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Testo delle trasmissioni di Rossella

Esdra   :    La ricostruzione del  Tempio        cap :  4-5-6  

   

Rossella M.

Sapere che il Signore porta a compimento ogni opera che ha iniziata, ed ama che anche i suoi figlioli arrivino a fare “pienamente” ciò che è stato loro richiesto, mi ha fatto molto riflettere su come procedere quando ci rendiamo conto di avere interrotto dei lavori, di avere lasciato le cose a metà.

I capitoli 4-5-6- di Esdra parlano proprio di un lavoro compiuto, distrutto, ricominciato, interrotto e poi ripreso per portarlo pienamente a compimento.

Esdra cap. 4 :1 “Or i nemici di giuda e di Beniamino, avendo saputo che quelli che erano stati in cattività, edificavano un tempio all’Eterno….. si avvicinarono…..e dissero : noi edificheremo con voi……”

Eccolo lì il nostro nemico , il nemico del nostro Signore, il nemico da sempre e di sempre (ma non per sempre !) .

Si avvicina a quanti lavorano per il Signore ed in un primo tempo con “ garbo” (sottilmente, spesso anche come “angelo di luce”) cerca di associarsi, mischiarsi, per rivelare poi, agendo in malo modo e con opposizione forte e netta, le sue vere intenzioni : impedire in ogni modo che l’opera di Dio si compia.

Cap. 4:4 “Allora la gente del paese si mise a scoraggiare il popolo di Giuda, e a molestarlo per impedirgli di fabbricare e a comprare dei consiglieri per frustrare il loro intento…..”

Lo scoraggiamento ci prende a volte, più che per le obiettive difficoltà dell’impresa, proprio per la demolizione cosciente e costante “della gente del paese”…..

per le critiche aperte o velate…..

per le continue accuse personali…..

per le effettive molestie di non vuole lasciarci andare avanti……

per le parole che c’insinuano, il più delle volte, il più tenace dei tarli: il dubbio (veramente il Signore vuole, veramente ha detto? Cfr. Gen. 3:1)

V. 7-16 :   scrissero una lettera…. Cioè scrissero delle accuse allo scopo di far cessare i lavori. Il nemico continua ad avanzare finché non ottiene quello che vuole :

v. 21   l’ordine di sospendere i lavori

v.23-24 la sospensione effettiva dei lavori …...andarono in fretta ….  e li obbligarono a mano armata a sospendere i lavori.  Allora fu sospesa l’opera della casa di Dio… e rimase sospesa fino al secondo anno del regno di Dario.

Il nemico – almeno apparentemente, almeno temporaneamente, ha ottenuto vittoria.

Capita anche a noi, può capitare quando ci affatichiamo per il Signore, che, anche se per un po’ di tempo abbiamo resistito allo scoraggiamento, a minacce, incomprensioni, delusioni, attacchi personali, ecc. ad un certo punto ci dobbiamo in ogni modo fermare; di fronte alla mano armata del nemico ci arrendiamo e l’opera rimane incompiuta!

Per ricominciare, quando i lavori sono stati da tempo interrotti, per poter ripartire sul piede giusto, e soprattutto sapere che è il momento voluto da Dio , occorre un aiuto, la visione di ciò che dobbiamo fare, ed infatti così che inizia il Capitolo 5: la costruzione del tempio ripresa.

Capitolo 5 : 1-2 “ Or i profeti Aggeo e Zaccaria ….. profetarono nel nome dell’Iddio d’Israele…..

Allora Zorobabel…..e Jeshua .. si levarono e ricominciarono   ad edificare la casa di Dio… e con essi erano i profeti di Dio che li secondavano…..”

Questi primi versetti del capitolo 5, sono in netta contrapposizione con i primi del capitolo precedente….  
** cap.4 : 1 - i nemici
     cap. 5: 1 - i profeti
** cap. 4 : 2 - dissero (idee loro)
     cap. 5: 1 - profetarono nel nome dell’Iddio di Israele
** cap 4 : 4 - si mise a scoraggiare (cioè abbassano, abbattono)
     cap. 5 : 2  - si levarono
** cap. 4 : 4  - molestarono per impedire i lavori
     cap. 5 : 2  - ricominciarono ad edificare
** cap. 4 : 5  - comprano consiglieri per frustrare  il loro intento
     cap. 5 :  2  - li secondano essendo “con” loro  

Anche i nomi dei personaggi  che iniziano  il capitolo  5 sono interessanti.

