Home Su Sommario Commenti Ricerca

Profeti e Profezie
 

 

 

Home
Su

 

Cerca  con 


"circuito radio cristiane"
Ascoltala  in diretta
  


Gruppo Musicale CREDI


visitate  i Link  in     rete
 
scuola

Guida Antispam

Ascolta Rossella in Radio
Salva in Zip


Testo delle trasmissioni di Rossella

 Ettore C. e Rossella M.

 

Indice

A. Il  Profeta ed il suo ministero

1.  chi è il profeta  
2.  in che modo Dio chiama i suoi profeti
3.  come  il profeta riceve il pensiero di Dio
4.  come il profeta  trasmette il  messaggio
5.  le donne profetesse
6.  la responsabilità del profeta .
7.  le caratteristiche del profeta autentico
 


1.  ascolto, accettazione e pentimento.
2.  ascolto e rifiuto
3.  rifiuto totale
4.  forte Opposizione
5.  accuse ai profeti di demolire, scoraggiare il popolo
6.  accuse ai profeti di essere falsi profeti
7.  odio verso il profeta
8.  cercare di condizionare il profeta a dire solo cose gradite
9.  persecuzione e messa a  morte


1.  Dio avverte prima di agire:
2.  Dio adempie la parola dei suoi profeti
3.  Dio manda i suoi profeti ogni giorno
4.  Dio  manda la sua voce contro una città o un paese  

D.  I falsi profeti  

1  quale è la motivazione che li muove
2. quale messaggio trasmettono
3. quale è  la loro reazione davanti ai veri profeti
4. sono ascoltati dal popolo?
5. il profeta di Dio può diventare falso profeta?  

E. Il messaggio profetico nel A T 

1.  la doppia portata della profezia
2.  le profezie messianiche
3.  le profezie su Israele ed il loro adempimento

 

  Premessa

Il canone ebraico divideva l’AT in 3 parti:

  1. La Legge (il Pentateuco cioè i 5 libri di Mosè)
  2. I Profeti: quelli anteriori o più antichi /(Giosuè, Giudici, Samuele e Re) e quelli posteriori (tutti i profeti da Isaia a Malachia)
  3. Gli Scritti: i libri poetici e sapienziali da Giobbe al Cantico più alcuni storici (Ruth, Cronache, Lamentazioni, Daniele, Esdra, Nehemia, Ester).

Gesù segue lo stesso criterio quando, parlando della Parola di Dio, la chiama “la legge e i profeti” (Mat 5:17; 7:12). Gli apostoli  e gli evangelisti seguono anch’essi questo schema: Luca, parlando dell’incontro di Gesù coi discepoli di Emmaus, rivela come Gesù parlò loro delle profezie che lo concernevano in Mosè (la Legge) ed in tutti i profeti (24:27). 

Mosè è considerato profeta perché nei suoi libri vi sono molte profezie, dobbiamo quindi concludere che gran parte (almeno i ¾) del AT era considerata profetica.
Dunque l’aspetto profetico è uno dei principali della Parola di Dio, ci sembra allora opportuno “entrare un po' dentro” questo aspetto.

In questo studio considereremo sia la figura del profeta che il messaggio profetico distinguendo tra AT (la prima parte) e NT.

                                                                                                         SU
A. Il Profeta ed il suo ministerio

1.  Chi è il profeta

Il termine “profeta” in greco  significa
   
a)      “ Colui che parla al posto di un altro, araldo, interprete”
   
b)      “ Colui che manifesta avvenimenti futuri”

Questa duplice accezione deriva dalla  preposizione “pro”  che significa “ al posto di” e “avanti”. La parola ebraica “nabi”, tradotta profeta, vuol dire “ colui che annuncia”.
( R. Pache : Nuovo Dizionario Biblico v. “Profeta”)

La parola “profeta” nel contesto biblico, ha  quindi un duplice significato:  
·  colui che parla al posto di Dio:  cioè un araldo, un interprete del pensiero di Dio 
·  colui che parla di avvenimenti futuri: riceve una visione da Dio di cose che devono succedere

Dalla Bibbia stessa apprendiamo che sono usati come sinonimi i termini profeta,uomo di Dio e veggente, ma che per un certo tempo il profeta veniva più facilmente definito il “Veggente” (1 Sam 9:9; e 9:6; v. anche 1 Sam.3:1; Is. 30:10 ecc.)

Alcuni profeti hanno avuto la facoltà di fare miracoli ( 2 Re 8:5)  e di conoscere  non solo  grandi avvenimenti futuri, ma fatti contemporanei di minore importanza, che si svolgono lontani dalla loro residenza ( 1 Re 14:4-6; 2 Re 6:8-12; 1 Sam. 9:20)

Il profeta è sempre presente nella vita di Israele con un messaggio ispirato da Dio che:
·  spinge a praticare la  giustizia
·  spinge a un ritorno a Dio con tutto il cuore
·  avverte dei giudizi che Dio minaccia  a causa della disubbidienza
·  incoraggia la fedeltà
·  predice l’avvenire glorioso di Israele
·  predice l’avvento del Messia
·  predice avvenimenti futuri personali o nazionali


Il profeta è l’uomo o la donna scelto da Dio,  è strumento del suo messaggio, è sentinella  e interprete della parola  che viene da Dio.

2. In che modo Dio chiama i suoi profeti

Dio stesso rivolge la chiamata ai suoi profeti ( Amos 2:11) e ciascuno comprende il momento in cui viene chiamato.

·    Samuele è chiamato da fanciullo a ricevere e trasmettere rivelazioni che lo preparano alla carriera profetica (1 Sam 3:1-15). Samuele vive presso il sommo sacerdote Eli, ma Dio scegli il giovanissimo Samuele per  parlare. La riluttanza di Samuele a trasmettere il messaggio è superata  anche grazie all’aiuto di Eli che lo esorta a non tacere, ma a dire  tutto quello che Dio ha detto.
Geremia sente la chiamata e cerca di  fare resistenza a causa della giovane età (Ge 1:4-7) 

·    Eliseo,  chiamato a sostituire il profeta Elia, chiede a questi il doppio del suo Spirito (2 Re 2:9). Dopo il rapimento di Elia viene riconosciuto che “lo spirito di Elia si è posato sopra Eliseo” ( 2:15)

·       Osea precisa il momento storico nel quale è stato chiamato (1:1-2)

·       Amos era un pastore  che ebbe una serie di visioni  da trasmettere ad un popolo disubbidiente (1:1).

