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Testo delle trasmissioni di Rossella

IL  TERREMOTO

Premessa: quando leggere queste avvertenze ?

OGGI. Nel giorno del terremoto è troppo tardi.

Noi ed i terremoti

Che cos’è un terremoto?  La scossa di terremoto è il momento finale di un processo di assestamento, deformazioni e fratture  della crosta terrestre . Quando  tensioni ed energia accumulata superano la capacità di resistenza delle rocce, queste si fratturano, liberando energia sotto forma di onde .( Le scosse durante i terremoti, sono di due tipi:sussultorie, movimenti verticali ed ondulatorie ,movimenti orizzontali).

Le nostre case sono progettate per resistere a questi tipi di scosse?   La nuova normativa  prescrive che nelle zone sismiche le case siano costruite per resistere anche ai movimenti orizzontali, ma la gran parte degli edifici già esistenti, sono progettati per resistere a carichi verticali ; il crollo degli edifici è generalmente provocato  quindi dalle onde  che determinano carichi orizzontali .

Come si misurano i terremoti?     L’effettiva energia liberata dal terremoto

(calcolabile con valori quantitativi) non sempre corrisponde agli effetti qualitativi di  distruzione. Solitamente l’intensità del terremoto viene espressa con una scala.

La scala Mercalli  ( basata sulla identificazione delle sensazioni provate dalle persone, e gli effetti prodotti) o la Richter ( che esprime la magnitudo, l’energia liberata dal sisma)

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TERREMOTI E PREVISIONI

 Si possono prevedere i terremoti?  La risposta è : dipende cosa si intende in questo caso per previsione.  Vi è una grande probabilità che un terremoto  avvenga entro un certo periodo di tempo in una  zona,  considerata ad altro rischio sismico, ad esempio dove  esiste una sismicità ciclica. A volte vi sono anche dei segni “precursori” : deformazione del suolo, modifiche nel campo elettromagnetico, intorbidamento delle acque, irrequietezza degli animali, ma in generale  si deve dire che NON si riesce a prevedere i terremoti.

L’Italia è un paese sismico?

Circa il 70% del nostro territorio nazionale è stato classificato a rischio sismico.

Ciò significa che prima o poi ci si attende  un terremoto ad alta capacità distruttiva e quindi bisogna prepararsi il più presto possibile ed il meglio possibile, ad un evento, purtroppo non impossibile.

Cosa si può fare in concreto per ridurre i danni?    Se  non  è  possibile prevedere i terremoti, è però possibile limitarne i danni, agendo opportunamente sulla leva della PREVENZIONE. E qui entriamo nel campo che più ci interessa e ci riguarda.

ln Giappone , dove i terremoti  sono frequenti e  a volte di notevole intensità,  si cerca di limitare i  danni materiali  e le vittime, con molta cura. Oltre alla continua ricerca di metodi più sicuri per prevedere i terremoti , controlli continui sul territorio e la costruzione di edifici con norme antisismiche, l’aspetto più interessante è riguarda la prevenzione.Una fitta rete di sismografi  registra ogni minima scossa;  un complesso meccanismo mette in sicurezza – quando necessario- i principali impianti : In questo modo, viene interrotta l’alimentazione elettrica dei treni, chiusi gli impianti industriali a rischio, le condotte del gas, ecc.  A questo si aggiungono le continue esercitazioni e informazioni, di cui fruisce la popolazione, per essere allenata  e preparata sul comportamento da seguire in caso di sisma.

Nell’elenco telefonico di Los Angeles, c’è scritto: “ci saranno sempre terremoti in California.” E seguono le istruzioni ed i consigli utili in caso di terremoto.         Anche in Italia, ci si sta movendo nella direzione di informare, allertare e preparare i cittadini alle eventuali calamità, e riteniamo utile ricordare alcuni accorgimenti.

Paura, panico, o preparazione?                                                                    su

Spesso le reazioni emotive incontrollate, il panico e l’ignoranza delle più semplici norme di sicurezza e di comportamento nelle emergenze, trasformano una semplice situazione di difficoltà in una tragedia;  conoscere  i  pericoli e imparare ad agire  nel modo opportuno,  può essere di grande aiuto per  sé e  per gli altri.

PRIMA DEL TERREMOTO

Vi sono alcune norme di sicurezza applicabili sempre, utili non soltanto nell’ipotesi di un terremoto, ma  in qualunque circostanza.