I profeti : Aggeo e Zaccaria
Aggeo:  festivo, nato in giorno di festa.
Zaccaria : l’Eterno si è ricordato.

Il governatore : Zorobabel
Zorobabel : nato a Babilonia, rampollo di Babilonia.
Scealtiel (suo padre) ho domandato a Dio
Il sommo sacerdote : Jeshua
Jeshua : l’Eterno è salvezza , Giosuè, Gesù
Jotsadak : (suo padre) l’Eterno è giusto.

Anche nel capitolo 4 erano comparsi i nomi di Zorobabel e Jeshua(v. 3) ma non quelli dei loro padri.

“ Allora…… si levarono e ricominciarono ad edificare…” Esdra  5:2

I lavori erano sospesi, ma la Parola di Dio risveglia e risolleva… si levarono e ricominciarono ad edificare.

Alla base di ogni risveglio c’è lo Spirito di Dio che soffia, risveglia e parla.( V. libro del profeta  Aggeo)

Il levarsi ed il ricominciare a costruire, sono i momenti iniziali di quando si vuole intraprendere qualcosa.

Lo Spirito di Dio parla, noi ci risolleviamo e ci mettiamo all’opera.

Ma - ancora una volta – come parte il lavoro per il Signore, riparte immediata,  violenta ed arrogante l’opposizione:

“ In quel medesimo tempo …..  giunsero  Tattenai governatore d’oltre il fiume  Scethar-Boznai….” V.3  Immediatamente, nello stesso tempo …. arriva l’intralcio, l’opposizione.

Come non identificare in questo  “ governatore d’oltre il fiume..” il principe di questo mondo che è ben sveglio e attento affinché l’opera di Dio non progredisca?

“ ..parlarono loro così: chi  vi ha dato l’ordine di edificare questa casa e di rialzare queste mura ?”

Perché rialzare?  Perché riedificare?  Chi ha dato l’ordine? Ecco qualcuno che  vuole spaventare.

A volte anche nella nostra vita di credenti, qualcuno, o i nostri pensieri e dubbi stessi, ci interrogano, ma non per sapere, ci accusano,  per fermare l’opera di Dio.  

Rialzare….edificare…  sono già azioni  sospette… incriminabili….forse  “criminali”.  Lo Spirito Santo ci spinge a rialzare, ad edificare, ma il nemico ci interroga – Che fai?- Perché fai?- Perché non fai? - Chi ti ha detto di fare questo?- Chi sei? – Chi ti autorizza? – Sono domande che un superiore rivolge ad un inferiore, sono domande di qualcuno che pensa di poter pretendere risposte, spiegazioni, ed anche giustificazioni.  

“ Ma sugli anziani dei Giudei  vegliava l’occhio del loro Dio…v. 3-5

Lo sguardo vigile di Colui che “non sonnecchia e non dorme”  (Sal.121)  vigila sui suoi e sui lavori iniziati e che – non ostante tutto- continuano. La lettera scritta al re Dario, spiega per filo e per segno come il lavoro viene fatto…e che progredisce, e riporta le domande  di Tattenai e le  interessanti risposte dei “lavoratori”.

v:4  “ Quali sono i nomi degli uomini che costruirono questo edificio?”

“Abbiamo anche domandato loro i  loro nomi per notificarteli,  mettendo in iscritto i nomi degli uomini che stanno loro a capo.  E questa è la risposta che ci hanno data :  Noi siamo i servi dell’Iddio del cielo e della terra e riedifichiamo la casa che era stata edificata già molti anni fa : un gran re d’Israele l’aveva  edificata e compiuta. V.10-11 

“Noi siamo i servi….” La risposta è molto bella. Nessun nome, né proprio, né altrui  (la delazione, non è ammessa).

