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Testo delle trasmissioni di Rossella

   

 

ESPERIENZA Di scuola paterna
di una famiglia italiana

Estratto da “PROIEZIONI” 

  INTRODUZIONE:  perché di una scelta - primi passi - quadernone - primina - pluriclasse -
                                                priorità - programmimetodi in libertà - libri e libracci
                                                gli esami visti ...dall'alto - dal basso - impegno e fedeltà - le cose belle.

Quando abbiamo cominciato quest'esperienza di scuola familiare, nel 1976, non immaginavamo certo che sarebbe andata avanti così a lungo, non immaginavamo le difficoltà e le soddisfazioni che ci aspettavano, non avremmo immaginato che in altre parti del mondo occidentale (in particolare in America, Francia e Svizzera) altri genitori cominciassero ad organizzarsi per rendere realizzabile questa idea, soprattutto non immaginavamo che anche in Italia, nel mondo evangelico, si scoprisse, o riscoprisse, la possibilità di organizzare un'alternativa valida alla scuola pubblica, che ogni anno mostra sempre più carenze e difficoltà.

In questi ultimi mesi, abbiamo cominciato a parlare della nostra esperienza di scuola familiare: alcuni fratelli ci hanno chiesto la nostra testimonianza ed in questa Associazione abbiamo trovato un'occasione per mettere a disposizione di quei credenti che volessero intraprendere un cammino simile al nostro, consigli, indicazioni, conforto e sostegno. 

Vorremmo anche suscitare domande, curiosità, interesse, per trovare modo di affrontare il problema scuola alternativa, organicamente, interessando non solo i genitori, ma le chiese locali stesse, per arrivare ad una vera e propria catena di scuole evangeliche.

Se i tempi sono maturi per questo progetto, lo si vedrà dalle risposte che arriveranno, dalle proposte che farete, dalla disponibilità a lavorare per quest'obiettivo, che fratelli e sorelle dimostreranno.

Vorremmo fare nostra la speranza che ci viene dal leggere come Nehemia presentò il progetto che aveva nel cuore ai fratelli Giudei di Gerusalemme e come essi reagirono: " Narrai loro come la benefica mano del mio Dio era stata su me ...e quelli dissero: "leviamoci, e mettiamoci a costruire!" E si fecero animo per mettere mano alla buona impresa " (Neh. 2:18). Bene ...anche noi dobbiamo ricostruire delle mura demolite: sono i valori ed i principi cristiani, sono gli insegnamenti, le correzioni, l'educazione alla giustizia che la Parola di Dio ci dà, perché i nostri figli possano essere 
" completi e ben preparati per ogni opera buona " (2 Timoteo 3:17).

Quanti diranno " leviamoci e ricostruiamo "?

LA NOSTRA ESPERIENZA DI SCUOLA FAMILIARE

I perché di una scelta


Se
"il principio della sapienza è il timore di Dio e la vera intelligenza è conoscere il Signore" (Prov. 9:10), ne consegue che senza timore e conoscenza di Dio non vi è vera scienza. Questo significa per noi dare il primo posto, nell'istruzione, alla S. Scrittura e alla conoscenza di Dio, per scoprirne la presenza e " provvidenza " nel filone della Storia, e dare un'ottica cristiana ad ogni materia.

 

Le nostre scoperte, la consultazione dei testi elementari e l'esperienza di amici che lavoravano nell'insegnamento in classi elementari e medie, ci convincevano sempre più che la scuola poteva dare ben poco ai nostri figli, sotto il profilo della " vera conoscenza ". Non ispirandosi a principi biblici per educare e governarsi, non riconoscendo nel creato l'opera del Creatore e nell'uomo la creatura fatta ad immagine di Dio, nella scuola pubblica sono spesso negate l'esistenza, l'opera e le esigenze di Dio.