·       E’ proprio Amos che  spiega come Dio si serve dei profeti per rivelare i suoi disegni: “Avviene forse una sciagura su una città senza che Dio ne sia l’autore? Ma il Signore non fa nulla senza rivelare il suo segreto ai profeti suoi servi. Dio parla, chi non profetizzerà?” (3:6-8)

·       Mosè riceve la chiamata davanti al cespuglio ardente (Es. 3: 1-4,17)

Si ritiene che il profeta venisse unto d’olio all’inizio del suo ministerio, (1 Re 19:16;Is. 61:1;) ma  non sempre questa pratica è nominata, né appare possibile; per Eliseo viene detto invece che Elia gli getta il mantello come segno di chiamata ( 2 Re 1:8;2:9;13:15) Il profeta a sua volta unge d’olio chi è chiamato ad essere re, Samuele lo fa con Saul, con Davide( 1 Sam. 10:1; 16: 1 e 13)  Eliseo manda uno dei suoi discepoli ad ungere re Jehu e  poi fuggire.(2 re 9:1-11)

3.   Come  il profeta riceve il pensiero di Dio

Non basta conoscere Dio per essere suo profeta. Molti servitori di Dio non hanno ricevuto questo ministero.

E’ il Signore che sceglie ed istruisce i suoi  profeti e li usa come vuole. “Io sono l’Eterno il tuo Dio fin dal paese d’Egitto….ed ho parlato ai profeti, ho moltiplicato le visioni, per mezzo di profeti ho proposto parabole.” (Osea 12:10-11)  

I profeti sono ispirati dallo Spirito Santo, lo dice il signore, lo dicono loro stessi,  lo manifestano e lo testimoniano a più riprese. L’apostolo Pietro dice  tra l’altro, riguardo ai profeti “… degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo”. ( 2 Pt. 1: 19-21)

Davide morente ricorda che :”Lo Spirito dell’Eterno ha parlato per mio mezzo e la sua Parola è stata sulle mie labbra.” (2 Sam.23:2).  Ezechiele dice “ Lo spirito dell’Eterno cadde su di me, e mi disse :”  Dì :Così  parla l’Eterno ….”( Ez.2:5)  

Per parlare Dio si può servire di vari mezzi di cui il profeta riconosce l’origine divina:  
·       una voce interiore
·       una voce udibile  (1 Sam 3:4)
·       un angelo (Nu 7:89;  Dan.9:21)
·       sogni e visioni (Nu 12:6, Dan.8:1)
·       suggerimenti (1Pt.1:11)
·       una spinta interiore incontenibile (Ger.20:9)

A volte il profeta  cerca e aspetta la risposta di Dio, come Eliseo in 2 Re 3:14-16. .
A volte l’indicazione di Dio  arriva inaspettata come a Nathan in 2 Sam 7:3-4 o a Isaia in 2 Re 20:1-5.
Il pensiero del profeta è autonomo e distinto dal pensiero di Dio. 
Ad esempio Nathan  è favorevole al progetto di Davide di costruire un tempio a Dio, infatti lo incoraggia e lo loda, ma   poi deve ritornare indietro  per dire che Dio non è d’accordo con quel progetto in quel momento.
Spesso i profeti si isolano, almeno periodicamente, per meglio ricevere le direttive di Dio (Is. 21:8; Hab.2:1), si servono della musica  per concentrarsi ( 1 Sam.10:5).
A volte le rivelazioni avvengono nel silenzio della notte (Samuele) o sulle rive di un fiume (Ez.1:3: Dan.10:4)
A volte, sia al momento della chiamata, che lungo il percorso, il profeta contesta con il Signore (Ger, 1: 6-7), chiede spiegazioni, gli chiede di modificare i suoi piani, si lamenta della solitudine, dell’indifferenza e del dolore e le violenze a cui è sottoposto. ”Me infelice! O madre mia, poiché mi hai fatto nascere uomo di lite e di contesa per tutto il paese! Io non do e non prendo a prestito e nondimeno tutti mi maledicono. L’Eterno dice : Per certo io ti riservo un avvenire felice; io farò che il nemico ti rivolga supplicazioni nel tempo dell’angoscia”. ( Ger. 15:10-11)

“ O Eterno tu vedi il torto che m’è fatto, giudica tu la mia causa! Tu vedi il loro rancore…le macchinazioni…il loro linguaggio…io sono la loro canzone….( Lam. 3 : 58-64.)(Ger. 20: 7-18, Lam.3)
In certi casi la parola che Dio rivolge ai suoi profeti è chiamata “dolce “(Ez.3:3) a volte causa dolore ed amarezza ( Ez.3:14-15; Ap.10:9-10)

Sovente il profeta è avvertito che il destinatario della profezia non vorrà ascoltare, ma che lui deve continuare il suo ministerio in mezzo alle difficoltà, Dio stesso lo renderà adatto a resistere agli attacchi. ”..La casa di Israele non ti vorrà ascoltare, perché non vogliono ascoltare me….io ti induro la faccia, perché tu l’opponga alla faccia loro, ti induro la fronte perché tu l’opponga alla  fronte loro, rendo la tue fronte come un diamante…” (Ez.3:7-10)