Cosa fare quando il terremoto non c’è.                                                       su

Informarsi su quanto previsto dai piani della protezione civile, se esiste un piano di sgombero per il proprio comune e chi sono le persone incaricate di dare eventuali informazioni.

Conoscere bene l’edificio nel quale  si vive o si lavora abitualmente,  le uscite di sicurezza, ed i punti a rischio, individuare le parti più resistenti ( pilastri, architravi, muri portanti).

Controllare nella propria abitazione, che  tutte le mensole siano ben fissate ai muri, ed eventualmente  migliorarne la sicurezza.

Non tenere oggetti pesanti e di vetro nei ripiani più alti, pensare che cosa succederebbe in caso di caduta e prendere provvedimenti.

Non appendere quadri e specchiere sopra letti e divani: in caso di caduta, si potrebbero abbattere su persone addormentate.

Sostituire i cavi difettosi, le condutture che perdono, riparare crepe, fissare  bene lo scaldabagno e qualunque carico pesante che deve stare appeso.

Sapere  con precisione dove sono posizionati gli interruttori, quali le zone a rischio e quali quelle più sicure. Il terremoto può arrivare anche di notte: se non si sono fatte prove non è facile trovare ciò che serve, al buio!

Assicurarsi che tutti i membri della famiglia sappiano come e quando spegnere il gas e gli interruttori e come comportarsi durante e dopo il terremoto.

Insegnare ai bambini come e quando chiamare il 113 ed i numeri dell’emergenza.

Collegare a numeri utile del sito

 Provare , cioè fare delle simulazioni, modificando qualche componente 
( ad esempio, cambiare la stanza nella quale si immagina di trovarsi  al momento del sisma,  aggiungere qualche
componente di difficoltà
oggettiva o soggettiva, quando possibile  provare, o solo immaginare, di trovarsi in un ambiente poco conosciuto.

Ai bambini piacciono molto queste simulazioni e non incutono timore,  anzi, al contrario, danno loro informazioni utili e sicurezza.

Cercate dei luoghi sicuri all’esterno                                                                                                                                         su  

Cercate e fissate il luogo dell’ appuntamento dopo il terremoto, ed eventualmente un codice di segnalazione e cercate un parente o amico, molto lontano , che possa fare da tramite  (dopo un terremoto spesso le linee della zona sono interrotte, è più facile poter comunicare con qualcuno lontano) Assicuratevi che tutti ricordino bene il numero  telefonico concordato ed il luogo dell’appuntamento

Preparare e tenere a portata di mano il  KIT delle emergenze  

Leggere e rileggere le avvertenze  cercando di ricordare bene tutto ciò che è necessario, adattandolo alle diverse situazioni, fate delle  prove.

Altre  due cose  molto importanti : 1) siate sempre gentili ed affettuosi con i vostri cari; quando succedono disgrazie, ci si pente sempre delle cure non prestate e delle affettuosità non dette. 2) siate consapevoli che non solo il terremoto, ma molte altre situazioni IMPREVISTE  ci possono condurre alla morte. Che ci si creda oppure no, la realtà  non cambia: c’è un Dio al quale dovremo rendere conto e subito  - “ gli uomini muoiono una volta sola, dopo di che viene il giudizio” (Ebrei.9:27) .

Mettere in pratica i consigli e le precauzioni da adottare. Quando arriva il terremoto non c’è tempo per le cose che non si sono fatte prima.

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KIT  emergenze 

Il Kit emergenze –indispensabile per chi abita in zone ad elevato rischio sismico  ma molto utile a tutti – è una minima dotazione di emergenza che, con alcune piccole varianti personali,  comprende  oggetti utili in caso di grave calamità.                               Comprende: -radiolina a batteria-torcia a batteria-impermeabile in bustina o k way- coltellino multiuso -pronto soccorso minimo  - se si ha necessità di un medicinale in particolare, tenerne una piccola quantità-   soldi-  cartoncino con indirizzi e telefoni utili, il proprio indirizzo e gruppo sanguigno ecc,  una piccola guida tascabile per le emergenze-  e in inverno sono utili  un berrettino di lana ed una paio di guanti. Ricordarsi di revisionare e sostituire periodicamente il materiale che ha una scadenza ( medicinali, pile ) e verificare il funzionamento della radio e della torcia. Non rimuovere  nessuna cosa dal contenitore ( ad esempio un piccolo zainetto, ma veramente piccolo) e tenete sempre il telefonino carico ed a portata di mano.