Già con la scuola materna, del resto, vengono trasmessi al bambino dei principi filosofici di vita, che spesso sono dei veleni per la crescita spirituale. Ci riferiamo in particolare a quel tipo di educazione umanistica (ed edonista) per la quale la preoccupazione principale è soddisfare se stessi, le proprie voglie,. e così la liceità o meno di certe azioni è basata sulla linea del piacere (se ti piace lo fai, se non ti va, non lo fai). Il culto di se stessi, mal si combina col culto del vero Dio. .

Nelle prime due classi elementari, poi, il bambino impara a leggere da solo e così si riempie anche gli occhi (e non più solo le orecchie ed il cuore) di racconti spesso vuoti di significato, non veri, " favole artificiosamente composte ", racconti magici, nei quali spesso è presente la figura di un diavolo (anzi di un " povero diavolo ") per lo più poco astuto, che finisce per essere gabbato e per diventare perfino simpatico, e a volte anche di un Dio crudele oppure bonaccione e condiscendente, alla Babbo Natale..

Quando in terza elementare, con le prime pagine di storia, il bambino studia che l'essere umano si è evoluto da uno scimmione, a sua volta derivato da qualche mollusco, il terreno è già ben preparato " pulito e spazzato " da qualunque idea di Dio, che resta relegata nelle pagine etichettate " Religione ", un tempo le prime di ogni sussidiario, ora mischiate alle altre materie.

Né la scuola materna, né quella elementare, ci davano quindi sufficienti garanzie per una preservazione della vita spirituale dei nostri figli, e così abbiamo cercato un' alternativa. 

Naturalmente il fatto di fare da maestri ci rendeva timorosi, per le nostre capacità limitate, ma ancora una volta la Parola di DIO ci incoraggiava affermando: " Ho più intelligenza di tutti i miei maestri, perché le tue testimonianze sono la mia meditazione " (Salmo 119:99).

I primi passi                                                                      inizio pagina

Non abbiamo cominciato con l'intenzione di arrivare fino alla terza media ed oltre, ma solo con l'idea di provare, per vedere se era possibile fare la scuola in casa; magari un anno ...forse due ...

Naturalmente la nostra " stranezza " non è passata inosservata e generalmente suscitava curiosità o perplessità. Avremmo avuto bisogno di incoraggiamento (e alcuni fratelli in Cristo ci hanno aiutato), ma si sa che chi va contro- corrente generalmente dà fastidio e può accadere anche tra credenti.

Il nostro misericordioso Padre, invece, nonostante il nostro empirismo, ci appianava i sentieri, ci dava nuove idee. ..e ci aiutava a portare a termine i lavori cominciati.

Il quadernone

Abbiamo voluto fare una prova per vedere se era possibile fare scuola a casa, cominciando circa un anno prima dell'inizio ufficiale, preparando una serie di argomenti da trattare e sui quali lavorare insieme. E nato così il quadernone, libro e quaderno fatto a quattro mani, su grossi fogli di carta da pacco, un po' scritti, un po' disegnati, un po' illustrati con immagini incollate.

Nel corso degli anni abbiamo tagliato mucchi di dépliant pubblicitari illustrati, che le agenzie di viaggio, passata la stagione, buttavano via a chili, e che a noi servivano per illustrare {gratis) i quadernoni. Il ritaglio, tra l'altro, è un'attività che ai bambini piace molto e che sanno fare con attenzione fin da molto piccoli e li aiuta ad essere precisi e prudenti (anche se le forbici hanno le punte arrotondate) .

La Primina                        ritorna a scuola paterna

Quando i nostri due figli più piccoli hanno visto il maggiore affaccendato a scrivere, hanno voluto imitarlo. E così anche loro, con " compiti " ed " orari " diversi, dosati secondo l'età, le capacità, le possibilità, ma non basati sul loro capriccio del momento, hanno cominciato a fare disegni, collages, ritagli, hanno incominciato a pesare ed a misurare gli oggetti, ecc. ...Era nata così nel '76 '77, la " primina " un periodo prescolastico, in cui i bimbi erano inseriti in una delle attività familiari della mattina: la scuola in casa.