“Noi siamo i servi di…”

La risposta pone l’accento sulla Persona e sull’opera del Signore. Noi siamo solo i suoi servi , cioè non siamo nulla per noi stessi.

Il nome racchiude, esprime l’essenza della persona, in qualche modo la rivela, ecco perché non vengono fatti i nomi : ….. “noi siamo i servi…” è a Lui solo che dobbiamo rendere conto, non lavoriamo per noi stessi ma per il nostro Signore.. (V. Atti 4 : 7-10)

“Iddio del cielo e della terra”  Un vero Signore, e non un piccolo, momentaneo governatore…

“Riedifichiamo la casa che un gran re …..”  Cioè riedifichiamo ciò che già era stato fatto, ma è stato rovinato, sciupato, in macerie.  Noi come servi, lavoriamo nella stessa direzione del nostro padrone. Qualunque cosa nella nostra vita, sia stata distrutta, sciupata, abbattuta…quando si ha l’ordine di Dio “riedificate”, riedifichiamo con coraggio.

“edificata e compiuta”   Quando per una nostra ribellione, per una disubbidienza, per la durezza del nostro cuore.. l’opera di Dio  fatta e compiuta, cade a pezzi e noi veniamo fatti prigionieri e a causa nostra l’opera di dio è interrotta ed in rovina, dopo il nostro pentimento e la nostra umiliazione, Dio ci ordina “riedificate”.

Quando non si veglia abbastanza, o quando in seguito ad attacchi ai quali non abbiamo saputo resistere e qualcosa va “in rovina”, abbiamo bisogno di sapere che possiamo, che Dio vuole che ricostruiamo.

“La casa”. L’edificio, cioè la nostra stessa vita spirituale, può essere un po’ “ malconcio”, dopo certe brutte cadute, dopo certi “ fallimenti”, (peccato significa anche “mancare il bersaglio”) ma dobbiamo ricostruire.  Il Signore non vuole che lasciamo tutto in rovina, che abbandoniamo la partita,  il Signore vuole che al momento buono riedifichiamo.

“ Riedifichiamo la casa…che era già stata edificata” .

Quando?  Molti anni fa : quanto tempo è passato da quando il Signore  ha posto il fondamento, ci ha edificati, ha fatto di noi “il tempio del suo Santo Spirito” ? 

Da quanto tempo il lavoro fatto dal “gran Re”, giace in rovina?   Da molto tempo? Molti anni fa: ci parla di qualcosa di già fatto, di fatto prima, di “già preparato” da tanto tempo, da “sempre”.

Da chi?  Un gran re : ci parla del nostro Gran Re, Gesù Cristo, che tutto fa e compie: Colui che quando inizia una’ opera, la porterà a compimento. Un gran re, e non un personaggio transitorio.

Come ? Edificata e compiuta: L’opera di Dio, comunque e dovunque si voglia vederla ed applicarla (a noi, alla assemblea, ad Israele, alla creazione ecc.) è perfetta e portata a compimento. Nei v. 12-13 si parla delle nostre disubbidienze; le nostre disubbidienze e ribellioni hanno fatto sì che si possa essere fatti prigionieri, e che l’opera possa andare in rovina. Si cade.. ma non si deve restare lì per sempre…

“ Ma il primo anno ….il re Ciro diè ordine che questa casa di Dio fosse riedificata….e trasse pure….gli utensili d’oro e d’argento della casa di Dio, che Nebucadnetsar aveva portate via dal tempio di Gerusalemme….li fece consegnare….e disse : Prendi questi utensili e va’ a riporli nel tempio di Gerusalemme e la  casa di Dio sia riedificata  dove era. Esdra 5: 13-15    Il primo ordine di ricostruire era già partito suo tempo, e la ricostruzione andava  doveva essere fatta “nello stesso luogo”, dove era.  Come sono importanti e preziose queste parole per quanti hanno il bisogno di sperimentare la grazia e la misericordia di Dio, e dopo aver lasciato il loro posto, sentono il bisogno di ritrovare “ la loro posizione”, sentono la necessità di “recuperare tutto”.   Infatti l’ordine di Ciro prevedeva restituzione e ricostruzione nel luogo dov’era prima: il ritrovare la nostra posizione in Cristo, ed anche ciò che  il Signore ci aveva assegnato è fonte di consolazione per il credente e fa scaturire grande riconoscenza  dal cuore dei figli verso il Padre celeste. ( cfr. 2 Sam. 9:7-8)

