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Testo delle trasmissioni di Rossella

Facile o difficile? - Sani, malati, giusti e peccatori - Le chiavi di casa - Il riposo - Amore o odio -
Una pazzia per l’uomo ma non per il Signore - Quello che non capisci

  •              FACILE O DIFFICILE?       Matteo 9: 1-8
                                                                                                     R. Melodia.  

“...che cosa è più facile dire: i tuoi peccati ti sono rimessi, o dire alzati e cammina?Ora finché sappiate che il Figlio dell’uomo ha autorità da rimettere i peccati : levati – disse al paralitico- alzati e cammina” (5,6)
Noi adottiamo sovente questo criterio – facile, difficile – quando dobbiamo operare delle scelte.
Se dobbiamo recarci in una località che non conosciamo, ci viene consigliato, o noi stessi scegliamo, il percorso più semplice, più lineare, più facile.. se mai, al ritorno, vedremo…..
Vogliamo fare un bricolage, un ricamo, un progetto qualsiasi, vogliamo imparare una lingua straniera, scegliere una facoltà universitaria, impegnarci in una gita… spesso diciamo , o sentiamo dire : “ mi piacerebbe, ma è un po’ troppo difficile per me, scelgo questo che almeno è un po’ più facile”.
Anche le ricette di cucina portano sovente l’indicazione sul grado di difficoltà e chi non si sente troppo portato per i fornelli, spesso scarta le più complesse, proprio partendo dal grado di difficoltà.

Facile, difficile?
Questo NON è il criterio di scelta applicato dal Signore, infatti,
“Vi è forse qualcosa di troppo difficile per l’Eterno?” (Gen. 18: 14 e Ger.32:27)
Nulla può impedire all’Eterno di salvare con molta o con poca gente...“ (1 Sam. 14:6)
Il Signore non sceglie mai di agire , o non agire, in base alla difficoltà di una cosa, ma in base a ben altri criteri.  Il Signore agisce per

AMORE : Isaia 43:25 “Io, io sono quegli che per amore di me stesso cancello le tue trasgressioni                  Gen.18:32 “ per amore dei dieci (giusti) non la distruggerò
PREDETERMINAZIONE: Numeri 23:19 “Quando (Iddio) ha detto una cosa non la farà?”
SCOPO: Prov. 16:4 “il Signore ha fatto ogni cosa per uno scopo….
GIUSTIZIA :Salmo 140:12 “ io so che l’Eterno farà ragione all’afflitto e giustizia ai poveri”     ONNIPOTENZA :Salmo 135:6 L’Eterno fa tutto ciò che gli piace, in cielo e in terra…. PROMESSA: Romani 4:21 “ … ciò che aveva promesso, Egli era anche potente da effettuarlo. VOLONTÀ : Apocalisse:4.11: “ tu creasti tutte le cose e per la tua volontà esistettero e furono create.”
SECONDO UN PIANO:Isaia 46:10-11”Il mio piano sussisterà….io l’ho detto e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e lo eseguirò.”
COMPASSIONE : Isaia 30:18 “L’Eterno aspetterà onde farvi grazia, poi si leverà per aver compassione di voi”
COMPIERE ciò che ha iniziato: Filippesi 1:6: Colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento…
NOSTRA SALVEZZA : 2 Pietro 3:9
il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa…. Ma è paziente non volendo che alcuni periscano, ma che tutti giungano a ravvedersi.

 

  •  SANI, MALATI, GIUSTI E PECCATORI.      Matteo 9: 9-13
                                                                                                                                            
    di R. Melodia.

“ non sono venuto a chiamar dei giusti, ma dei peccatori”. (13)

Il Signore Gesù è venuto a chiamare dei peccatori. Ecco lo scopo della venuta di Gesù sulla terra: portare la salvezza agli uomini perduti.

Nelle righe precedenti Matteo ci ha riportato l’episodio del paralitico, che, condotto a Gesù per la guarigione fisica, riceve anche il perdono dei peccati, ed in questo brano Gesù sottolinea che sono i malati ad aver bisogno del medico e non i sani, così come la sua chiamata è rivolta ai peccatori e non ai giusti.

Il Signore Gesù non è venuto a cercare i buoni ed i giusti, ma è venuto per portare giustificazione e salvezza a chi ne è privo, a chi sapendosi perduto, grida a Dio per la salvezza della propria anima.