Se le condizioni dell’ abitazione lo consentono e soprattutto se si ha un gran giardino dove predisporre  un spazio facilmente accessibile, è bene tenere a portata di mano : scorta d’acqua, torcia  più grande, scarpe robuste o stivali, una piccola pala robusta ma leggera, qualche attrezzo, corde ecc qualche  vecchio capo d’abbigliamento  e una coperta ben chiusi in un sacco, o in un contenitore impermeabile.  Nessuno vi può garantire che non dobbiate scappare di casa in pigiama! Se avete una piccola tenda da campeggio, può essere il posto giusto dove lasciarla. Ma attenzione deve essere tutto piccolo, facile da raggiungere e ben protetto !

*

 

Luogo dell’appuntamento

Il primo pensiero in un’ emergenza è sapere se gli altri familiari che non sono con noi stanno bene. Da qui l’importanza di stabilire un modo di tenersi in contatto o ritrovarsi dopo il terremoto. E’ bene quindi individuare per tempo un luogo dove ritrovarsi, se non ci fosse la possibilità di mettersi in contatto in altro modo.

  Il luogo deve essere scelto con cura, deve essere accessibile a tutti i membri della famiglia, raggiungibile a piedi, aperto, cioè  lontano da zone alberate, pali della corrente, muretti, edifici, zone franose e lontano dalla spiaggia o dalle rive dei laghi.

QUANDO SI AVVERTE UN TERREMOTO

Se si è all’interno di un edificio

Variano, e non di poco, le condizioni di chi si trova all’interno di una villetta o di un grattacielo, in casa propria o in un ambiente poco conosciuto come  un supermercato  affollatissimo, o un qualsiasi locale o ufficio pubblico.

Restare un casa o uscire?  Sarebbe utile avere abbastanza tempo e lucidità per valutare correttamente ogni situazione: infatti nella maggior parte dei casi, l'istinto  porta a fuggire verso l'esterno, ma a volte  è proprio questa fuga che espone  a maggiori rischi. Infatti si può correre nella direzione sbagliata, soprattutto quando si è in un ambiente che non si conosce,  ci si può trovare il percorso sbarrato da ostacoli imprevisti, si può rischiare di essere travolti da altre persone in fuga, o essere colpiti e feriti da oggetti che cadono e, se ci si trova ai piani alti, comunque non arrivare all’esterno e rischiare di essere coinvolti nel crollo delle scale  o trovarsi in un’ area dell’ edificio, dove più difficilmente si troverà soccorso. E’ chiaro che nell’impossibilità di analizzare tutte le situazioni, e riconoscendo che ci sono  pericoli sia  per chi abbandona l’ edificio che per chi  vi resta,  il nostro scopo è di analizzare “adesso” a mente fredda alcune possibilità ed i consigli di comportamento.

Una preghiera.

Ripetiamo ancora  la cosa principale, FONDAMENTALE: essendo cristiani vogliamo ricordare che , se da una parte  abbiamo l’assoluta responsabilità di fare attenzione, per noi e per gli altri, alla vita che il Signore ci ha dato,  dobbiamo ricordarci anche che non  siamo padroni neppure di un respiro che facciamo. Non sappiamo né quando, né come il Signore ci chiamerà a sé, e quindi benché utile e necessario darsi da fare e prevenire o limitare i danni, quello che dobbiamo e vogliamo ricordare a tutti è  : “PREPARATI… AD INCONTRARE IL TUO DIO”  (Amos 4:12)                                                                                                           Come?  Riconoscendo il nostro stato di peccatori e accettando il Signore Gesù quale unico Signore e Salvatore, morto in croce per i nostri peccati .                                  Nei momenti di paura è facile tirare in ballo Dio, o per accusarlo dei guai che ci succedono, o per supplicarlo di salvarci: ma adesso, oggi, ora che stai bene, lo stai pregando, lo stai ringraziando per tutto ciò che ti dona?  Il Signore ci esorta nella sua Parola a  cercarlo: “ Oggi se udite la sua voce, non indurite il cuore” ( Eb:3:15) ed ancora  : “Cercate l’Eterno finché lo si può trovare”. (Isaia:55:6)

Quando è meglio uscire

Uscire all’esterno SOLO  se la porta è molto vicina e immette direttamente all’esterno, in uno spazio aperto.
Se fuori c’è solo un piccolo cortile, o una strada in mezzo a palazzi che possono farci cadere addosso pezzi  di cornicioni, terrazzi e vetri, è pericolosissimo uscire.