4.  Come il profeta  trasmette il  messaggio

I profeti  trasmettono  le rivelazioni di Dio nel modo e nel tempo scelto da Dio. Nathan rivela  a Davide il suo peccato circa 1 anno dopo l’evento  (2 Sam 11:26-27, e 12:1).
Daniele riceve l’ordine di nascondere e ”sigillare” il messaggio (Dan.12:4)altre volte il Signore dice di “gridare” (Is.  40:3; 58.1) .
In certi casi è diretto a qualcuno in particolare, altre volte al popolo (Ger.25:2; 26:2;27:3;7:1-2) in alcuni brani è riportata la profezia rivolta non solo a popoli, città, ma ai monti, valli ecc. (Ez. 35;2-3; 36:1, 8 ecc.)
Spesso  il profeta è chiamato a scrivere  ciò che ha ricevuto in un libro (1 Cro 29:29; Is 30:8; Ger 30:2), Baruk scrive sotto dettatura di Geremia le sue profezie (Ge 45:1). Occasionalmente il profeta ascolta  della  musica  per ricevere e trasmettere il messaggio di Dio, come Eliseo in 2 Re 3:15 (Hab.3: 1 e 19).
Qualche volta il messaggio è associato a qualcosa di visivo: il vaso del vasaio (Ge 18:1-9), una cintura di lino (Ge 13:1-10), il giogo di legno ( Ger.27:2; 28:10 e 13)

Ezechiele deve disegnare Gerusalemme su un mattone, fare altre cose  insolite,  rimanere sdraiato prima su un fianco poi sull’altro ( cap.3;4;5 ), portare il bagaglio fuori di casa attraverso un foro del muro (12:4) per illustrare ciò che accadrà al popolo ribelle.

Il profeta qualche volta è lui stesso un segno, che fa capire un messaggio (Is 20:3; Ez 12:6,11)
Il profeta  altre volte parla in modo  oscuro: molte profezie non sono di facile comprensione.
Il brano di Eze 17 è chiamato: l’enigma della grande aquila.
A volte il profeta stesso non comprende  il significato, o i tempi, della profezia che riceve (Dan.12: 8-9).
Anche  l’apostolo Pietro, nel N.T. lascia intendere che il profeta non sempre poteva sapere il significato della profezia trasmessa ( 1 Pt. 1:10-12), ma indagava e poteva ricevere qualche nuova rivelazione.
A volte Dio nega la risposta  a qualcuno che consulta il profeta per avere le indicazioni di Dio, a causa dell’idolatria della persona che lo consulta; Dio afferma: “chiunque innalza degli idoli nel suo cuore e pone davanti a sé l’intoppo che lo fa cadere nel peccato e poi viene dal profeta, gli risponderò come si merita a causa della moltitudine dei suoi idoli” (Eze 14:3-5).

5.  Le donne profetesse

Diverse sono le donne che sono state chiamate ad un ministero profetico nel popolo di Israele, sia nel AT che nel NT.

·       Maria, sorella di Mosè ed Aronne, è considerata profetessa (Mic.6:4;Num 12:2;Eso 15:20.)

·       Debora era  giudice e profetessa in Israele (Giu 4:4-6). Il Signore si serviva di lei per rivelare al popolo la sua volontà,  ed il popolo la consultava  per  ricevere sentenze e giudizi  su questioni private ed amministrative. La Bibbia dice che Debora era sposata (con Lappidoth) ma non risulta che il marito interferisca in nessun modo col suo ruolo né con le sue decisioni. Quando Debora  ricorda a Barak che Dio lo chiama  a sconfiggere i Cananei, Barak  pretende che lei vada  con lui (v.8) ed ella accetta senza consultare il marito per chiedergli parere o consenso (v.9). Semplicemente Debora avverte Barak che non è per lui un onore andare con una donna, perchè proprio a causa della sua insicurezza nel Signore e  della sua fiducia in una donna, Sisera, il capo dell’esercito nemico, sarà ucciso da una donna (v.21).  In tutto il capitolo Debora mostra di accettare la sua posizione di giudice e di svolgerla con autonomia ed autorità, con la consapevolezza di essere una donna e nello stesso tempo un’interprete di Dio (v.5-9)

·       Hulda è una profetessa  che viene consultata dal re Giosia a proposito del libro della legge ritrovato nel tempio (2 Re 22:11-20). Hulda rivela il disegno di Dio per il regno di Giuda al sommo sacerdote Hilkia ed al segretario reale. Anche Hulda aveva un marito, Shallum, che aveva un incarico a palazzo reale.    In questo caso la parola di Dio non è rivelata nè al marito di Hulda, nè al re, nè al sommo sacerdote, nè al primo ministro, né ad altri profeti (2 Re 23: 2) ma alla donna che Dio aveva  scelto come profetessa, in quella circostanza. Come nel caso di Debora, il suo ministerio non è soggetto a controllo, censura o limitazioni da parte del marito, né la parola di Dio è rivolta al marito, ma a lei soltanto. Hulda, ci dice la Bibbia, “dimorava a Gerusalemme, nel secondo quartiere” ( 2 Re 22:14) Debora “sedeva sotto la palma di Debora” ( Giud.4:5)

·       Anna  è anch’essa profetessa. Al tempo della nascita di Gesù era anziana (84 anni) e vedova e, quando incontra i genitori di  Gesù venuti  al tempio  per le prescrizioni rituali, “ loda Dio e  parla del bambino a tutti  quelli  aspettavano la redenzione di Gerusalemme” (Lu 2:36-38).  

·       Le 4 figlie di Filippo, diacono ed evangelista, sono anch’esse menzionate come profetesse (At 21:9).

6. La responsabilità del profeta .

La responsabilità del profeta è pesante, Dio stesso gliela affida e gliene chiede conto. Alla sentinella viene chiesto di essere fedele, riportando tutto ciò che Dio ha detto, al punto tale che viene ritenuta responsabile  del sangue di chi non è stato avvertito.( Ez. 3.18; 33:6-9 )
Il Signore manda i suoi servi anche più volte  e da chi vuole Lui “ andrai da tutti quelli a cui ti manderò, e dirai tutto quello che ti comanderò” (Ger.1:7).
Il Signore  vuole anche che il messaggio sia proclamato indipendentemente da come viene ricevuto, infatti dice “ Tu riferirai loro le mie parole, sia che t’ascoltino sia che non t’ascoltino.” ( Ez.2:7).
Il profeta deve vegliare per non essere sedotto (Ez.14:9)  per non essere confuso ( 2 Re 16-17)  e peggio ancora,  disobbedire, o ribellarsi. ( 1 Re 13: 18-24).
Al profeta Dio stesso dice sovente di non avere paura, e di non farsi abbattere da scherni o cattiverie.” Non li temere, perché sono con te per liberarti….Non ti sgomentare per via di loro, ond’io non ti renda sgomento in loro presenza.” ( Ger.1:8 e 17).

