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DOCUMENTI DI UTILITà
DPR 12 febbraio 1985 n.104 STORIA - GEOGRAFIA - STUDI SOCIALI L'oggetto
di queste discipline è lo studio degli uomini e delle società umane nel tempo
e nello spazio, nel passato e nel presente e riguarda tutte le loro diverse
dimensioni: quella civile, culturale, economica, sociale, politica, religiosa.
L'insegnante nell'impostare il suo insegnamento non potrà prescindere dalla
conoscenza delle metodologie e tecniche di analisi proprie dell'intero campo
delle scienze sociali: storiche, antropologiche, geografiche, sociologiche,
economiche, ecc.L'obiettivo generale è quello di stimolare e sviluppare nei
fanciulli il passaggio dalla cultura vissuta, assorbita direttamentedall'ambiente
di vita, alla cultura come ricostruzione intellettuale. Storia La tradizione culturale e pedagogica italiana ha sempre
dedicato attenzione particolare alla comprensione storica e alla possibilità di
inquadrare i problemi sotto il profilo storico.In questa prospettiva pare
necessario considerare i significati della storia intesa: come realtà del
passato, come memoria collettiva o insieme di tradizioni culturali che incidono
sul presente, come ricerca storiografica che, pur collegandosi alla memoria
collettiva, tende a superarla per rinnovare il rapporto tra presente e
passato.Un efficace insegnamento della storia non si risolve nella informazione
su avvenimenti e personaggi del passato. È anzitutto promozione delle capacità
di ricostruzione dell'immagine del passato muovendo dal presente e di
individuazione delle connessioni tra passato e presente.La ricostruzione del
fatto storico deve essere indirizzata a promuovere sia la capacità di usare in
modo via via più produttivo i procedimenti della ricerca storica, sia la
comprensione sempre più approfondita del fatto storico stesso.In tal modo gli
alunni, nei limiti delle loro possibilità psicologiche, perverranno a una
assunzione non dogmatica delle conoscenze storiche, acquistando progressivamente
un'agile capacità critica.L'insegnamento della storia richiede il puntuale e
continuo riferimento alla concreta realtà nella quale il fanciullo è inserito
ed esige che il docente realizzi un'adeguata scelta ed una funzionale
organizzazione dei contenuti dell'apprendimento storico. Obiettivi e contenuti L'
insegnamento della storia persegue due obiettivi generali: a) avviare il
fanciullo a costruire la propria identità culturale come presa di coscienza
della realtà in cui vive;b) avviare il fanciullo alla costruzione di
elementari atteggiamenti e strumenti conoscitivi essenziali per la comprensione
dei fenomeni storici e sociali. I
due obiettivi generali sopra detti si fondano sul perseguimento di obiettivi
specifici quali: il superamento da parte del fanciullo della percezione di sé
come perno e misura della realtà per avviarsi a sentire se stesso partecipe di
un processo che ha radici e dimensioni che lo travalicano; la
consapevolezza che ogni giudizio e ogni discorso storico devono avere la loro
fondazione nella ricerca e nella conoscenza delle fonti e nel rigore
metodologico; la graduale maturazione della coscienza che la ricostruzione del
fatto storico è il risultato di un complesso di operazioni tecniche e
scientifiche progredienti nel tempo ed attivate dagli interessi culturali e
civili del ricercatore. Della
complessa concezione del tempo storico sembra opportuno, in relazione alle
esperienze dell'età infantile, introdurre alcuni aspetti fondamentali: la
cronologia, intesa quale strumento convenzionale indispensabile per ordinare e
memorizzare gli eventi del passato; la periodizzazione, intesa quale
strumento per delimitare e interpretare i fenomeni storici complessivi; la
crescente consapevolezza che i problemi con i quali l'uomo si è dovuto
confrontare si sono presentati in modi diversi ed hanno avuto soluzioni diverse
in rapporto alle condizioni generali, ovvero ai «quadri di civiltà», che
hanno caratterizzato i vari periodi della storia umana. Inizialmente
si promuoverà nell'alunno l'acquisizione delle coordinate
spazio-temporali.Infatti la storia, almeno come materia scolastica, è la
ricostruzione e la narrazione di eventi che avvengono in determinate località e
in un certo periodo di tempo.Il sapere distinguere il prima dal dopo ed il
lontano dal vicino sono degli obiettivi fondamentali da conseguire per
introdurre ad uno studio dei fatti storici. In questa fase si procederà sul
terreno della massima concretezza facendo, per esempio, osservare la successione
di generazioni, si incoraggerà l'osservazione dell'ambiente in cui il fanciullo