“ …da quel tempo fino ad ora essa è in costruzione ma non è ancora finita”V16.  A  volte noi cristiani, amiamo scherzare, con chi magari ci rimprovera un difetto, o anticipandolo per non farci riprendere, e diciamo :” ma il Signore, non ha  ancora finito con me.” In effetti “il gran re” aveva edificata e compiuta, ma la successiva ricostruzione non è finita. L’opera di Dio, l’opera di Dio in noi, è terminata?

Rendendomi conto delle difficoltà, dell’opposizione, delle cadute, mi domando : potrà mai essere finita, l’opera di Dio? Che garanzie si possono avere di poter portare a termine il lavoro, che si possa fare ciò che va fatto, che il lavoro intrapreso oggi, verrà portato a termine, che le difficoltà non saranno tali da indurmi a lasciare, ad arrendermi, prima o poi? Chi mi può garantire che l’opera iniziata, arriverà alla fine?  Perché non vale la pena di arrivare “vicini” alla meta: o si riesce, o si sbaglia, non ci sono vie di mezzo.

Capitolo 6: “ Allora il re Dario ordinò che si facessero delle ricerche…..e nel castello di Ahmetha… si trovò un rotolo nel quale stava scritto…..” v. 1-2 e seg.

Benedetta Parola di Dio che è scritta e ci dà garanzie ,parole sicure, e benedetto sia il Signore che Lui pure prende nota delle promesse fatte. Se facciamo ricerche nel “rotolo”  troviamo scritta la promessa che ci riguarda….la salvezza, il piano meraviglioso di Dio per noi, la casa riedificata !  Non sempre la risposta che attendiamo si trova subito, infatti prima di trovare il documento.. sono state fatte ricerche, dapprima inutili negli archivi di Babilonia, e solo successivamente si è trovato ciò che si cercava (costanza, fede, pazienza) ma non dove si cercava inizialmente, cioè a Babilonia, ma altrove, nel castello di Ahmetha.

Questo ci fa ricordare che di fronte agli attacchi dell’avversario, dobbiamo rispondere “ sta scritto” (Matteo  4:4 etc.) sapendo che la Parola di Dio, è immutabile, e potente, di fronte a qualunque tipo di attacco. Segue tutta la descrizione della casa, delle fondamenta, degli arredi….V.1-5.

Il re Dario, letta la “memoria” scritta dal re Ciro, e gli ordini da lui dati, risponde così: v 6 -12 “lasciate continuare i lavori…riedifichino la casa…..nel sito di prima…” L’ordine preciso del re è : si continuino i lavori. Ci hanno spaventato? Ci siamo fatti spaventare? Ci hanno fermato? Ci siamo fatti fermare, arrestare, scoraggiare, bloccare? Che si continuino i lavori! Dov’era prima ! Nello stesso luogo…nella stessa posizione… Quando a causa di una caduta, ci sentiamo allontanati da Dio, com’è penoso ripensare a “dove” eravamo e “dove” siamo… e “come” eravamo e “come” siamo… (Sal.42 :3-5). Ma grazie siano rese a Dio che per mezzo di Gesù Cristo ci ha perdonato i nostri peccati, e grazie siano rese a Gesù Cristo, per le “ cui lividure abbiamo avuto guarigione” (Is:53). Quando siamo veramente angosciati per il nostro peccato, Dio è vicino a noi pronto a rialzarci.

Ma i nostri avversari non ci vinceranno?

V:6   “ Or tu dunque, Tattenai, governatore d’oltre il fiume, tu Scethar Boznai, e voi, lor colleghi d’Afarsak, che state di là dal fiume, statevene lontani da quel luogo !