1.      Le caratteristiche del profeta autentico

Diverse caratteristiche contraddistinguono il vero profeta, ne esamineremo solo alcune:  
1.      
I segni: degli atti soprannaturali fatti dal profeta o annunciati e che si verificano ·         quando Dio manda Mosè al suo popolo con un messaggio di liberazione, concede a Mosè alcuni segni per dimostrare la sua chiamata: “avverrà, dice il Signore, che se il popolo non crederà al primo segno, crederà alla voce del secondo segno” (Eso 4:8).  
·         Attraverso il profeta Isaia, il Signore parlò ad Achab e gli disse “chiedi un segno al Signore il tuo Dio…” ma il re rispose “non chiederò nulla, non tenterò il Signore”.  A questo punto il profeta Isaia fa capire che il Signore è stanco del loro atteggiamento di ribellione e lui stesso darà un segno che è uno straordinario segno messianico “il Signore stesso vi darà un segno, ecco la vergine partorirà un figlio e gli porrà nome Emmanuele” (Isa 7:11-14)
Ma solo i segni non sarebbero sufficienti perché alcuni sono di origine menzognera: ·         I maghi di Faraone simulano i segni che Dio aveva dato a Mosè (Eso 7:11,22) ·         Lo stesso Mosè avverte il popolo di non seguire il profeta solo per i suoi segni “quando sorgerà in mezzo a te un profeta o un veggente che ti mostri un segno o un prodigio che effettivamente succede, se questi ti dirà <andiamo dietro a déi stranieri e serviamo ad essi> tu non ascolterai quel profeta, perché è il Signore che vi mette alla prova per vedere se davvero  amate il Signore” (Deut 13:1-3).

2.       L’adempimento delle predizioni: si verifica effettivamente quello che il profeta ha annunciato, a volte a breve scadenza o a volte a molti anni di distanza.

·         Attraverso Mosè il Signore stesso dà il criterio di identificazione del vero dal falso profeta: “se tu ti chiedi in cuor tuo: <come conosceremo le parole che il Signore non ha detto?> Questo è il criterio: quando il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non succede e non si avvera, quella sarà una parola che il Signore non ha detto. Quel profeta ha parlato per presunzione, tu non lo ascoltare e non lo temere” (De 18:21-22)

3.       Il suo messaggio spirituale: la coerenza con la Parola di Dio nel suo insieme.

·         Se la dottrina del sedicente profeta si allontana dalla Parola di Dio stesso, egli non è un uomo di Dio. L’insegnamento del vero profeta deve essere conforme a quanto l’intera rivelazione afferma circa l’adorazione di Dio, il culto e le esigenze morali.  Nel brano visto sopra nel quale Mosè avverte il popolo di non seguire il profeta che distoglie da Dio, egli continua affermando: “Seguirete il Signore il vostro Dio e temerete lui solo, osserverete i suoi comandamenti e ascolterete la sua voce” . Il profeta che  insegna cose diverse “sarà messo a morte perché avrà predicato l’apostasia dal Signore” (Deu 13:4-5).

·         Tuttavia la coerenza del profeta con la Parola non è un’acquiescenza servile al testo sacro: pur fondandosi sulla Parola i profeti espongono come essi la integrano alla vita quotidiana e rivelano l’azione e la persona stessa di Dio nella vita personale.

4.       il passato si lega col presente e col futuro: un unico messaggio per un unico piano di Dio

La predizione di avvenimenti futuri è un aspetto importante del ministero del profeta e contribuisce ad accreditarlo come profeta, ma l’uomo di Dio si occupa ancor più del presente e del passato per cercare di convertire il popolo a Dio: il passato mostra le conseguenze della disubbidienza che oggi si possono vedere e il futuro contiene minacce di un giudizio più grave se non c’è conversione del cuore e ritorno al Signore.

·         Vi sono 3 passaggi nel profeta Isaia che illustrano bene questo meccanismo:

1.       l’avvertimento  prima che i fatti si compiano: “io, Il Signore, ho detto dal principio a Sion ecco (queste cose) avvengono e ho mandato a Gerusalemme un profeta di buone notizie, ma nessuno di essi ascolta, sono tutti vanità, e i loro idoli non sono che vento, cose da nulla” (41:26-29)

2.       l’avvertimento a considerare che le profezie si sono verificate: “ecco le cose di prima sono avvenute ed il ve ne annuncio di nuove, prima che germoglino ve le faccio conoscere” (42:9) “ricordate il passato.. io sono Dio e nessuno è come me, perché annuncio la fine dal principio e molto tempo prima indico le cose non ancora avvenute, e dico <il mio piano sussisterà, tutta la mia volontà sarà messa ad effetto>” (46:9-10)

3.       un nuovo messaggio di speranza per una Gerusalemme che sarà deportata, annunciando Ciro 300 anni prima che egli divenisse il re che avrebbe ordinato il ritorno di Israele dalla cattività: “ io confermo la parola del mio servo e mando ad effetto le predizioni dei miei messaggeri: io dico a Gerusalemme: sarà abitata! E alle città di Giuda: saranno riedificate!.. ed io dico di Ciro: egli è il mio pastore, adempirà tutta la mia volontà dicendo a Gerusalemme: sarai ricostruita! E al tempio: sarai fondato!” (44:26-28)  

  SU

B. Reazioni di fronte ai profeti e al loro messaggio 

IL  Signore dà molta importanza al modo nel quale viene ascoltato il messaggio profetico;  come al profeta viene chiesto di parlare al destinatario viene chiesto di ascoltare.