Una casa di campagna, una villetta , una palazzina prospiciente una piazza o un giardino, si possono abbandonare con più tranquillità, ma non sono certo abitazioni molto frequenti in città.  In ogni caso:

NON USARE LE SCALE ( HANNO UNA MINORE RESISTENZA STRUTTURALE, E SPESSO SONO LE PRIME A CROLLARE)                        NON USARE GLI ASCENSORI ( SI BLOCCANO PER MANCANZA DI CORRENTE E DIVENTANO TRAPPOLE MORTALI)                                          NON ANDARE SU TERRAZZINI E BALCONI                                                             NON METTERSI VICINI ALLE FINESTRE,  ALLE VETRATE   (ROMPENDOSI POSSONO CAUSARE GRAVISSIME FERITE)

In che modo proteggersi se si resta in casa

In tutti i casi nei quali  E ‘ MEGLIO NON USCIRE, bisogna in pochi secondi mettere in atto una strategia protettiva, ricordando innanzi tutto che bisogna stare alla larga da: scaffalature, mobili, oggetti pesanti che possono cadere - lampadari , vetrate, specchiere, che possono frantumarsi -  fili elettrici che possono causare folgorazioni .

E’  utile ripararsi sotto il tavolo, la scrivania,  il letto, se sufficientemente grandi e solidi, in posizione raccolta , proteggendo almeno  il capo, con coperte e cuscini, lasciando ampio spazio per respirare. Si evita così di restare colpiti da calcinacci od oggetti, che dovessero cadere.

 Uscire quando le scosse forti sono terminate, tenendo i cuscini con sé  e facendo attenzione a dove si cammina: il pavimento può essere cosparso di vetri , in mezzo ai calcinacci ci possono essere fili della corrente scoperti ed altri pericoli 
( buchi nei pavimenti, strutture notevolmente indebolite, condutture  rotte  ecc.)

Fino qui abbiamo sempre considerato che la persona in pericolo, sia SOLA ed AUTONOMA: ovviamente tutto è  molto  più complesso, se vi sono problemi legati all’età, ad una situazione di disagio fisico o di  handicap, se vi sono bambini nel locale ,  se è notte, o se qualunque situazione disagevole si aggiunge al già difficile momento. Esamineremo poi in altro momento le situazioni più difficili.

All’aperto

Se ci si trova all’aperto, ma vicino ad abitazioni o a qualunque genere di costruzione, spostarsi nella zona più aperta possibile: in caso di sisma, non soltanto i cornicioni, ed i balconi, possono crollare, ma possono essere un pericolo le tegole, le insegne dei negozi, i cartelloni stradali,  i monumenti,  i campanili, le grondaie,  le cancellate, le linee elettriche, i pali, i tralicci e gli alberi.

E' bene, ripetiamo, raggiungere rapidamente un luogo molto aperto o  ripararsi sotto l'architrave di un portone. La struttura portante di una casa è la parte più solida.

Se si è al volante di un auto, il sisma può far sbandare il veicolo; bisogna fermarsi al più presto, fuori strada o sul bordo, per non intralciare gli eventuali e successivi soccorsi (e per non essere travolto) ma non fermarsi mai sopra o sotto ponti, cavalcavia, ciminiere, edifici,  scarpate ecc.

Particolare attenzione  va fatta in montagna  ( slavine, valanghe, frane) ed al mare, dove un  maremoto, può seguire un terremoto, e dove comunque il formarsi di qualche “onda anomala” che raggiunge rapidamente l’altezza di parecchi metri , è la facile conseguenza di un sisma. E’ bene allontanarsi  rapidamente dalla costa, perché le  gigantesche onde anomale, sono  molto veloci.

 

I LUOGHI PUBBLICI

A scuola

I comportamenti corretti da tenere negli edifici pubblici,  si rifanno solitamente a ciò che già esposto nelle situazioni al chiuso.

Il problema si fa MAGGIORE, dato l'elevato numero di presenze e l’età dei soggetti. E’ sconsigliata una precipitosa fuga verso l'esterno, che accresce i rischi invece di ridurli. Una folla in movimento, se non  calma, preparata e molto ben coordinata, viene facilmente presa dal panico e può fare  più danni del terremoto stesso.