si muove e lo si avvierà ad una prima sistemazione delle «cose» nello
spazio.Si farà notare che alcune «cose» che condividono uno stesso spazio non
sono nella medesima relazione per quanto riguarda il tempo.Appena si verifichi
la disponibilità ad un apprendimento più specifico, eventualmente anche nel
corso del secondo anno, si guideranno gli alunni ad individuare alcuni passaggi
significativi nel processo di cambiamento storico delle realtà a loro più
vicine (la città o il paese, i mestieri, gli strumenti di uso quotidiano e le
più diffuse tecnologie, le forme di organizzazione sociale, produttiva,
culturale, religiosa) rimanendo nel campo di indagine esperibile direttamente
dagli alunni medesimi, ma non escludendo la ricerca di documentazioni
significative anche nel passato più lontano. In
sostanza, si introdurrà l'alunno nel mondo della storia, guidandolo alla
ricostruzione storica del suo ambiente di vita.Accertata la possibilità, in
questo ambito, di cogliere il significato degli avvenimenti storici, a partire
dal terzo anno della scuola elementare, si avvierà uno studio che
progressivamente porti il fanciullo dalla interpretazione della storia del suo
ambiente di vita alla storia dell'umanità e, in particolare, alla storia del
nostro Paese. Tale studio porrà peculiare attenzione ai momenti di promozione e
trasformazione delle civiltà, colti nel tessuto di una periodizzazione
essenziale. In seno a questa periodizzazione si fisseranno cronologicamente i più
rilevanti avvenimenti civili, sociali, politici, religiosi di cui sono stati
protagonisti i popoli, personalità e forme di organizzazione sociale, che nel
tempo hanno contraddistinto l'evolversi della società umana. Pare opportuno che
il fanciullo, nel quinquennio del corso elementare, pervenga ad una visione
sufficientemente articolata dei momenti significativi della storia,
connettendoli in un quadro cronologico a maglie larghe. In particolare saranno
oggetto di approfondimento i fatti, gli avvenimenti, i personaggi che hanno
contribuito a determinare le caratteristiche civili, culturali,
economico-sociali, politiche, religiose della storia d'Italia, con specifico
riferimento al processo che ha condotto alla realizzazione dell'unità
nazionale, nonché alla conquista della libertà e della democrazia. Indicazioni didattiche Il
processo di insegnamento-apprendimento prenderà avvio dalla costruzione di
domande didatticamente motivate da rivolgere al passato. Esse nasceranno dalla
riflessione su ciò che è presente nella esperienza e nella cultura del
fanciullo, al fine di facilitare la comparazione tra presentepassato, tra
vicino-lontano.La didattica della storia dovrà avvalersi, per quanto lo
consente l'età e la concreta situazione scolastica, delle modalità della
conoscenza storiografica, recuperandone gli itinerari fondamentali: dalla
formulazione di domande al reperimento di fonti pertinenti, alla analisi e
discussione della documentazione, al confronto critico fra le diverse risposte.
Nel sottolineare che la storia prima di essere narrazione dei fatti è loro
ricostruzione sulla base di documenti, sarà necessario procedere con molta
gradualità. All'inizio
si potrà guidare l'alunno a ricostruire il fatto e a riorganizzare il recente
passato sulla base dei suoi ricordi e delle testimonianze offerte dagli adulti e
dall'ambiente (utilizzando anche idonei strumenti didattici, come le «fasce
storiche» o i cartelloni di sintesi o semplici monografie per dare evidenza
concreta al lavoro di ricostruzione). In un secondo momento si indurrà l'alunno
a riflettere sui problemi metodologici che tale ricostruzione presenta (ad
es.:l'attendibilità di un ricordo o di una testimonianza, oppure le varie e
possibili interpretazioni di uno stesso dato) e quindi a leggere in modo sempre
più consapevole i risultati di ricerche compiute da altri. In
questo processo conoscitivo la narrazione storica si configura soprattutto come
strumento utile per comunicare sia le conoscenze ritenute necessarie in
particolari momenti dell'azione didattica (quando si tratti, ad esempio, di
raccordare i dati emersi dai documenti accessibili all'alunno con altri dati di
conoscenza), sia i risultati finali raggiunti (per organizzare, comunicare e
confrontare le conoscenze acquisite). Se utilizzata invece in apertura del
processo conoscitivo, la narrazione rischia di ostacolare le diverse e
successive operazioni. Nell'affrontare la costruzione di una più ampia
periodizzazione l'insegnante eviterà che l'alunno percepisca, come progressione
deterministica, la successione dei vari tipi di società fatti oggetto di