Il rifiuto di ascoltare il profeta mandato da Dio, è per il Signore il rifiuto di ascoltare Lui stesso. ”La casa di Israele non ti vorrà ascoltare, perché non vogliono ascoltare me.” (Ez.3:7)  

1. Ascolto, accettazione,  pentimento.

·       Giosia  dopo aver ritrovato i libri della legge ed aver consultato Hulda,  avvia una riforma spirituale formidabile, distruggendo gli idoli, sterminando i falsi sacerdoti e riportando Giuda all’adorazione del vero Dio (2 Cron.24:33)

·       Davide ascolta la riprensione di Dio trasmessagli dal profeta Nathan, si pente del suo peccato (adulterio con Betsabea e omicidio del marito di lei, Uria) e supplica Dio per la vita del bambino nato dall’adulterio (2 Sam 12:13-15)

·       Davide, desideroso di costruire un tempio all’Eterno, accetta le parole di Nathan, che predicono che sarà suo figlio a costruire e  prepara progetto e materiali, ma non esegue.( 1 Re 8:17 –19; 2 Sam.7:1-29)

  2. Ascolto e rifiuto

·       Il re d’Israele Achab e quello di Giuda Giosafat, si alleano per combattere contro i Siri (1 Re 22: 1-4)).  Achab consulta una schiera di profeti (400) per sapere se far guerra ai siri o meno e questi  dicono “va, l’impresa riuscirà” (v.6). Ma Giosafat esorta Achab a consultare un profeta del Signore, il Dio d’Israele e Achab di malavoglia consulta Micaiah. che profetizza la morte del re, unica voce in dissonanza con le altre 400.  Achab, malgrado la profezia, non ascolta Micaiah, non lo difende dai falsi profeti che lo deridono e lo fa mettere in prigione a regime duro (v.26-27).  E Micaiah rivela al re l’unico modo per capire chi è un vero profeta: “se tu torni sano e salvo, non è il Signore che ha parlato per bocca mia” (v.28).

·       Quando Gerusalemme fu presa dagli uomini di Nabuccodonosor ed Israele deportato in Babilonia, secondo la profezia di Geremia, alcuni capi del  popolo rimasto nel paese di Giuda vanno a consultare Geremia per chiedergli di consultare il Signore e capire quali sono le sue indicazioni per loro (Ger 42:3). La disponibilità sembra massima: “il Signore sia testimone contro di noi, se non facciamo tutto quello che il Signore, tuo Dio, manderà a dirci. Sia la tua risposta gradevole o sgradevole, noi ubbidiremo alla voce del Signore nostro Dio” (v.5-6). Ma quando Geremia risponde che Dio ordina loro di restare nel paese di Giuda e di sottomettersi alla dominazione babilonese, allora rifiutano di prestare ascolto al messaggio:     “tu dici il falso, il Signore nostro Dio non ti ha mandato a dire <non andate in Egitto per abitarvi>“  ma Baruc, figlio diNeria, ti incita contro di noi, per  darci in mano ai Caldei…43:2).  

3.  Rifiuto totale

·       Al tempo del  re Ioiachim, Geremia fa scrivere a Baruc una serie di profezie sulla imminente rovina di Gerusalemme (Ger 36). Poi Geremia ordina a Baruc di leggerle nel tempio (v.10). Sia  Micaia, uno dei segretari, che i capi che dopo di lui ascoltano quel messaggio ne sono spaventati  e ne vanno a parlare al re ed ai suoi dignitari (v.20). Ma “né il re nè alcuno dei suoi servitori che udirono queste parole rimasero spaventati o si stracciarono le vesti” (v.24), anzi il re distrusse e bruciò il rotolo  che Geremia aveva dettato a Baruc (v.23) ( 2 Cron, 24:19;Neh:9:30; Ger.7: 25-27; 25:4;26:5; ecc. Dan.9:6; Zacc.7:12)     

4.  Forte Opposizione

·       Al  profeta Geremia fu ordinato di non profetare più se non voleva morire assassinato (Ge 11:21)

·       Il Re Acab osteggiava palesemente il profeta Micaiah che gli  prediceva sempre del male (1 Re 22:8)

·       Al tempo di Isaia il popolo diceva ai veggenti di non vedere, non annunziare cose vere (Isa 30:9-10),

·       Per bocca del profeta Amos il Signore riprende il suo popolo affermando: “io ho suscitato dei profeti tra i vostri figli e dei nazirei tra i vostri giovani... ma voi avete dato da bere del vino ai nazirei ed ai profeti avete ordinato di non profetizzare” (Am 2:11-12).  
Parlando di sé il profeta dice “il Signore mi prese da dietro il gregge e mi disse <va profetizza al mio popolo> e tu dici <non profetizzare contro Israele>” (7:15-16).

·       Anche Michea  è sottoposto alla stessa opposizione: “voi ripetete continuamente <non profetizzate>, ma anche se non si profetizzassero  tali cose  non si eviterà l’infamia (accadranno lo stesso)” (Mic 2:6)

·       Il re Asa che nei primi anni del suo regno obbedì al Signore ed ascoltò la voce profetica (2 Cro 15:8), ma anni dopo si  allea con il re di Siria contro Israele, senza consultare il Signore. Un veggente viene mandato al re dal Signore con un messaggio di riprensione: “quando ti sei appoggiato sul Signore egli ti diede nelle mani gli Etiopi ed i Libi. Infatti il Signore percorre con lo sguardo tutta la terra per spiegare la sua forza  a favore di quelli che sperano in lui. Ma ora tu non hai fatto così ed hai agito da insensato, perciò da ora in poi avrai delle guerre” (16:8-9). Il re Asa  si irritò molto contro il veggente e lo fece mettere in prigione, incrudelì anche contro alcuni del popolo,dimostrò di avere meno fiducia in Dio, nella malattia.  (16:10 e 12)

5.  Accuse ai profeti di demolire, scoraggiare, volere il male e non il bene del popolo

Il messaggio di Geremia era, fin dall’inizio del suo ministero, molto duro e  quanto mai difficile da digerire. Al tempo di Sedekia Geremia profetizzava la necessità della resa del popolo di Gerusalemme assediata dai babilonesi:  “chi resterà nella città morirà di spada, di fame e di peste, chi si arrenderà ai Caldei avrà salva la vita, perchè questa città sarà certamente data in mano del re di Babilonia” (Ge 38:2-3).  Geremia sa che ormai Gerusalemme è condannata e cerca di salvare il popolo che ancora è in città, vuole il bene del popolo , ma è accusato di volerne il male.  Allora  i capi chiedono al re la testa di Geremia “quest’uomo sia messo a morte perchè rende fiacche le mani degli uomini di guerra, e di tutto il popolo. Quest’uomo non cerca il bene ma il male di questo popolo” (V.4).