 

La pluriclasse                                                                  inizio pagina

Dopo il primo anno (dati i buoni risultati ottenuti) abbiamo cominciato il secondo, poi il terzo ...ma qui sorgeva un altro problema: la gestione di una pluriclasse.

Infatti, avendo tre bambini, molto vicini di età, era giunto il momento di cominciare la prima classe col secondo, mentre il maggiore iniziava la terza.... Vi garantiamo che l'idea di " imbarcarsi " in questa nuova avventura ci lasciava sgomenti. Una cosa è seguire uno o più ragazzi insieme sulle stesse materie, sullo stesso programma, altra cosa è seguire, contemporaneamente. programmi diversi, materie diverse, con ragazzi di età diversa!

Richiedeva una nuova organizzazione del lavoro ed un'ulteriore scoperta: i ragazzi più grandi possono insegnare qualcosa ai più piccoli, e così la nostra cucina diventò una pluriclasse con ben 3 allievi!

Siamo convinti che le cose semplici siano quelle che il Signore predilige; noi ci sforziamo di fare grandi progetti, di trovare strade complicate, quando le soluzioni più " sagge " sono quelle semplici, che non siamo più abituati a vedere.

Quante volte i nostri figli, nella loro ingenuità, ci hanno suggerito una buona idea, il modo giusto per affrontare problemi o vedere le soluzioni!

" lo ti rendo lode, o Padre ...perché hai nascoste queste cose ai savi e agli intelligenti, e te hai rivelate ai piccoli fanciulli. Si, Padre, perché .così ti è piaciuto " (Matteo 11:25-26).

PRIORITÀ E FINALITÀ

La nostra scuola, pur avendo priorità di ordine morale e spirituale, doveva e voleva garantire anche una buona preparazione scolastica, che fosse per lo meno pari a quella della scuola pubblica. Per fare questo bisognava essere ben organizzati, scegliendo per tempo i testi da utilizzare e preparando programmi in anticipo per permetterci di conoscere bene le lezioni da spiegare.

Non neghiamo che qualche notte è stata necessariamente più corta per il sonno e più lunga per la "preparazione" e sapevamo che nulla sarebbe stato possibile con le sole nostre capacità, ma  sta scritto: “chi confida nell'Eterno acquista nuove forze” (Isaia 40:31).
Per la programmazione, per la verifica, per lo studio dei programmi non abbiamo mai voluto utilizzare la domenica, giornata di riposo, ma se vi accingete a intraprendere l'esperienza, vendete senz'altro il televisore prima ancora di cominciare!

PROGRAMMI E PROGRAMMAZIONE
Qualche cosa di complicato

È un po' complicato (e forse anche noioso) dettagliare la preparazione dei programmi, che riserveremo a coloro che volessero approfondire quest'aspetto a scopo pratico, ci limiteremo pertanto ai punti essenziali ricordando come la cosa più complessa fosse preparare programmi per tre classi diverse, con tre esigenze diverse e nello stesso tempo collegate e interdipendenti tra loro. Qualche volta durante l'anno si precisavano i bisogni e si correggeva la rotta.

Qualche cosa di dettagliato

I programmi si preparavano durante le vacanze estive ed erano i più dettagliati possibile. Si partiva da un programma trimestrale nel quale si fissavano gli obiettivi, per scendere poi sull'esempio di tutte le scuole, a un orario settimanale fisso materia per materia (cercando di alternare materie "pesanti" a materie "leggere"), con le lezioni giornaliere, comprendenti le pagine da studiare, gli esercizi da fare ed eventuali note per l' insegnante, relative a soggetti da sottolineare, da collegare, da riprendere.

Abbiamo verificato, strada facendo, che la suddivisione trimestrale (e non quadrimestrale) era più consona alle nostre esigenze e più naturalmente scandita dalle grandi festività dell'anno.

Ritenendo estremamente importante il ripasso, prevedevamo dei programmi che si esaurissero al massimo entro marzo e riservavamo l'ultimo trimestre per un ripasso generale.