Ecco l’intervento del Signore che allontana l’avversario : stattene lontano. Tu, governatore, tu, e voi colleghi, statevene lontani. Il decreto, l’ordine del re è perentorio, non si discute: io do l’ordine di ricostruire, e sarà ricostruito, tu, voi, statevene lontani.  Il Signore vuole che continuiamo a ricostruire; il Signore sgrida chi lo vuole impedire, sgrida il governatore pur senza privarlo della sua carica di governatore.

Ma questa ricostruzione, potrà mai essere paragonata a quella gran casa che un gran re aveva compiuta? Potrà mai assomigliare o uguagliare la bellezza, la grandezza di quella precedente? Oppure ormai, quello che si è perso è perso per sempre? I doni che il Signore ci ha fatti, che noi abbiamo sciupato, saranno persi per sempre?

NO! No, perché nel decreto del re Ciro, c’era scritto pure questo:  

v.5 E inoltre, gli utensili d’oro e d’argento della casa di Dio, che Nebucadnetsar aveva tratti dal tempio di Gerusalemme e trasportati a Babilonia , siano restituiti e riportati al tempio di Gerusalemme, nel luogo dove erano prima e posti nella casa di Dio.

Ogni cosa verrà restituita, anche ciò che sembrava perduto, e sarà posto nel luogo di prima.  Nel luogo di prima: la casa –v.7- riedificata nel sito di prima; gli arredi d’oro e d’argento -v.5- restituiti, riportati dove erano prima. Ogni cosa al posto di prima. A volte chiediamo al Signore: ristabiliscimi com’ero prima!  Nel “posto” di prima. Si può riavere – per ordine di Dio – ogni dono, ogni bene che credevamo perduto.

Ma questo nuovo decreto di oggi, come può darmi aiuto più avanti, quando insorgeranno nuove difficoltà, nuovi problemi, nuovi bisogni? Chi mi darà aiuto? Chi mi sosterrà? Chi sosterrà fino alla fine il peso del lavoro, chi mi assicura di arrivare fino in fondo?

V.8 E questo è l’ordine che io do ….. le spese detratte dalle entrate del re provenienti dai tributi d’oltre il fiume, siano puntualmente pagate a quegli uomini , affinché i lavori non siano interrotti.  Le spese pagate puntualmente, perché i lavori non siano interrotti…non possiamo più avere paura di non farcela, perché le spese saranno pagate, e pagate puntualmente. Quindi il lavoro non resterà incompiuto: proprio perché non possa succedere di non terminare, le spese siano pagate puntualmente.

 V.9 E le cose necessarie per gli olocausti….siano fornite ai sacerdoti – a loro richiesta –giorno per giorno e senza fallo…

le cose necessarie ai sacerdoti, fornite a loro richiesta, sarà risposto quindi alle richieste, alle domande, per noi alle preghiere,

giorno per giorno, costanza per noi, fedeltà di Dio,

senza fallo, sempre, costantemente, senza pentimenti o ripensamenti.

v.12 Io Dario, ho emanato questo decreto : sia eseguito con ogni prontezza.

E’ passato già tanto tempo, un po’ se n’è perso per l’opposizione, un po’ per lo scoraggiamento, un po’ nell’attesa e nell’indecisione…Che fare? Attendere ancora un po’? No!  Quando il Signore decide, non s’indugia più. (Cfr.Atti 22:16 –Ruth 3 :18) Che questo decreto sia eseguito con ogni prontezza! Io – Dario- l’ho stabilito! La legge dei Medi e dei Persiani, era immutabile (Dan.6:8) a maggior ragione, la Parola, la legge di Dio. Quando Iddio dà un ordine, non s’indugia e non si cambia.   “ Io Dario” dice il re con sicurezza, “io, il tuo Dio”, dice il Signore, re del cielo e della terra.   Noi siamo i servi dell’Iddio del cielo e della terra, riedifichiamo la casa che era stata edificata già molti anni fa: un gran re d’Israele l’aveva edificata e compiuta.

“Or avanti la festa di Pasqua, Gesù sapendo che era venuta per lui l’ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi…. li amò sino alla fine. (Gv. 13 :1)

 Rossella

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Aggiornato il: 07 ottobre 2007