6.  Accuse ai profeti di essere falsi profeti e contrasto con i falsi profeti.

·       Geremia  viene accusato di essere un falso profeta  che vuol convincere il popolo residuo di Gerusalemme a non andare in Egitto, ma a sottomettersi al re di Babilonia (Ge 43:2).

·       Riassumendo la situazione, dopo la caduta di Gerusalemme, l’autore del libro delle Cronache afferma : “il Signore  mandò loro a più riprese dei profeti ammonendoli perchè voleva risparmiare il suo popolo, ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono la sua parola, schernirono i suoi profeti finchè l’ira del Signore arrivò al punto che non ci fu più rimedio“ (2 Cro 36:15-17).

·       Lotta di Geremia contro il falso profeta Anania (Ger.28).

·       Contrasto tra Elia ed i profeti  di Baal al monte Carmelo ( 1 Re 18)

 

7.   Odio verso il profeta

·       Il re Achab odia il profeta Micaiah perchè gli predice cose che lui non gradisce (1 Re 22:8 e 27)

·       il Re Asa s’indigna verso il  veggente che lo riprende (2 Cro 16:10)

 

8.   Cercare di condizionare il profeta a dire solo cose gradite o tacere

·       Il messaggero inviato da Achab a chiamare il profeta Micaiah, cerca di convincerlo a predire del bene, ad allinearsi agli altri profeti, ma Micaiah risponde da profeta: “Com’è vero che il Signore vive, io dirò solo quel che il Signore mi dirà” (1 Re 22:13, 2 Cro 18:12)

·       Il popolo dice ai profeti “diteci solo cose piacevoli”, scartano la parola di verità e vuole parole che non turbino, che non cambino la situazione (Is 30: 9 -10)

·       il profeta Michea dice al popolo “se uno che corre dietro al vento e spaccia menzogne dicesse: io predirò per questo popolo  vino e bevande forti, per questo popolo egli sarebbe un indovino” (Mi 2:11)

·       Cercare di costringere il profeta a tacere “non profetare” (Ger.11:21; Amos 2:12)


  9.Disprezzo e dileggio dei profeti e delle profezie. La mancanza di attenzione alle profezie e ai profeti, spesso andava oltre il non ascolto: profeti come  Samuele, Geremia,Ezechiele ecc. hanno sperimentato la repulsione da parte del popolo o dei capi, nei loro confronti e nei confronti della parola che annunciavano.

Samuele, quando il popolo chiede un re, si sente dire dal Signore.”…essi hanno rigettato non te, ma me,perchè io non regni su di loro.” (1 Sam. 8:7)

Geremia,  scrive o si lamenta davanti al Signore, dello scherno, delle accuse, delle violenze di cui è fatto oggetto:”..io sono diventato ogni giorno, un oggetto di scherno, ognuno si fa beffe di me…. Io odo le diffamazioni di molti, lo spavento mi viene da ogni lato..” (Ger.20:7-10)

”…Si beffarono dei messaggeri di Dio…. sprezzarono le sue parole, schernirono i suoi profeti….” 

(2 Cron.36:16; Lam.3:14e 59-63; Ger. 17:15)

“Quanto alla parola che ci hai detta nel nome dell’Eterno, noi non ti ubbidiremo, ma vogliamo mettere ad effetto tutto quello che la nostra bocca ha espresso” ( Ger 44: 16) 

 

10. Persecuzione ,incarcerazione, messa a  morte

·       Geremia è sottoposto come tutti i profeti  a minacce e persecuzioni: il popolo dice”non profetare se non vuoi morire”(Ge 11:21) tramano dicendo “venite ordiamo macchinazioni contro Geremia” (Ge 18:18),  tutto il popolo di Gerusalemme si raduna contro di lui (26:9) infine il re lo fa arrestare (37:15) e rinchiudere (36:26). Successivamente viene gettato in una cisterna dove rischia di morire (38:4,6,9-10)

·       Nehemia confessando i peccati dei padri deve riconoscere: “essi hanno ucciso i tuoi profeti che li scongiuravano di venire a te (Nehemia 9:26).

·       Il profeta Zaccaria, figlio del sacerdote Ioiada, richiamava il popolo all’obbedienza  avvertendo che Dio li avrebbe abbandonati. Ma alcuni del popolo, per ordine del re, fece una congiura contro di lui e lo lapidarono (2 Cro 24:20-22).  

·       Nel discorso della montagna Gesù indica come beatitudine il fatto di essere insultati e perseguitati come discepoli di Gesù; egli dice “rallegratevi se avviene perchè così hanno perseguitato i profeti che sono venuti prima di voi” (Mat 5:11-12)

·       Nel discorso ai farisei Gesù afferma “io vi mando dei profeti e degli scribi, e voi alcuni ne ucciderete e metterete in croce, altri ne flagellerete... affinchè ricada su di voi il sangue giusto sparso sulla terra dal giusto Abele fino al sangue di Zaccaria che voi uccideste tra  il tempio e l’altare” (Mat 23:34-35).

·       Stefano il diacono che fu il primo martire, nella sua testimonianza davanti al Sinedrio afferma ”quale dei profeti non perseguitarono i vostri padri? essi uccisero quelli che annunciavano la venuta del Giusto del quale siete diventati  traditori e uccisori” (At 7:51-52)

  SU


 

 

  

C.  Le azioni di Dio  attraverso i profeti  

1.  Dio avverte prima di agire:

·       Il già citato brano di Amos 3:7 afferma “Il Signore non fa nulla senza rivelare il suo segreto ai suoi profeti”.