Normalmente le scolaresche si trovano nell’aula, quindi conviene  ripararsi sotto i banchi o addossarsi alle pareti (possibilmente- come in ogni caso - sotto le travi ma lontani dalle finestre ). Se in palestra o in cortile, nei laboratori ecc. la  ampiezza  del locale o gli spazi all’aperto, offriranno altro genere di riparo o protezione.

La scuola deve essere evacuata solo al termine delle scosse. Esistono dei piani di evacuazione, il personale segue abitualmente dei corsi di preparazione ed aggiornamento sulle emergenze, è bene avere due incaricati per ogni tipo di emergenza, per assicurare continuità e capacità di dirigere le operazioni di sgombero.

In questi frangenti è fondamentale il comportamento di direttori didattici ed insegnanti, che devono avere le idee chiare e trasmettere un senso di sicurezza 
( non spavalderia, né superficialità, né mutismo) parlando di ciò che avviene, delle misure che si intende adottare,  con calma,  con tono pacato ed autoritario.

Sono  fondamentali anche le esercitazioni, cioè le simulazioni di esodo dalla scuola per abituare i ragazzi a tenere  comportamenti  idonei all’emergenza, e per individuare e correggere, eventuali  errori.

 

Negli edifici pubblici

Negli edifici destinati al pubblico, le norme in vigore, prevedono l'esistenza di uscite e percorsi di  sicurezza.

Vi sono però numerosi edifici che per età  e/o  a causa del loro valore storico,  non sono   completamente adeguabili a queste norme di sicurezza. Entrando in un qualsiasi locale pubblico,  è bene adocchiare le uscite di emergenza, ed in casi dubbi, verificare che non siano bloccate od ostruite da qualsiasi ostacolo, interno o esterno.

Gli edifici pubblici, di fronte a qualunque situazione di  grave ed improvvisa emergenza, sono i luoghi in generale più a rischio, perché le persone  non conoscono bene l’ambiente dove si trovano, non conoscono gli altri frequentatori e quindi anche eventuali scambi di informazioni, sono trasmesse o recepite in maniera errata,  vi può essere un eccessivo affollamento. La mancanza di indicazioni, il trovarsi in un ambiente estraneo, sono fattori che favoriscono l’insorgenza del panico.

In queste circostanze può essere particolarmente significativa la presenza dell’esperto, di colui che rappresenta l’autorità.  Un buon conduttore che sa trasmettere calma e fiducia può essere fondamentale, infatti i frequentatori occasionali dell’ufficio, della struttura pubblica in questione, non sanno, non possono e non osano prendere iniziative e sentono il bisogno di un aiuto, di una “autorità”, dalla quale  si attendono la soluzione di tutti i problemi.

 

Difficoltà aggiuntive

Possono essere  oggettive ( 1) la struttura particolare dell’edificio, ad esempio un grattacielo – 2) l’affollamento, ad esempio uno stadio gremito-  3) un  elemento conseguente,  come un allagamento od  un incendio conseguente al terremoto,4) le condizioni climatiche, ecc) oppure soggettive ( legate a sé o alle persone di cui si è responsabili : ad esempio situazioni personali di malattia, infermità, ecc) Non è la stessa cosa essere  in casa da soli su una sedia a rotelle, magari al terzo piano, o essere al piano terra di una villetta con giardino e godere ottima salute e fisico atletico Non è la stessa cosa trovarsi da soli o con un altro adulto responsabile, o essere in un ambiente che non si conosce, magari con tre bambini piccoli con sé. Non è la stessa cosa trovarsi  da soli in un ambiente  rimasto relativamente integro, oppure sapere per certo che una o più persone, si trovano all’interno di un locale lesionato o pericolante.

Le differenze sono notevoli  e le combinazioni infinite: per questo bisogna prepararsi con scrupolo e umiltà, e poi affidarsi a Colui che può proteggerci. Gesù stesso, parlando ai suoi discepoli  dei “ dolori” della fine dei tempi, disse : “E pregate che la vostra fuga non avvenga d’inverno, nè  di sabato…” ( Matteo 24 :20)

 

 

 

 

DOPO IL TERREMOTO

Per prima cosa ricordare che potrebbero esserci altre scosse, e quindi  usare precauzione nell’avvicinarsi a cose che potrebbero caderci addosso. Attenzione a dove si cammina, non sempre le lesioni gravi si vedono subito.