Finché copriamo i nostri errori – che sia con foglie di fico o con splendidi abiti firmati – finché contiamo sulla nostra presunta ed apparente bontà, finché ci autoproclamiamo giusti e ci mettiamo in fila dalla parte dei buoni, non potremo mai capire la grandezza della salvezza operata da Dio Padre, in Cristo Gesù, per un’umanità peccatrice e perduta.

Chi conosce lo stato della propria anima, chi onestamente guarda nel proprio cuore, non può che mettersi nella categoria dei malati e dei peccatori e cercare, richiedere ed accettare la presenza e l’opera salvifica del Signore Gesù, unico Salvatore e Redentore.

Solo il Signore ha pensato di giustificare i peccatori, e soprattutto solo il Signore, è veramente in grado di farlo pienamente. E lo ha già fatto, per amore.

..Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi. Poiché a mala pena uno muore per un giusto, ma forse per un uomo dabbene, qualcuno ardirebbe morire, ma Iddio mostra la grandezza del proprio amore, per noi, in quanto mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” Romani 5: 6-8

A noi di confessare il nostro stato di peccatori ed afferrare, per fede, questa grazia divina: poiché è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede, e ciò non viene da voi. È un dono di Dio, non è in virtù di opere affinché nessuno si glori. (Ef: 2- 8-9)

                                                                                                           

 

  •       LE CHIAVI DI CASA           Salmo 71: 1-4 
                                                                                                      
    di R. Melodia.

Nella vita capita d’avere bisogno di un piccolo aiuto, un conforto, capita di sentire il bisogno d’avere vicina una persona che conosciamo bene, da tanto tempo…. “tu sei stato il mio sostegno fin dal seno materno” (v.6)

A volte, però, vi sono situazioni in cui siamo veramente in grosse difficoltà, in cui corriamo gravi rischi; la solitudine avanza e la nostra stessa vita è in pericolo. Non basta più un sostegno, ci vuole qualcuno che non solo ci accompagna nel cammino, ma che si metta tra noi e ciò che ci minaccia, che sia una barriera protettrice, che ci metta in salvo, che ci dia riparo, qualcuno da cui può dipendere la nostra vita, qualcuno che ci offra ospitalità in casa sua, che ci dia le chiavi del suo appartamento dicendo “ vai, lì sarai al sicuro, restaci finché è necessario, verrò io stesso a portarti ciò di cui hai bisogno.”

In te, io mi confido (1) fammi scampare (2) siimi una rocca, una dimora dove io possa sempre rifugiarmi” (3)

Quando tutto e tutti sono contro di noi, quando le nostre stesse forze ci abbandonano, quando siamo soli e smarriti, allora abbiamo bisogno di qualcuno che sta con noi, qualcuno che si schiera dalla nostra parte.

“ Non rigettarmi al tempo della vecchiezza, non abbandonarmi quando le forze declinano. (9)

Non solo il figlio prodigo ha fatto l’esperienza di essere abbandonato dagli “amici”, quando non c’erano più mezzi per divertirsi, a molti è successo di essere messi da parte, perché diventati poveri, o deboli, o malati, o semplicemente vecchi.

E quando ci si sente, o si è soli, spesso si è molto più esposti e vulnerabili.

“.. i miei nemici parlano di me e quelli che spiano l’anima mia cospirano assieme dicendo: inseguitelo e prendetelo perché non v’è alcuno che lo liberi.” (11)

Ma se questo Qualcuno invece c’è, se questo Qualcuno è attento alle nostre grida, se questo Qualcuno ci ama ed è attento alla nostra vita, chi sarà contro di noi?

Ecco la certezza del credente, malgrado tutte le difficoltà, le angosce, i propri errori o le cattiverie altrui: “ Tu hai prescritto che io sia salvato, perché sei la mia rupe e la mia fortezza.” (23)

  • IL RIPOSO                                                                                di R. Melodia.

 ricordati del giorno del riposo per santificarlo.Lavora 6 giorni e fa’ in essi ogni opera tua, ma il 7 giorno è di riposo sacro all’Eterno…” Esodo 20:8-11

Lavorare sei giorni e riposare uno.