·       In Genesi vediamo che Dio avverte Noè del diluvio imminente (Gen. 6:13) e Noè diventò predicatore di giustizia (2 Pie 2:5); fu avvertito anche Abramo,(non considerato profeta ) della imminente distruzione di Sodoma  (Gen.18:17-19). Abramo rimane “davanti all’Eterno” (20 e21) per intercedere , con quello straordinario dialogo di fede e poesia che porta il numero dei giusti  “necessari” alla salvezza della città da 50 a 10.

·        Gli avvertimenti rivolti dai profeti, riguardano sia il popolo di Dio che gli altri popoli. Prima di distruggere Ninive, ad esempio, il Signore manda un messaggio di avvertimento alla città attraverso il suo profeta Giona (1:2). Giona disubbidisce all’ordine di Dio ma alla fine è spinto ad andarvi ed alla sua predicazione l’intera città si  pente (3:8) e Dio  può manifestare la sua grazia.(4:11 ) anche se ciò provoca l’irritazione di Giona.

 

2.  Dio adempie la parola  pronunziata dai suoi profeti

·       Le parole dette da Samuele si adempirono puntualmente “l’Eterno non lasciò cadere a terra alcuna delle parole di lui” . (1 Sam. 3:19 )

 

3.  Dio manda i suoi profeti ogni giorno

Basterebbe il libro di Geremia per confermare quante volte è ripetuta questa indicazione: Dio ha mandato ogni giorno (quindi molto spesso) la sua parola attraverso i suoi profeti avvertendo il popolo di quello che stava per succedere,o dei giudizi, o a causa della disobbedienza,  ma il popolo non ha ascoltato e la profezia di giudizio si è compiuta. 

“ Dal giorno che i vostri padri uscirono dal paese d’Egitto fino al dì d’oggi,io vi ho mandato tutti i miei                 servi i  profeti, e ve li ho mandati ogni giorno  fin dal mattino” (Ger. 7:25)

“li ho scongiurati fin dal mattino” (11:7);

“il Signore vi ha mandato i suoi servitori i profeti del continuo, fin dal mattino, ma voi non avete porto orecchio per ascoltare né avete obbedito” (25:4, 26:5)           

 “io ho parlato fin dal mattino ma voi non mi avete ascoltato, vi ho mandato i miei profeti del continuo, ogni mattina per dirvi: convertitevi… ma voi non avete ascoltato… non avete obbedito” (35:14-15)

“Essi mi hanno voltato non la faccia, ma le spalle e sebbene io li abbia ammaestrati del continuo fin dalla mattina, essi non hanno dato ascolto…( 32:33) 

 

4.  Dio  manda la sua voce contro una città o un paese

·       Geremia viene stabilito profeta da Dio ed il suo compito è di “svellere, demolire, abbattere, distruggere, edificare, piantare” (Ger 1: 10 ;17-19).

Geremia si lamenta   della sua condizione “mi hai fatto nascere uomo di lite e di contesa per tutto il paese” (15:10), ed è veramente angosciato della sua sorte “sono diventato ogni giorno un oggetto di scherno” (20:7-10), poiché Dio parla attraverso di lui  “contro quella casa o contro quella città” (26:12). 

·       Spesso il profeta è l’unica voce negativa, l’unica voce fuori dal coro (1 Re 22:12-13)e per questo si sente terribilmente solo e depresso come Elia “sono rimasto solo..” ( 1Re:19:10)

·       Dio manda la sua voce contro qualcuno, per farlo ravvedere (Ger. 36:3)

·       Giona non vuole parlare “contro” Ninive, perché sa che Dio è misericordioso (Giona 3:4-5;4:1-3)

SU

 

D.  I falsi profeti  

1.      Falsi profeti.

Oltre a quelli che parlano a nome di un falso dio (Deut.18:20;1 Re 18:19; Ger.2:8;23:13)    vi sono quelli che mentono nell’invocare il nome dell’Eterno ( Ger. 23: 16-32): Questi ultimi sono di due speci a) impostori consapevoli  del loro inganno,sedotti dal poter essere oggetto della considerazione altrui, sono popolari a causa delle loro parole mielate (1 Re 22:5-28;Ez. 13:17-19; Mic. 3:11, Zacc. 13:4)  b)personaggi sinceri ed anche pii, che si fondano a volte sulla legge,ma che persuadono se stessi d’esser stati chiamati al ministero, quando non è così.  Malgrado la loro sincerità questi uomini sono delle cattive guide. (R. Pache “profeta” pag. 680)

 

2.  Trasmettono un messaggio piacevole.

·       Dicono “pace, pace, quando pace non c’è”  (Ger.8:11) ma piuttosto la catastrofe è imminente

“dicono del continuo a quelli che mi disprezzano <avrete pace>, ed a quelli che camminano seguendo la caparbietà del loro cuore dicono <nessun male vi coglierà> …ma l’ira del Signore non si quieterà finchè non abbia compiuto tutti i propositi del suo cuore”  (Ger 23:17-18,20,21,29-32)

·       Parlano di cose piacevoli per il popolo mentre Geremia parla sempre di cose spiacevoli; per questo egli si lamenta col Signore: “io dissi al Signore: ecco vedi, i profeti dicono loro <voi non vedrete la spada, non conoscerete la fame, ma il Signore vi darà una pace sicura in questo luogo> Ma il Signore mi disse: quei profeti dicono imposture che vengono dal loro proprio cuore” (Ger 14:13-14). 

 

3. Disprezzano e combattono i  veri profeti

·         Combattono i veri profeti, come nel caso di Anania verso Geremia (Ger 28:1-17)

·         i 400 profeti e cMicaiah ( 1 Re 22).

 

4. Hanno spirito di menzogna.

·       Micaiah rivela la realtà spirituale dietro la testimonianza dei 400 falsi profeti. ( 1 Re 22:22-23)

·       I falsi profeti sono strumenti di Satana:  vi è un combattimento tra il regno di Satana ed il regno di Dio tra le tenebre e la luce, tra verità e menzogna: lo spirito di menzogna si oppone allo Spirito del Signore.