Nella composizione dell'orario e dei programmi giornalieri era importante definire le “aree comuni”, cioè le materie che si potevano, almeno parzialmente, fare assieme. Ad esempio: la lingua straniera (già iniziata dalle elementari), l'ora di musica, il tema, l'attività pratica e, naturalmente, le due ore settimanali di Bibbia. Queste materie comuni avevano il vantaggio di richiedere un'unica spiegazione e di permettere ai ragazzi di esprimersi e scambiare considerazioni, sullo stesso argomento. A volte organizzavamo delle interrogazioni tipo “quiz” in cui ciascuno rispondeva a domande secondo il proprio livello di preparazione.

Programmazione: vincolo e libertà

Era necessario per noi seguire dei programmi ben dettagliati e nello stesso tempo essere così liberi da apportare innovazioni e modifiche, se lo si riteneva necessario o se a qualcuno, grande o piccolo, veniva un'idea migliore, un'intuizione dell'ultimo momento.

La nostra scuola l'abbiamo vissuta così: una struttura solida e stabile, ma che permettesse un movimento armonioso, come la struttura ossea del nostro corpo permette la danza.

Il programma infatti è uno strumento per raggiungere uno scopo, non un fine in se, quindi, se per meglio raggiungere lo scopo si deve modificare il programma, si interviene modificando, sviluppando, accorciando.

Il lavoro di coppia

Tutta questa attività è stato un grande cemento per la nostra vita di coppia. Ritenevamo utile, suddividere le materie da seguire sulle spalle di entrambi: nel nostro caso il marito seguiva di più le materie scientifiche, la moglie le materie letterarie; tuttavia lo scambio di osservazioni, considerazioni, timori, avveniva molto di frequente, così come insieme preparavamo i programmi.

. METODI IN LIBERTÀ                                                         inizio pagina

Gli strumenti 
                                                          

La normale sequenza "spiegazione, studio, interrogazione" era ovviamente impiegata in questa scuola, ma assieme a strumenti di vario genere dei quali daremo solo alcuni esempi.

Per rendere più semplici, pratiche, comprensibili le lezioni, utilizzavamo ogni cosa ci sembrasse valida: il flanellografo, (flanella scura tesa su pannelli di varia misura), le audio cassette registrate da noi con sottofondo musicale, le diapositive (scattate spesso dagli stessi ragazzi) montate in sequenze varie (la regione che si sta studiando, il mare e le sue coste, gli animali dei deserti, ecc. ) e a volte commentate in cassetta da noi o dai ragazzi, collezioni, collages ecc  ecc .

I "servizi" audiovisivi sono risultati molto utili per la preparazione alle prove orali d'esame, per la funzione di poter esprimere e ascoltare, migliorando progressivamente la sicurezza e la precisione nell'esporre la lezione.  

Per la lingua straniera, oltre  a qualche breve soggiorno all’estero, abbiamo scelto un buon corso in cassette che utilizzavamo con grande soddisfazione di tutti.  
Alle cassette parlate affiancavamo l'ascolto di canzoni per bambini, sempre in lingua straniera, delle quali avevamo anche il testo scritto a disposizione dei più grandicelli. Naturalmente l'ascolto di queste canzoni era incoraggiato (ma non ce n'era bisogno) anche fuori dell'orario strettamente "scolastico".

La Bibbia: un posto centrale

Avevamo stabilito di fare una brevissima meditazione all'inizio di ogni mattinata (per esempio un brano dal libro dei "Proverbi") e uno "studio" sistematico di un argomento più complesso due volte la settimana. Così un anno abbiamo studiato le parabole di Gesù, un altro anno alcuni personaggi biblici, poi ancora gli Atti.
Un piccolo flanellografo (15 x 26), con figurine già confezionate (e duplicate ritagliando pezzetti di feltro colorati)
è stato molto utile per diverso tempo. Poi tavole varie, foto e cartoline di Israele, dépliants del Medio Oriente (recuperati dalle solite agenzie di viaggi al cambio di stagione) ci hanno aiutato a vedere i paesaggi, le città, le abitazioni, l'abbigliamento e gli ambienti relativi a ciò che leggevamo.