Il comandamento del riposo è anche il comandamento del lavoro. E se è un comandamento, non è una concessione, ma un obbligo. Lavoro e riposo sono un ordine, di cose da fare, non fare e di ritmi da tenere.
Il riposo  non è l’aspetto negativo del lavoro. Perché Dio stesso, dopo aver creato per sei giorni, il settimo si riposò.
Il riposo non è neppure lo smaltimento della fatica, perché “lavorerai con il sudore della fronte” è la conseguenza per l’uomo, solo dopo il peccato.
Il riposo quindi è il momento di pienezza, di contemplazione, di conclusione, di gioia, successiva al compimento di un lavoro.  Il settimo giorno Dio compì  l’opera che aveva fatta, e si riposò il 7 giorno, da tutta l’opera che aveva fatta. E Dio benedisse il 7 giorno e lo santificò , perché in esso si riposò  da tutta l’opera che aveva creata e fatta.(Gen 2:1-3)

Con il riposo ricordiamo e partecipiamo al riposo del Signore, in attesa di entrare nel suo riposo (  Ebrei 4:1) esodo 20 .11 ricorda che il Signore ha benedetto il giorno del riposo.

Dio chiede che nel giorno del Signore, lo si onori stando in riposo, tranquilli, “perché ogni opera nostra sei tu che la compi per noi.” (  Isaia 26:12 )

Il cristiano spesso si affaccenda quanto e più degli altri giorni, quasi a compensare il lavoro svolto negli altri giorni, come se Dio avesse detto: fai opere materiali per 6 giorni e spirituali per uno. Per gli ebrei, e per la Scrittura, non c’è questa differenza tra opere materiali e spirituali, perché ogni cosa, ogni lavoro, è fatto per glorificare Dio. “E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie a Dio  Padre, per mezzo di lui.” ( Col 3:17) “ sia che mangiate, sia che beviate.. fate tutto alla gloria di Dio” 1 Cor. 10:31

Quindi non fare 6 giorni opere materiali, e un giorno spirituali. Ma operare sempre alla gloria di Dio e un giorno riposare.

Non si tratta di instaurare regolette domenicali, su quello che si deve fare o non fare, quantunque sia bene anticipare di un giorno o spostare al lunedì, la pulizia della casa, lavare biancheria, stirare ecc.ma di imparare a riposare, secondo il comandamento di Dio.

E’ da notare che i comandamenti ( anche per gli ebrei) sono divisi in due gruppi: il primo gruppo è nei diretti confronti di Dio, il secondo riguarda il rapporto tra le persone.

Ora questo comandamento è nel primo gruppo, cioè onora “direttamente” Dio.

Riposavano uomini , donne, animali, cose, terra: era per i ricchi quanto per i poveri, per i padroni e per i servi. Chi era abituato a comandare, per un giorno non lo faceva, perché doveva rispettare il proprio e l’altrui riposo, e se c’era qualcuno che doveva sempre obbedire, che doveva sempre “fare, fare, fare”tirava il fiato almeno una volta alla settimana e poteva , doveva, “ non fare”, poteva riposare e seguire i propri ritmi naturali.

se tu trattieni il piè per non violare il sabato, facendo i tuoi affari nel mio santo giorno, se chiami il sabato una delizia e venerabile ciò che è sacro all’Eterno e se onori quel giorno…..allora troverai la tua delizia nell’Eterno, io ti farò passare in cocchio sulle alture del paese…perché la bocca dell’eterno ha parlato.”

( Isaia 58:13)  

  •   AMORE   O   ODIO ?  
                                                                                                      di  R. Melodia.

        

 

Amare Dio con tutto il cuore, tutta la mente e tutta l’anima, imparare a conoscerlo secondo i suoi canoni, le sue esigenze, le sue regole, i suoi pensieri e non i nostri, è un imperativo nelle nostre vite.

Quante predicazioni o meditazioni abbiamo sentito sull’amore? Tante.

E sull’odio? Hai mai pensato di predicare l’odio?

E’ meglio amare o odiare?

Amare… ovviamente! Questa è la prima risposta che di solito viene data.

Infatti 1 Giovanni 4: 8 (16) dice   Dio è amore.

Questa scritta facilmente prende posto nelle bacheche, nei quadretti, nei posters, nei vari gadgets in vendita nei negozi biblici, sugli striscioni allo stadio, in casa o nelle chiese, è facilmente citata anche da chi non si interessa alle cose di Dio, dà sollievo nelle difficoltà e giustificazione dopo le cadute, viene spesso usata anche come rimprovero ed accusa di legalismo, verso chi parla di obbedienza o di disciplina.

Dio è amore, ci ama , ci ha amato il primo, vuole che amiamo Lui con tutto il cuore l’anima e la mente, ed il prossimo come noi stessi; il versetto citato prima dice: Diletti amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio, e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Iddio, perché Dio è amore.   (1 Giovanni 4: 7-8)

Quindi siamo chiamati ad amare in tutta sincerità.