studio, facendo rilevare come nello stesso tempo possano coesistere diverse
società e come, all'interno di una società moderna, possano sussistere,
integrati, alcuni elementi di realtà sociali del passato. D.M. 9 febbraio 1979 I. - Finalità e obiettivi L'insegnamento
della storia deve anzitutto proporsi di far comprendere che l'esperienza del
ricordare è un momento essenziale non solo dell'agire quotidiano del singolo
individuo, ma anche della vita della comunità umana (locale, regionale,
nazionale, europea, mondiale) cui l'individuo stesso appartiene. Solo diventando
in qualche modo partecipe di questa memoria collettiva, si diventa uomini, e
cittadini, a pieno titolo. L'acquisita consapevolezza del fatto che l'anno della
propria nascita non è neanche l'anno di nascita della comunità di cui si viene
a far parte, arricchisce l'individuo di una dimensione nuova; radicandolo nel
passato, lo mette in condizione di valutare con maggiore penetrazione il
presente e di assumere elementi per progettare il futuro. Dal momento che
risulta essere il prodotto di una lenta stratificazione, il mondo circostante
cessa di apparire come un dato esterno ostile ed immutabile, per proporsi come
un campo aperto a nuove esperienze che contribuiranno a farlo evolvere
ulteriormente. Ciò
corrisponde alla particolare esigenza del preadolescente di conoscere la vicenda
umana non solo al fine dl comprendere il passato, ma anche, e soprattutto, di
dare un orientamento alla propria esistenza con riferimento alla realtà che lo
circonda. Su questo bisogno si fonda la possibilità di costruire e coltivare il
"senso della storia" come naturale premessa al formarsi di una vera e
propria « coscienza storica » che maturerà nell'adolescenza. In
concreto, l'obiettivo che l'insegnante di scuola media deve proporsi è quello
di condurre gli alunni sia a percepire la dimensione temporale del fenomeno
storico, sia a rendersi conto di come il lavoro storiografico obbedisca a regole
che garantiscono la genuinità dell'operazione e il controllo dei risultati, sia
a considerare, come avvio di giudizio critico, le soluzioni che gli uomini e le
società hanno dato nel tempo ai loro problemi. Ne deriva pertanto l'opportunità
di far acquisire strumenti di verifica adeguati alla effettiva capacità degli
alunni ai vari livelli di età e alle oggettive possibilità offerte dalla
situazione locale. Il. - Contenuti Per
quanto concerne la scelta dei contenuti meglio adatti a realizzare l'obiettivo
educativo su esposto, considerato il carattere peculiare della scuola
dell'obbligo, che deve fornire a tutti gli strumenti indispensabili alla
comprensione della realtà, si suggerisce di privilegiare, nella progettazione
dell'azione didattica, gli aspetti connessi con la formazione e lo sviluppo (in
particolare, ma non esclusivamente, nel mondo classico, e nella Europa
medioevale, moderna e contemporanea) delle forme dì organizzazione della vita
associata, nei loro risvolti politici ed economico-produttivi, nonché delle
istituzioni giuridico amministrative e religiose, con continui riferimenti al
variare dei modi di vita, al succedersi delle espressioni linguistiche ed
artistico letterarie e alle tappe del progresso tecnico e scientifico, in modo
da « datare » concretamente i diversi momenti e le diverse età che
scandiscono l'evoluzione delle forme di vita associata. Per
conseguire tale risultato che è essenziale ai fini della acquisizione del senso
della « dimensione temporale debbono essere utilizzati i riferimenti
cronologici collegati a fatti o prodotti che connotano le diverse epoche
storiche. Invenzioni e scoperte, arti e scienze, progresso tecnologico e grandi
movimenti di pensiero, coerentemente inseriti nella successione di momenti di
sviluppo della civiltà, costituiscono un tessuto di elementi capace di far
cogliere all'alunno il fluire del tempo nell'arco del divenire della storia. Si
rileva, tra l'altro, la necessità di fornire l'informazione basilare
sull'origine e sulla storia delle singole minoranze linguistiche presenti in
Italia e ciò in particolare modo nelle zone abitate da dette minoranze. All'interno
di questa rete di riferimenti cronologici e rivolgendo sempre una preminente
attenzione alla contemporanea evoluzione delle diverse forme di vita associata;'
si collocheranno la ricostruzione e lo studio dei fatti storici propriamente
detti e l'analisi degli elementi che su di essi variamente incidono, tenendo
sempre presente la necessità di impegnare l'alunno in attività che stimolino
le sue capacità e il suo spirito di iniziativa.Ciò risulta tanto più
importante se ci si pone nella prospettiva dell'educazione permanente e se si