 

Cosa fare dopo la  scossa

Dopo la scossa, o le scosse, quando sembra che le cose ritornino alla stabilità  si presentano numerosi problemi:  mettersi in posizione più sicura per affrontare altre possibili  “scosse di assestamento” , aiutare chi ha bisogno ecc.

Ammettendo di essere stati colti dal sisma all'interno di un edificio e che questo sia rimasto lesionato sarà necessario uscirne.

Anche questa operazione dovrà essere fatta con la massima calma non essendo priva di pericoli

Prima di uscire per salvaguardare la propria e l'altrui abitazione è necessario:

  • Spegnere fornelli e fuochi accesi e non accendere fiammiferi o candele; ciò potrebbe essere pericoloso in presenza di fughe di gas; utilizzare una torcia a batterie (da tenere sempre a portata di mano)
  • Chiudere gli interruttori centrali del gas e della luce: se si avverte odore di gas, aprire le finestre e segnalare il pericolo all’ente competente.
  • Non precipitarsi fuori, ma agire sempre con molta cautela
  • Fare attenzione a quello che può cadere perché pericolante, o ad oggetti taglienti che si possono incontrare lungo il percorso, attenzione nell’aprire porte o armadi
  • Mettersi le scarpe e – se si può fare senza perdere  troppo tempo- prendere con sé dei panni, un asciugamano, qualcosa per proteggersi le mani  se si dovessero rimuovere dei vetri, per poter passare.  

NO alle automobili -

E ASSOLUTAMENTE  da scartare il pensiero di usare l’automobile: spesso le strade non sono percorribili,  sono ingombre nel migliore dei casi dalle auto che erano state lasciate in sosta e che hanno subito qualche spostamento  o da detriti di ogni genere, possono esserci inoltre lesioni gravi, buche, tombini saltati; non sempre appaiono subito in superficie i danni sottostanti la coltre d’asfalto che copre canalizzazioni fognarie, condutture,  ecc.

In ogni caso le strade  DEVONO essere  lasciate libere per i soccorsi, si aggiungerebbe solo caos a caos nelle strade  e panico ed angoscia negli automobilisti  rimasti bloccati, e nell’impossibilità di raggiungere  la meta prefissata. Vi è anche  un aumento considerevole di rischio: se intrappolati in macchina in aree densamente edificate, si è sicuramente  esposti alla caduta di cornicioni, tegole, pali e quant’altro possa crollare in strada o direttamente sull’auto.

Gli ingorghi  cittadini sono una realtà quasi quotidiana per  ogni automobilista , caos che peggiora in pochi istanti a causa di un improvviso acquazzone, o del “furbo” che volendo passare a tutti i costi, finisce per intralciare tutti, o qualche auto mal posteggiata  che rallenta il traffico e blocca il passaggio degli automezzi più grossi, o di qualche seppur lieve incidente che ci fa stare in coda da qualche minuto a delle ore. Se al traffico normale, si aggiunge altro traffico ed a tutto questo si aggiunge il PANICO è facile intuire  le terribili conseguenze.

Meglio andare a piedi, ma con una meta precisa: se cerchiamo qualcuno, forse l’altra persona sta facendo la stessa cosa e si può rischiare di non incontrarsi. Per questo motivo si suggerisce di avere già stabilito un punto d’incontro vicino  e  raggiungibile a piedi,  anche se neppure così si può essere certi di trovarsi, perché  sia il terremoto, che altre calamità, possono coglierci in punti lontani, o arrecare danni proprio alla zona che noi volevamo raggiungere e che ritenevamo sicura.

Uso responsabile del telefono.  Va usato solo per chiamate di emergenza. Tutti vorrebbero comunicare, ma spesso le linee funzionano poco e male, e sono già intasate dalle emergenze.

Attenzione agli animali   Solitamente avvertono l’arrivo del terremoto prima di noi, teneteli d’occhi se vi sembrano “strani”.   Anche dopo le scosse  possono essere particolarmente nervosi e diventare aggressivi : fate attenzione, lasciateli in una zona sicura, ma chiusa affinché non nuocciano ad altre persone. Se ci si deve allontanare, lasciargli una scorta  d’acqua.