L’odio è incompatibile con la vita cristiana, è opera della carne, è assolutamente vietato ai figliuoli di Dio (Lev.19:17; Luca 6:27; Gal. 5: 19-20; Prov.15:17; 1 Giov.3:15) e fino qui siamo tutti d’accordo.

Ma è sempre buono l’amore?

L’amore del mondo è inimicizia, odio, contro Dio.  (Mat. 6:24; Luca 16:13; Giac.4:4)

Michea 3:2 Io dissi:ascoltate vi prego o capi di Giacobbe, e voi magistrati della casa di Israele: Non spetta a voi conoscere ciò che è giusto? Ma  voi odiate il bene e amate il male.

Apocalisse 22: 15 severamente dice: fuori (dalla città santa) i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna. Io Gesù,ho mandato il mio angelo per attestarvi queste cose in seno alle chiese.
Amando le cose sbagliate, l’amore non è più sinonimo di bene, ma diviene associato a male, anzi amare le cose sbagliate, spinge a odiare le buone.

L’amore del mondo è inimicizia, odio, contro Dio.  (Mat. 6:24)

O gente adultera, non sapete voi, che l’amicizia del mondo, è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo, si rende nemico di Dio. Giac.4:4)

E’ sempre male l’odio?

Amos 5:14-15 Cercate il bene e non il male, onde viviate…..odiate il male, amate il bene.. 

Prov.8: 13 aggiunge:  Il timore dell’Eterno è odiare il male.

Sal.97: 10 O voi che amate l’Eterno, odiate il male

La domanda iniziale: “E’ meglio amare od odiare ?” resta .

Nella sua Parola,  Dio ci chiede solo di amare o anche di odiare? 

Può Dio, che è amore,  chiedere di odiare?

O voi che amate l’Eterno, odiate il male: Sal. 97:10;

Nella Parola di Dio è scritto di odiare:

il male: Amos 5:15; Rom 12:9;

la menzogna : Sal.119.163;

il sentiero della menzogna Sal. 119: 104,128;

le alleanze dei malvagi .Sal 26: 5;

gli uomini dal cuore doppio Sal. 119:113

Davide dichiara (in uno dei salmi più conosciuti, citati ed amati) di odiare  di un odio perfetto…quelli che ti odiano e si levano contro di te  (Sal 139: 21-22)
Qui si parla non solo di odiare le cose, le situazioni, ma anche le persone.
Questo ci turba, di solito e ci mette in imbarazzo di fronte a chi ci chiede ragione di simili frasi, nella Bibbia.
Alcuni , di fronte alle pesanti accuse di chi attacca la Bibbia, per difendere Dio e la sua Parola, rispondono che si tratta dell’Antico Testamento, cioè in fondo di un libro non più tanto attuale, scritto da gente quindi poco evoluta, che viveva in un certo contesto, poco evoluto, e forse suggerita anche da un Dio, non ancora perfetto…. (Facendo così un dio piccolino ed una parola non attendibile)

Ma il nuovo Testamento, parla solo di amore?

La lettera di Giuda poco prima della conclusione, dice:  e abbiate pietà degli uni che sono nel dubbio, salvateli strappandoli dal fuoco; e degli altri abbiate pietà mista a timore, odiando perfino la veste macchiata dalla carne.  (v. 22-23)

Addirittura il Signore  Gesù ci chiede di odiare, odiare tutto ciò che si frappone fra noi e Lui:

Luca 14:26 “se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre,e la moglie, e i fratelli e le sorelle e finanche la sua propria vita   NON PUO’ ESSERE MIO DISCEPOLO”. Condizione per essere discepoli non è solo l’amore, ma l’odio ? Quante predicazioni abbiamo sentito, su questa condizione? 

Ma anche Dio, che è amore,  odia?