Ad un certo punto sono stati pubblicati e messi in vendita nelle librerie evangeliche, dei "quaderni biblici" per bambini e ragazzi che abbiamo trovato molto utili e che abbiamo subito adottato per un paio d'anni di fila.

Ogni tanto utilizzavamo la Bibbia anche in altre occasioni: ricerca in un brano di pronomi o sostantivi, caccia agli articoli e agli aggettivi, riassunti, coniugazioni di alcuni verbi. E così il primo versetto del Salmo 34 è stato preso in modo diverso...alla lettera, e su alcune pagine di quaderno una manina infantile ha coniugato:  
io benedirò l'Eterno in ogni "tempo"... tu benedirai l'Eterno in ogni "tempo"... egli benedirà …. io benedico...

Non è forse scritto dalla bocca dei fanciulli e dei bambini hai tratto lode” ? (Matteo 21:14).

Il lavoro: uno stimolo ed una gioia.

Abbiamo dato spazio anche al lavoro manuale, al quale si dedicava un pomeriggio ogni tanto.

L'attività manuale, che pur doveva produrre qualcosa di utile per la famiglia, per il ragazzo, o per altri, serviva anche per sviluppare la fantasia e la praticità e nello stesso tempo allenare alla costanza, affinare il gusto e la buona volontà, stimolare la ricerca di soluzioni utili, preparare, analizzare e realizzare un progetto, lavorare spesso in équipe.

Si è dimostrato molto utile decidere assieme cosa e come fare, poi discutere coi ragazzi il risultato del lavoro, per analizzare quali suggerimenti ritenere utili per l'opera successiva.

Non abbiamo ritenuto di far distinzione tra lavori "maschili" e "femminili", a volte condizionati dal tempo e dalle mode. Nella nostra "scuola a tempo pieno" i ragazzi hanno fatto lavori con ferri e lana come col telaio, di ceramica come di piccola falegnameria, di orticultura come di cucina, di fotografia, ritaglio, bricolage ecc .

Si è evitato il più possibile, di creare antagonismo tra i ragazzi o falso apprezzamento ma si è cercato di riconoscere semplicemente la realtà obiettiva: "che nessuno abbia di sé un concetto più alto di quel che deve avere" 
                                                                                                                      (Romani 12:3).

LIBRI E LIBRACCI                                                                   inizio pagina

I testi adottati erano tra quelli proposti dalla  scuola nella quale i ragazzi avrebbero poi sostenuto l'esame; tuttavia quando non ci soddisfacevano, o si era a conoscenza di libri migliori, adottavamo quelli più rispondenti, senza che questo abbia mai dato problemi in sede d'esame.
Noi esaminavamo attentamente i libri di lettura e le antologie perché le raccolte più recenti sono zeppe di brani contenenti un'eccessiva violenza, o un perverso cinismo, o un aperto occultismo e naturalmente uno scadente uso del sesso, che è molto di moda.  
Per la scelta è sufficiente andare in una buona libreria scolastica e passare un po' di tempo a sfogliare libri, ve ne sono in commercio di molto validi.

Crediamo che il ruolo del genitore sia anche quello di vegliare "perché i tempi sono malvagi" (Efesini 5: 16) e gli strumenti di cultura sono tra i veicoli più subdoli per la trasmissione di valori negativi: "Come si conviene a dei santi, né fornicazione, né alcuna impurità...sia neppure nominata tra voi" (Efesini 5:3). Ci sono tante cose belle, istruttive pulite e vere… basta cercarle.

 

GLI ESAMI VISTI... DALL'ALTO

Gli esami, si sa, sono dei momenti cruciali, dei giorni di ansia un po' per tutti e quindi lo sono stati anche per noi.
Ogni volta l'esperienza è stata diversa, ma con un fattore comune: la fedeltà del Signore.

Un esempio per tutti. 