 

5. Dicono cose secondo il loro cuore.

Dio stesso dice che i falsi profeti dicono cose secondo il loro cuore (Ger.28:1-7; Ez.13:2-4.10)

 

6.  Non sono mandati da Dio

”Io non li ho mandati, non ho dato loro nessun ordine, non ho parlato loro” (Ger.14:14)

 

7.  Sono ascoltati volentieri

I malvagi amano ascoltare i falsi profeti “i profeti profetano bugiardamente, i sacerdoti governano ai loro ordini, ed il mio popolo ha piacere che sia così.. che farete quando verrà la fine? (Ger 5:31)

Michea è conscio della situazione e così si esprime “Se uno che profetizza dietro al vento e spaccia menzogne dicesse: io predirò per te vino e bevande forti, quello sarebbe l’oracolo di questo popolo” (2:11).  

 

8.  Il profeta di Dio può diventare falso profeta?

·        Balaam  è un indovino che interroga il Signore e ne riceve risposta (Nu 22:8-12) . Attratto dal denaro va da Balak per maledire Israele, ma il Signore lo costringe a benedire il suo popolo (cap 23).

L’apostolo Pietro scrive :“lasciando la strada diritta si sono smarriti seguendo la via di Balaam che amò un salario di iniquità.. .. ed un’asina  muta, parlando con voce umana, represse la follia del profeta”

(2 Pie2:15-16) 

·       Ancora in Eze 14:9-10 si parla di un profeta che si lascia sedurre e porta la stessa pena di colui che lo aveva consultato.

·       Drammatico è l’episodio dei due profeti  citato in 1 Re 13:11-32 dove la disobbedienza del profeta è punita immediatamente con la morte.

SU

 

E.  Il messaggio profetico nel AT 

1.  La doppia portata della profezia

Una caratteristica di molte profezie è di avere una doppia portata: una  riguarda dei tempi abbastanza vicini ed un’altra che si riferisce a fatti molto più lontani. In altri casi il profeta vedesse due eventi che descrive uno dietro l’altro ma che stanno a molti anni di distanza, come de egli vedesse i picchi di due montagne, una dietro l’altra senza percepire che sono distanti tra loro e separati da profonde valli.

 

Si possono fare  alcuni esempi:

·         La profezia di Gioele 2:28-32 viene usata da Pietro per indicare il compimento della promessa della venuta dello SS il giorno di pentecoste (At 2:1-2). Tuttavia essa ha una portata più vasta e più lontana e si riferisce al tempo in cui Israele si convertirà prima del ritorno del Signore: proprio in quel tempo si realizzeranno i fenomeni naturali dei v.30-31 che sono gli stessi previsti da Gesù nel suo messaggio profetico su Gerusalemme (Lu 21:25-28).

·         La  profezia di Aggeo 2:9-10  si riferisce alla ricostruzione del secondo tempio a Gerusalemme, essendo il primo stato distrutto da Nabuccodonosor, ma anche alla gloria del tempio che vedrà Gesù prima della sua distruzione nel 70 d.C.

·         La profezia di Daniele 8:9-14 si riferisce al periodo di dominazione di Antioco Epifanie a Gerusalemme, egli profanò il santuario e fece cambiare i costumi di Israele, e fece cessare il sacrificio perpetuo. Questo durò fino a che Giuda Maccabeo riconquistò Gerusalemme e purificò di nuovo il tempio (250 a.C.). Ma si riferisce anche alla figura dell’Anticristo e a quello che lui stesso farà in Gerusalemme prima del ritorno del Signore.

·         La profezia di Daniele 2 della statua d’oro parla di  4 regni mondiali che si susseguiranno (dai Babilonesi ai Romani)e di un 5° regno simbolizzato dai piedi della statua che è il regno dell’Anticristo che deve ancora venire e che sarà distrutto dal sorgere di un 6° regno che non sarà mai più distrutto e che è il regno di Cristo. Tra il 4° ed il 5° regno dunque c’è un intervallo di molti secoli.

·         La profezia di Daniele 9:24-27 delle 70 settimane collega le prime 69 alla 70° ma noi sappiamo che le prime 69 si compiono con la morte di Cristo (30 d.C.) mentre la 70° è l’ultima settimana di anni prima del ritorno di Cristo e si colloca più di 2000 anni dopo.

·         Anche il capitolo 11 di Daniele ha queste caratteristiche: esso riporta gli eventi che si sarebbero svolti tra il 335 a.c. (Alessandro Magno) e il 200 a.C. (Antioco Epifanie). Ma gli ultimi versetti parlano di un tempo della fine e gli eventi si sovrappongono alla storia futura dell’Anticristo e dei suoi ultimi anni.

 

Una considerazione importante è che i profeti del AT non vedono mai la Chiesa e il suo tempo, ma solo Israele e la sua storia fino a Cristo, poi gli ultimi tempi prima del ritorno di Cristo ed il millennio messianico.

Lo stesso Daniele, che, più degli altri profeti, ha visto gli eventi storici di un lontano futuro in modo molto dettagliato e con una esatta sequenza temporale, non vede il tempo della Chiesa ma gli eventi che hanno preceduto la prima e la seconda venuta di Cristo.      

          

2.  Le profezie messianiche

Quando Gesù risorto incontrò i discepoli sulla via di Emmaus li riprese perché erano “senza intelligenza e lenti a credere tutte le cose che i profeti hanno dette” poi partendo da Mosè (il pentateuco) e attraverso i profeti spiegò loro IN TUTTE LE SCRITTURE le cose che lo riguardavano ( Lu 24:25-27).

Questo brano afferma che in tutti i libri del AT ci sono cose (profezie) che lo riguardano, ed è proprio così.

Daremo qui un breve sommario di alcune profezie messianiche

 

Posterità della donna                           Gen 3:15                  Ebr 2:14: Ga 4:4

Nato da una vergine                          Is 7:14