Anche se non ci sono danni apparenti è bene agire con cautela, controllare con cura gli armadi, i prodotti infiammabili, non accendere luci o fuochi finché non c’è l’assoluta sicurezza che non ci siano state fughe di gas o rotture nelle tubazioni.Qualsiasi guasto va segnalata all’ente competente, anche le fognature potrebbero avere subito danni.Se c’è acqua sul pavimento, o se  ci sono altre anomalie, meglio chiamare un esperto.

Nessuno può predire sicuramente se ci saranno o no altre scosse, o cosa succederà, quindi è inutile e controproducente interpellare continuamente le autorità su questo argomento… meglio chiedere come essere utili e dare una mano.

Prestare il primo soccorso è umano e doveroso: ma non spostate le persone  ferite a meno che non ci sia un ulteriore pericolo incombente. Meglio aspettare i soccorsi, non agite d’impulso: si possono fare più danni di quanti si vorrebbero evitare. Dopo aver chiamato soccorso, stare vicino alle persone che non possono muoversi, incoraggiandole, rincuorandole, non somministrare medicine o alcolici. La presenza e la solidarietà, sono fondamentali.  

** SCALA MERCALLI**


I - Impercettibile = E' rilevata solo dagli strumenti sismici

II - Molto lieve = E' avvertita, quasi esclusivamente negli ultimi piani delle case, da singole persone particolarmente sensibili, ed in condizioni di silenzio e tranquillità

III - Lieve = Solo  alcune persone nelle case  avvertono vibrazioni simili a quelle prodotte da un mezzo leggero, sovente non è percepita come scossa

IV - Moderata = E' avvertita da molte persone nell'interno delle case, e da alcune all'aperto; vibrazioni simili a quelle prodotte da un pesante autotreno. Si ha lieve tremolio di suppellettili e oggetti sospesi, tintinnio di vetri

V - Abbastanza forte = Percepito quasi da tutti; spesso chi dormiva si sveglia all’improvviso; possono cadere oggetti instabili, soprammobili leggeri, si spostano leggermente alcuni quadri alle pareti, si può notare  irregolarità nel moto dei pendoli degli orologi, scricchiolio di mobili, sbattere di porte e finestre

VI - Forte = E' avvertita da tutti con apprensione; i libri cadono dagli scaffali  ed i quadri si staccano dal muro, c’è spostamento di mobili e oggetti vari; possono apparire  crepe negli intonaci di alcune case ed avere anche danni più evidenti in quelle mal costruite o vecchie

VII - Molto forte = E’ avvertita da tutti anche da chi è in automobile. Genera panico, vi è difficoltà a mantenere la posizione eretta;  cadono suppellettili anche pesanti; suonano le campane ; l'acqua di stagni e canali si agita e si intorbida di fango, lievi incrinature nelle pareti e danni moderati in case solide, rottura di comignoli con caduta di pietre e tegole, parziale slittamento della copertura dei tetti; crollo di edifici costruiti male, vecchi o già lesionati.

VIII - DISTRUTTIVA = Disturba la guida di autoveicoli; statue e sculture si spostano; cadono e si spostano di alcuni metri  anche i mobili più pesanti e solidi , gravi distruzioni a circa il 25% degli edifici, caduta di ciminiere, campanili colonne, cancellate e muri di cinta; lievi fessure nei terreni bagnati o in pendio;

IX - Fortemente distruttiva = Provoca distruzioni e gravi danni a circa il 50% degli edifici;

X - Rovinosa = La maggior parte delle opere in muratura è  fortemente lesionata o distrutta,  compresi gli edifici antisismici;  le rotaie di treni e tram subiscono deformazioni; le  condutture dell’acqua si spezzano; si producono frane, rotture e ondulazioni nel cemento e nell'asfalto

XI - Catastrofica = Distruzione generale di edifici , ponti e relativi pilastri;  si producono cambiamenti notevoli del terreno e numerose frane

XII - Totalmente Catastrofica = Ogni edificio e struttura costruita dall'uomo viene distrutta. Si producono grandi trasformazioni topografiche, deviazione di fiumi, scomparsa di laghi ecc.

Gradi scala Mercalli

Gradi scala Richter

0

1,0

1

2,0

2

2,5

3

3,0

4

3,5

5

4,0

6

4,5

7

5,0

8

5,5

9

6,0

10

6,5

11

7,0

12

7,5

 

 

 

 

 

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Aggiornato il: 07 ottobre 2007