La mattina prima di un esame di terza media, mentre si pregava e leggeva la Scrittura proprio per cercare un incoraggiamento, capitiamo su
2Cronache 20:15-17 e le parole "non temete, non vi sgomentate a motivo di questa gran moltitudine, poiché questa non è battaglia vostra, ma di Dio ...domani, scendete ...presentatevi, tenetevi fermi, e vedrete la liberazione che l'Eterno vi darà" ci colpirono particolarmente, sentendole come una promessa precisa da parte del Signore per noi.

La stessa sera, una sorella della chiesa che nulla sapeva dell'esame, ci si è avvicinata dicendo: "Leggendo 2Cronache ho trovato un versetto che sento di dover dire a voi" e cita: "Non temete e non vi sgomentate….. domani vedrete le liberazioni del Signore".

Dire che siamo rimasti sorpresi e commossi non è sufficiente e subito abbiamo informato la sorella di che cosa ci attendeva l'indomani. Nostro figlio è andato all'esame con gran tranquillità appoggiandosi su questa promessa e naturalmente è stato promosso!. Episodi simili ne abbiamo vissuti altri e ogni volta la fedeltà del Signore ci ha accompagnato ed incoraggiato.

GLI ESAMI VISTI... DAL BASSO

Alcuni mesi prima dell'esame (5° elementare, 3° media) consegnavamo o spedivamo alla Direzione della scuola un malloppo di grandi fogli, tipo protocollo, con tutto il programma svolto dal ragazzo anno per anno, materia per materia, con gli argomenti elencati dettagliatamente e l'annotazione riportante il titolo, gli autori e la casa editrice dei testi utilizzati nella preparazione.

Esami orali

Ogni voce che figurava nel programma corrispondeva ad un argomento studiato e sul quale il ragazzo era pronto a farsi interrogare e tra queste voci veniva indicato il pezzo forte, quello da presentare e sul quale saperne di più, se i professori avessero permesso al ragazzo di scegliere l'argomento dal quale partire, o da approfondire meglio.
Una stessa tematica collegava tutti gli argomenti di base delle varie materie, che erano per lo più sviluppate sul quadernone dell'esame; un quaderno di ricerca ed approfondimento.
A volte i professori hanno desiderato interrogare i ragazzi su tutto il programma punto per punto, altre volte hanno preferito saltare qua e là e sviscerare soprattutto gli argomenti preparati in forma più approfondita.

In ogni caso i "quadernoni di ricerca" sono stati un valido lavoro durante l'anno ed un buon appoggio all'esame orale, ma ripetiamo, "il quadernone" è solo un piccolo aspetto della preparazione che deve essere seria, costante ed accurata durante tutto l'anno.

Esami scritti

Anche per gli esami scritti la preparazione era diluita lungo il corso dell'anno. Quaderni di esercizi, riassunti, temi, problemi, si accatastavano ben riempiti uno accanto all'altro nei cassetti.
Ogni tanto e soprattutto nelle ultime settimane di scuola, facevamo delle cosiddette prove d'esame, cercando di ricostruire il più possibile l'atmosfera scolastica per preparare il ragazzo anche dal punto di vista 
emotivo- ambientale. La prova d'esame veniva eseguita su fogli protocollo e non sul quaderno, concedendo un tempo ben delimitato e non era in alcun modo facilitata, anzi semmai si cercavano le cose più complicate. Per italiano proponevamo più titoli per il tema da svolgere, perché già la scelta è un'operazione che richiede tempo, calma e buon senso; per matematica davamo alcuni gruppi di esercizi su diversi punti del programma, così come in effetti avviene all'esame.

 

IMPEGNO E FEDELTà

La scuola in famiglia non prepara solo per gli esami, ma cerca di formare i ragazzi per affrontare la vita: gli esami sono solo una delle tappe da superare.
Tutta l'attività scolastica, rientra in un piano di educazione e non solo d'istruzione, di impegno materiale e spirituale che coinvolge l'intera famiglia. 
D'altra parte è chiaro che esiste anche una specifica preparazione all'esame, che permette di rafforzare le conoscenze, organizzare i collegamenti, cercare i punti deboli.
Anche in quest'ultimo, importantissimo lavoro, abbiamo sperimentato la fedeltà del Signore, che ci ha permesso di individuare delle lacune che, prese in tempo, hanno potuto essere colmate.
Insomma "Appiana il sentiero dei tuoi piedi e tutte le tue vie siano ben preparate" (Prov. 4:26) e "Riconoscilo in tutte le tue vie ed Egli appianerà i tuoi sentieri" (Prov. 3:6) cioè, "fai come se tutto dipendesse da te, sapendo che tutto dipende dal Signore".

