitori erano fermamente convinti che, di quando in quando, nella
loro famiglia sarebbe nato un bambino di talento, e sembra che non
abbiano mai dubitato del fatto che il figlio era destinato a diventare un
personaggio eminente (Rolfe, 1978). Simili profezie tendono ad avverarsi. A
molti genitori piace pensare che il loro bambino sia dotato naturalmente, e ho
il sospetto che i genitori, talvolta, si convincano che un bambino ha
effettivamente talento dopo averlo visto reagire in un modo che in realtà è
del tutto normale, ma che viene considerato un indizio di uno sviluppo
eccezionalmente precoce. E una volta che i genitori si sono convinti che il loro
bambino ha un talento speciale cominciano comportarsi
diversamente, rendendo in questo modo più probabile che il bambino riceva
quelle particolari esperienze e opportunità che accelerano lo sviluppo delle
sue abilità. Il fatto che lo stesso "trattamento” speciale accelererebbe
lo sviluppo di qualsiasi bambino non viene tenuto sufficientemente in
considerazione.
John
Maynard Keynes, che non sembra si sia distinto particolarmente da bambino,
nonostante la madre si preoccupasse del fatto che non esercitava abbastanza il
suo cervello persino prima che raggiungesse i due anni di età, viene descritto
dal suo biografo come circondato dalla “convinzione
che fosse di sicuro intelligente" {Skidelsky, 1983, p. 67) da parte
dei genitori e degli altri parenti, i quali sarebbero rimasti sorpresi e delusi
se non si fosse rivelato tale. Simili aspettative da parte dei genitori no
possono non avere qualche influenza su un bambino, anche se l’effetto non è
invariabilmente positivo e non sempre si accorda con le intenzioni dei genitori.
Le
aspettative precoci sulle realizzazioni future di un bambino non sono limitate
alle famiglie ebraiche. Il padre di Mozart aveva idee molto chiare sulla
carriera futura del figlio molto prima che questi venisse svezzato. Sembra che i
genitori di John Ruskin abbiano destinato prestissimo il loro bambino a
diventare una persona assolutamente eccezionale (Burd 1973). La madre di Frank
Lloyd Wright non solo aveva deciso prima della nascita del figlio che sarebbe
diventato un grande architetto, ma fece in modo che fosse circondato da immagini
e quadri di soggetto architettonico fin dai primi giorni di vita. Si può dire
che il genio sia stato inculcato nella testa di John Stuart Mill dagli sforzi
incessanti del suo ambizioso e instancabile genitore, James Mill.
Per
quanto riguarda le realizzazioni dei bambini, in tutti i casi menzionati le
aspettative dei genitori non andarono deluse, e i loro sforzi furono
ricompensati.
Bibliografia
opere citate
Berry
C. The Nobel scientists and the origins of scientific achievement. British
Journal of Sociology 32, pgg.381-391
Hayes
J.R. (1981) The complete Problem solver. The Franklin Institute Press.
Philadelphia
Lennon
P. (1989) Sweeping the board by book or by rook. The guardian 11 novembre
Burd
V.A. the Ruskin Family letters.the correspondance of John James Ruskin, His
Wiffe, and Their Son , John 1801-1843 vol 1 Cornell Un. Press London
Blum
D. (1989) A process larger than
oneself The new Yorker 1 maggio
pp.41-74
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