tiene conto del carattere orientante di ogni disciplina nella scuola
obbh1gatoria non solo ai tini della prosecuzione degli studi, qualora ciò
avvenga, ma anche per un responsabile inserimento in ogni tipo di attività
lavorativa; è essenziale perciò che il preadolescente acquisisca sufficiente
consapevolezza dei metodi, delle operazioni e del linguaggio che sono propri del
lavoro storiografico. III. - Suggerimenti
metodologici Tale
lavoro consiste in tutta una serie di operazioni (quali il reperimento e la
consultazione di fonti, la formulazione di ipotesi, la selezione di dati,
l'analisi di documenti anche non scritti, l'individuazione dì raccordi con
altri fatti contemporanei o successivi) che possono essere riprodotte a fini
didattici a un livello di sperimentazione molto elementare. Tutto ciò, lungi
dall'escludere l'intervento assiduo dell'insegnante, lo qualifica nella funzione
dell'insegnare ad apprendere, e gli consente svariate torme di insegnamento
individualizzato. Al fine però di evitare che le singole esercitazioni assumano
carattere frammentario ed episodico, costituendosi ciascuna come esperienza a se
stante, sarà cura del docente inserire in una linea organica di svolgimento,
senza « salti » arbitrari, raccordandoli con ampie sintesi, gli argomenti che
sono fatti oggetto di un più specifico approfondimento. Tali approfondimenti offriranno altresì la migliore
occasione per stabili re collegamenti organici con tutte le altre discipline, di
volta in volta chiamate, da sole o per gruppi, ad integrarsi con la ricerca
storica, a seconda del tipo di problema affrontato. A titolo di esempio, si
ricordano le connessioni con la storia della lingua, con le letture antologiche,
con la geografia, con l'educazione artistica, musicale, scientifica e tecnica. La
storia è infatti una disciplina complessa, peculiare fra le scienze dell'uomo,
in quanto dà evidenza al tipico potere umano di produrre cultura, nella più
articolata accezione del termine. Conviene pertanto che, escludendo ogni forma
di enciclopedismo, l'insegnante punti a dare il gusto della ricerca, che potrà
proseguire anche fuori della scuola, parallelamente alla esperienza di vita,
purché si sia acquisito, anche attraverso la consuetudine con la lettura
libera, l'interesse per tale tipo di indagine e purché il preadolescente abbia
maturato in sé la consapevolezza che tutti gli uomini, tutti i popoli, l'umanità
intera sono protagonisti della storia. Per
quanto attiene poi alle verifiche periodiche e finali del processo di
apprendimento, esse dovranno sempre essere costruite sulla base del lavoro
effettivamente svolto, nella triplice prospettiva di: accertare l'acquisizione e
l'organizzazione dei concetti e delle conoscenze; accertare il possesso dei
metodi di ricerca;accertare il livello di sviluppo di capacità e abilità
generali e specifiche. Sembrano
pertanto da valorizzare anche le verifiche pratiche e scritte, (utilizzando a
tale scopo le visite a musei e monumenti, il reperimento di fonti, la scelta e
l'elaborazione di dati da documenti, l'uso di bibliografie ecc che consentono
omogeneità, oggettività e frequenza di controlli e un loro pratico impiego
didattico. Lo sviluppo delle capacità di esposizione orale sarà curato nel
corso delle discussioni e nei momenti di dialogo che il piano di lavoro dovrà
comunque prevedere. IV.- Suddivisione per anno L'indicazione
della suddivisione annuale della materia si limita volutamente alla
individuazione dei termini cronologici in modo da lasciare al consiglio di
classe la programmazione curriculare, possibile solo in quella sede, in rapporto
all'effettivo e verificato livello di partenza degli alunni. In altri termini
l'indicazione dei contenuti non significa necessariamente trattazione
dettagliatamente svolta per argomenti, ma, nel caso lo esiga la funzionalità
del processo di insegnamento, e per particolari periodi storici, lo svolgimento
potrà avvenire su linee di sviluppo fondamentali, caratterizzanti l'epoca, fra
loro raccordate da opportune sintesi. Si raccomanda, in particolare, che anche
in connessione con il programma di educazione civica l'insegnante si preoccupi
di svolgere il programma del III anno in modo che esso dia ampio spazio alla
trattazione dei problemi della vita contemporanea. Classe I: dalla
preistoria al IX secolo; Classe Il: dal
X secolo al 1815; Classe III: dal 1815 ai giorni nostri con
riferimenti essenziali all'Europa, al mondo, alla decolonizzazione. Si avrà
particolare riguardo all'Italia nell'ultimo cinquantennio, nel quadro della
storia mondiale.
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