  LE COSE BELLE                                                               inizio pagina

Dopo anni di esperienza, possiamo dire che la scuola paterna non solo può sopperire ad alcune carenze della scuola pubblica e dare un’educazione più completa ai nostri figli, ma è un bellissimo periodo ricco di gioia, scoperte e benedizioni durature.
Vi sono veramente molte cose belle nella scuola paterna, ed una di queste  è proprio insita nella continuità dello stare insieme in famiglia. Come gli antichi precettori, i maestri, vivevano assieme ai loro allievi, ai loro discepoli giorno e notte, per trasmettere loro non solo le nozioni ma la  loro filosofia di vita,  la loro saggezza acquisita, così anche noi, pur diventando amici e compagni di viaggio dei nostri figli, non abbiamo tralasciato la necessaria posizione di “educatori”.

Ogni cosa nella scuola paterna è vissuta con entusiasmo e con la gioia della scoperta. La maggiore libertà di espressione, l’elasticità nei programmi, il poter uscire subito ( se si ha un giardino) ad osservare le forme delle foglie, o qualcosa che si sta studiando, o anche solo poter fare una corsa se si è stanchi, il poter cantare una canzoncina, o imparare qualcosa accompagnati da una musica improvvisata, il poter riprendere un argomento durante la giornata, tutte le volte che si vuole, o al contrario poter interrompere un argomento, magari per fare un gioco o un disegno, sono alcuni degli aspetti  che rendono la scuola paterna  gratificante sia per il bambino che per l’adulto.

Inoltre i programmi e la loro messa in pratica , sono “ su misura”  e anche se non mancherà qualche noiosa ripetizione, se non mancherà qualche momento in cui si gira a vuoto, qualche lungaggine, qualche perdita di tempo,  in realtà nella stragrande maggioranza dei casi ogni “lezione”, studio o attività, sarà misurato alle forze ed alla capacità del bambino. Del resto, il lavoro in “piccoli gruppi” è molto proficuo; ogni cosa è calibrata ad hoc per i partecipanti. 
Quando si fanno i seminari ci si divide in gruppi di lavoro: solitamente pur partendo da dati comuni, si arriva a  considerazioni differenti, in quanto ogni gruppo elabora in maniera personale il contenuto degli argomenti.
In alcuni momenti e per certi aspetti, la scuola paterna è un “piccolo gruppo di lavoro” in cui si elaborano dei dati per arrivare ad un prodotto finito molto personale.
Si possono progettare insieme “gite scolastiche” calibrate sull’età dei bambini, “visite guidate” nelle botteghe artigiane, nei musei, al porto o all’osservatorio astronomico, ad una tipografia o all’orto botanico. 

Si sa quanto sia importante per il bambino ( e non solo ) sentirsi amato, accettato, apprezzato. La scuola paterna dà molte opportunità per vivere assieme difficoltà, gioie e superare ostacoli,  diventando scuola di vita e non solo di nozioni. Il vivere assieme, cercando la presenza del Signore, crea un legame molto forte, sia con i genitori che con i fratelli, quale esperienza bellissima ed indimenticabile, profonda ed arricchente  in sentimenti e conoscenze, dando certezza di fondo ai sentimenti, stabilità al carattere, umiltà di pensiero e di azione.
 
"V'è una gran sicurezza nel timor dell'Eterno; Egli sarà un rifugio per i figli di chi lo teme."   (Prov.14:26)                                                                                                                              

 

 

 

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Aggiornato il: 07 ottobre 2007