Sei cose odia l’Eterno, anzi sette gli sono in abominio :gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spandono sangue innocente,il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corrono frettolosi al male,il falso testimonio che proferisce menzogne e chi semina discordie tra fratelli. (Prov.6: 16-19)
Geremia (44:4) parla al suo popolo, divenuto idolatra, con forti richiami da parte di Dio, che  lo rimprovera dicendo: e io vi ho mandato tutti i miei servitori, i profeti, ve li ho mandati del continuo, fin dal mattino, a dirvi: deh, non fate questa cosa abominevole che io odio… ( servire altri dei).
..tu (o Dio) odii tutti gli operatori d’iniquità; tu farai perire quelli che dicono menzogne; l’Eterno aborrisce l’uomo di sangue e di frode.
(Salmo 5:5-6)
L’Eterno scruta il giusto, ma l’anima sua odia l’empio e colui che ama la violenza, Egli farà piovere sull’empio carboni accesi, zolfo e vento infuocato…  (Sal.11: 5-6)

Io odio, disprezzo, le vostre feste….  (Amos 5:21) contro  la religiosità
Io odio il ripudio  ( Mal.2:16) contro il divorzio)

Alla chiesa di Efeso, spinta a ravvedersi perché  ha lasciato il primo amore, il Signore riconosce  tu hai questo: che odii le opere dei Nicolaiti, le quali odio anch’io.  ( Ap. 2:6-7) 
Nella Scrittura vi sono altri argomenti e situazioni, in cui si parla di odio : ad esempio

i Proverbi contengono rimproveri per chi ha odiato le cose buone:  

Prov.12:1 chi odia la riprensione è uno stupido (v.anche Prov.1:29; Amos 5:10; Giov.3:20)
Prov: 5:12 come ho fatto a odiare la correzione? ( ravvedimento che fa riconoscere, non solo l’errore, ma i precedenti interventi  di Dio per riportarci sulla strada giusta
1 Giov. 2:9 Chi odia suo fratello è nelle tenebre (autoinganno, svelato dalla Parola di Dio), ma in
Prov.13:24  è scritto chi risparmia la verga odia il suo figliuolo ( amore secondo Dio e non secondo il mondo; cercare nella Parola ciò che è utile per educare  i figli secondo Dio e non secondo il mondo)
Ecclesiaste 3 , dopo aver detto che c’è un tempo per ogni cosa , al versetto 8 ricorda che c’è  un tempo per amare ed un tempo per odiare…
E a chi crede di poter solo amare,  Ecclesiaste  ammonisce, l’uomo non  sa neppure se amerà o odierà, tutto è possibile ( Eccl. 9:1)

Nel Nuovo Testamento vi è il preavviso che i figliuoli di Dio saranno odiati, (e come comportarsi.)

1 Giovanni 3:13: Non vi meravigliate se il mondo vi odia….
Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me
  (Giov.15:18)
Gesù aggiunge anche chi odia me, odia il Padre mio  (Giov.15:23)
Mat. 10: 22  sarete odiati a cagione del mio nome
Beati voi quando gli uomini vi odieranno ….rallegratevi ..e saltate di gioia…
  (Luca 6:22-23)
Allora ..vi uccideranno.. e sarete odiati da tutte le genti a cagione del mio nome. Mat. 24:9 ( il peso dell’odio di qualcuno è difficile da portare, come sarà quello di tutte le genti? e sarà ancora più difficile per quelli che hanno sempre e solo cercato di essere amati, accettati, apprezzati,dalla gente)

Rimane, veramente ferma, la promessa di Dio, immutabile per tutti coloro che hanno creduto in Lui:
Da tempi lontani l’Eterno mi è apparso: ”si, io ti amo d’un amore eterno, perciò ti prolungo la mia bontà.Io ti riedificherò e tu sarai riedificata, o vergine d’Israele! Tu sarai di nuovo adorna dei tuoi tamburelli e uscirai in mezzo alle danze di quelli che si rallegrano…. Geremia 31: 3-5  

 

  • Una pazzia per l’uomo ma non per il Signore        Geremia 32:1-15
                                                                                                                                  
                                                                                                                   di  E. Corazza.  

Spesso ci capita di dire “incredibile” leggendo dei passi della  Bibbia, questo è uno di quei brani. Ma quello che ci sembra pazzia ha una logica per il Signore: “infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie sono le mie vie, dice il Signore,… le mie vie sono più alte delle vostre, i miei pensieri più alti dei vostri pensieri” (Is 55:8-9) 

 1. La situazione (1-5)

L’esercito babilonese sta assediando Gerusalemme da un anno e mezzo e la conquisterà nel giro di qualche mese, siamo nel  587 a.C. .  Geremia è in prigione nella casa del re Sedechia (2) perché, da parte del Signore, invitava il re ed il popolo della città ad arrendersi ai caldei assedianti essendo la città era condannata (3-4). Il suo  era un messaggio scomodo, che scoraggiava i soldati, che non dava speranza.

Come è possibile che Dio abbandoni il suo popolo e la sua casa in mano degli stranieri perché sia distrutta?

Geremia come profeta non può che annunciare la volontà di Dio: se Gerusalemme si sottomette ai Babilonesi sarà risparmiata (27:11), ma il non sottomettersi verrà considerato un atto di ribellione a Dio (27:8) che comporterà lo sterminio e la deportazione, non solo del popolo rimasto dalla deportazione precedente, ma anche del re Sedechia (32:5)e di tutto quello che è rimasto nel tempio (27:19-22). 

2. La pazzia di Dio: comprati un campo (6-12).

Tutta la scena descritta è allucinante: Geremia è in carcere, sa che Gerusalemme tra poco sarà distrutta ed il popolo deportato e suo cugino viene a proporgli l’acquisto di un campo perché lo zio ha bisogno di soldi e Geremia ha il diritto di riscatto.  E il Signore dice al profeta di comprare il campo il cui prezzo è piuttosto alto per quello che la situazione suggerirebbe!   

3. La spiegazione di Dio (13-15).

Il nome dello zio, Sallum, significa “ricompensa”, quello del cugino Cananeel significa “Dio ha pietà” e il nome Anatot, la città dove c’è il campo, significa “favore, esaudimento”. Dio spiega quindi a Geremia che questo atto di acquisto è la testimonianza del fatto che “si compreranno ancora campi e vigne nel paese” (15) perché Dio ha pietà del suo popolo ed esaudirà il suo desiderio di ritorno e ci sarà di nuovo una ricompensa ed una benedizione nel paese. Dio conferma tutte le promesse del capitolo precedente: “se le leggi della natura verranno meno allora anche Israele cesserà di essere nazione in mia presenza, dice il Signore” (31:36) e così è ancora oggi.  

  • Quello che non capisci   Geremia 32:16-44    
                                                                                                                                        
    di  E. Corazza.

Come qualche volta succede, il profeta non comprende il progetto di Dio e gli espone in preghiera le sue certezze e tutti i suoi dubbi e Dio, come un padre premuroso risponde con parole di speranza e consolazione.

1. La domanda del profeta (16-25).

So che tu, mio Signore, sei il potente creatore di ogni cosa (17), che nulla è troppo difficile per te (17), che tu sei misericordioso e giusto (18), che tu conosci tutto quello che avviene e ne tieni conto (19).  
So che tu hai fatto grandi prodigi per questo popolo (20),  che tu stesso hai condotto il tuo popolo in questa terra dove scorre latte e miele (22).
Riconosco che questo popolo non ha ubbidito alla tua voce (23), e che quello che hai minacciato ora lo compi (24), perché la città sarà data in mano dei Caldei e sarà distrutta ed il popolo deportato (25).

Perché allora mi dici “comprati un campo”? Che senso ha?

2. La risposta di Dio a Geremia (26-41)

Tu sai che niente mi è impossibile (27), che i Caldei conquisteranno Gerusalemme e la incendieranno (28-29) e sai perché questo avviene: perché mi hanno provocato ad ira fin dal primo giorno (32), perché mi hanno voltato la schiena, non hanno ascoltato la correzione (33), hanno profanato il tempio (34) ed hanno fatto cose abominevoli (35).

Ora voglio che tu sappia che malgrado questo io resto fedele alle promesse. Perciò, per Israele, c’è ancora un avvenire ed una speranza, infatti: farò tornare il mio popolo da ogni angolo della terra (37), sarò loro Dio ed essi  il mio popolo (38), avranno timore di me perché cambierò il loro cuore (39), non si allontaneranno più da me (40), farò loro del bene, sarò vicino a loro (39-40).

Li pianterò in questo paese con tutto il mio cuore, con tutta l’anima, con fedeltà e la mia gioia sarà fare loro del bene (41)

3. La fedeltà di Dio (42-44)

La parola che ricorre frequente in questo brano è “ancora”, “come prima”: farò ancora del bene al mio popolo (42), compreranno ancora campi (43), torneranno ancora in Israele (44).

Anche nel capitolo precedente Dio faceva queste promesse: li ristabilirò come prima (11), si udrà ancora il grido di gioia ed il canto dello sposo (11), ci saranno ancora delle greggi (12). 

Forse anche tu hai bisogno di queste parole che lo Spirito Santo ti indirizza oggi: c’è ancora speranza per te, perché Dio resta fedele nonostante la nostra infedeltà (2 Tm 2:13).

 

 

 

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Aggiornato il: 07 ottobre 2007